Il pacchetto mira a rafforzare la pianificazione energetica UE, accelera gli iter autorizzativi e migliora sicurezza e costi delle infrastrutture.

Pacchetto reti europee: cosa cambia per l’infrastruttura energetica UE
Il nuovo pacchetto reti europee presentato dalla Commissione introduce un approccio comune alla pianificazione dell’infrastruttura energetica e accelera gli iter autorizzativi in tutti gli Stati membri. Dopo la consultazione pubblica chiusa nel luglio scorso, la proposta nasce per colmare le lacune strutturali delle reti e garantire un mercato elettrico più competitivo, sicuro e interconnesso.
Oggi, il 45% dei fabbisogni di capacità transfrontaliera rimarrà scoperto entro il 2030 e il rischio è di sprecare fino a 310 TWh di energia rinnovabile entro il 2040. Il pacchetto agisce su pianificazione, autorizzazioni, finanziamento e resilienza delle reti, con l’obiettivo di ridurre i costi di congestione, sostenere l’elettrificazione e migliorare la sicurezza energetica.
Le ragioni del nuovo European Grids Package
La Commissione evidenzia un problema strutturale: l’attuale quadro di pianificazione non garantisce una risposta adeguata ai fabbisogni di rete. Mancano 88 GW di capacità di trasmissione transfrontaliera da sviluppare entro il 2030, con il rischio che il 45% delle necessità resti senza progetti.
Per la prima volta, il pacchetto prevede uno scenario energetico centrale UE, aggiornato ogni quattro anni, che guiderà la valutazione dei fabbisogni da parte delle reti europee dei gestori elettrici e dell’idrogeno. Viene inoltre introdotto un meccanismo di riempimento delle lacune: se un fabbisogno è individuato ma non esistono progetti adeguati, la Commissione potrà avviare un processo dedicato invitando operatori e promotori a proporre nuove iniziative.
Questa nuova pianificazione infrastrutturale UE punta a evitare sprechi di risorse, aumentare la coerenza tra reti elettriche, rinnovabili e idrogeno e garantire una selezione più rigorosa dei progetti.
Iter autorizzativi energetici più rapidi
La lentezza degli iter autorizzativi è tra le principali cause di ritardi nelle infrastrutture. Oggi le reti di trasmissione richiedono in media 5 anni, le rinnovabili fino a 9 anni, e i Progetti di Interesse Comune registrano ritardi medi di 12 mesi solo per la fase autorizzativa.
Il pacchetto introduce per la prima volta limiti temporali massimi per gli iter autorizzativi: fino a due anni, con un massimo di tre anni per i progetti più complessi. Sono previste la digitalizzazione completa delle procedure, la presunzione relativa di prevalenza dell’interesse pubblico per le infrastrutture elettriche e la possibilità di approvazione tacita se le autorità non rispettano i termini.
Il pacchetto rafforza inoltre il coinvolgimento del pubblico, con meccanismi di benefit sharing per gli impianti rinnovabili oltre 10 MW e figure di facilitatori indipendenti per ridurre il contenzioso.
Previsti risparmi fino a 40 mld/a con Pacchetto Reti
La modernizzazione delle reti è essenziale per ridurre i costi derivanti dalle congestioni. Nel 2022 le congestioni di rete sono costate 5,2 miliardi di euro e potrebbero arrivare a 26 miliardi entro il 2030 senza interventi strutturali.
Secondo la Commissione, investire 5 miliardi di euro nelle interconnessioni consentirebbe di ottenere 8 miliardi di risparmi, con un guadagno netto di 3 miliardi. L’aumento degli scambi transfrontalieri del 50% potrebbe inoltre generare 18 miliardi di euro di PIL aggiuntivo entro il 2030.
Il pacchetto prevede anche un maggiore ricorso alle grid-enhancing technologies, capaci di incrementare la capacità delle reti esistenti del 20-40% entro il 2040, riducendo i costi del 35% rispetto all’espansione tradizionale.
L’obiettivo è raggiungere il target del 15% di interconnessione entro il 2030, su cui molti Stati membri risultano oggi in ritardo.
Oltre 1.200 mld di investimenti necessari entro il 2040
La Commissione stima che serviranno 1.200 miliardi di euro nelle reti elettriche UE entro il 2040, di cui 730 miliardi nelle reti di distribuzione e 240 miliardi nelle reti dell’idrogeno.
Poiché le reti sono finanziate principalmente tramite tariffe, il pacchetto introduce strumenti aggiuntivi per evitare impatti eccessivi sui consumatori. Tra questi:
- uso obbligatorio di parte dei ricavi da congestione per finanziare le interconnessioni;
- criteri europei per la ripartizione equa dei costi tra Paesi che beneficiano dei progetti;
- possibilità di raggruppare progetti infrastrutturali per agevolarne la bancabilità.
Il prossimo quadro finanziario aumenterà il budget destinato alle infrastrutture energetiche da 5,84 miliardi a 29,91 miliardi di euro.
La Banca europea per gli investimenti supporterà la filiera con una controgaranzia da 1,5 miliardi di euro, mentre la futura strategia sugli investimenti mobiliterà capitali privati.
Sicurezza e resilienza delle infrastrutture al centro del nuovo pacchetto reti europee
Il pacchetto introduce per la prima volta una strategia integrata sulla resilienza delle reti, includendo aspetti fisici e digitali già nella fase di pianificazione. Eventi recenti hanno mostrato la vulnerabilità delle interconnessioni e dei cavi sottomarini europei.
Le misure comprendono:
- requisiti di security by design per i nuovi progetti;
- maggiore trasparenza sull’asset ownership per evitare dipendenze da operatori esterni ad alto rischio;
- ammissibilità ai finanziamenti europei degli aggiornamenti di sicurezza sulle reti esistenti;
- rafforzamento dell’azione UE sui cavi sottomarini attraverso hub regionali dedicati.
L’obiettivo è garantire che la modernizzazione delle reti proceda in parallelo con la piena protezione dell’infrastruttura critica.













