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Prezzi elettrici, il PUN Index ha preso la rincorsa (di nuovo)

Il 3 agosto il PUN Index ha superato i 197 euro al MWh, con picchi orari di oltre i 200 euro a partire dalle ore 18:00.

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Prezzi elettrici, il PUN Index ha preso la rincorsa (di nuovo)

I trend del PUN Index GME sotto il caldo dell’estate

Ben 197,7 euro al MWh. Questo il valore raggiunto sul Mercato del Giorno Prima dal PUN Index GME il 3 agosto 2026. Tra consumi elettrici elevati per soddisfare le necessità di raffrescamento e prezzi del gas sopra i 60 euro al MWh, anche la bolletta elettrica in Italia continua a crescere. E lo spettro di un’altra estate sopra i 200 euro al MWh si fa sempre più concreto.

Non si tratta di una sorpresa. I trend di luglio avevano già individuato un percorso in rapida crescita, confermando ancora una volta il posizionamento nazionale sopra quello dei principali mercati elettrici europei. L’Italia rimane il Paese dove l’energia elettrica è più cara e dove ogni shock energetico produce gli effetti più intensi.

prezzi mercati elettrici

Il ruolo del gas nel caro bollette

Dare la colpa unicamente al gas – la fonte che fissa il prezzo marginale – non sarebbe corretto. Ovviamente l’energia fossile ha la responsabilità più alta dal momento che copre oltre il 40% del fabbisogno nazionale.

Il settore risente di ogni tensione o apertura a livello geopolitico e l’incertezza che oggi domina il conflitto in Medio Oriente sta producendo effetti a cascata. L’ultimatum del presidente Donald Trump e la negazione da parte di Teheran di qualsiasi negoziato in corso, rendono la situazione ancora più imprevedibile, allungando ulteriormente i tempi per una possibile ripresa dei carichi di GNL attraverso il canale di Hormuz.

Sebbene l’Europa faccia affidamento sul GNL del Qatar in maniera limitata, il mercato del gas si muove ormai su dinamiche globali. Ecco perché il nuovo stop ai colloqui tra USA e Iran ha fatto lievitare il prezzo del TTF europeo sopra i 60 euro per MWh. “Nel quadro delle incognite relative allo Stretto, altri fattori stanno contribuendo nelle ultime settimane a sostenere i prezzi europei”, spiegano Agata Gugliotta e Gian Paolo Repetto di RIE sulla newsletter del GME. “La necessità di avanzare nel riempimento degli stoccaggi, la crescita dei consumi negli usi termoelettrici per fronteggiare le ondate di calore che sottraggono volumi agli stoccaggi, l’accresciuta concorrenza asiatica, che offrendo un premio in termini di prezzo, riduce i carichi di GNL spot in arrivo sulle coste europee”.

In Italia (peraltro primo importatore del Blocco di GNL qatarino) i prezzi del gas all’ingrosso sono ormai costantemente sopra i 60 euro al MWh dal 18 luglio 2026.

Tuttavia sul prezzo elettrico hanno effetto anche altri fattori. A cominciare dai minori volumi venduti di idroelettrico ed eolico, entrambi con una produzione in contrazione rispetto allo stesso periodo nel 2025. Pesano ovviamente anche i consumi elettrici per il raffrescamento, spinti da temperature superiori alla norma storica del periodo.

Il risultato è un PUN Index, l’indice con cui si esprime il prezzo medio giornaliero dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia, che il 3 agosto ha superato i 197 euro al MWh; con picchi orari di oltre i 200 euro a partire dalle ore 18:00. In base agli ultimi dati pubblicati dal GME (il gestore dei mercati energetici) infatti, il rapporto picco/baseload si sta mantenendo sempre sotto l’unità da oltre tre mesi a questa parte, mostrando un valore costante di 0,98.

Credits: GME

Verso un agosto 2022-bis?

Tali rincari richiamano inevitabilmente alla memoria i record storici di agosto 2022, quando il PUN superò i 543 €/MWh, toccando un picco orario di 870 €/MWh. Oggi, sebbene il quadro generale presenti elementi analoghi, i trend si mantengono più contenuti. Questo sia perché l’Italia (ma anche l’UE nel suo insieme) appare più preparata a fronteggiare gli shock, sia perché nel frattempo il fotovoltaico è cresciuto sensibilmente attutendo gli effetti peggiori.

Ciononostante, il mercato si attesta ancora su livelli strutturalmente superiori rispetto a quelli pre-pandemia. È ormai evidente, infatti, come le quotazioni all’ingrosso da 50-60 €/MWh registrate prima fino al 2019 rimarranno fuori portata finché il gas continuerà a ricoprire a mantenere l’attuale rilevanza nel mix elettrico italiano.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.