Misure di emergenza energetica, proposti altri 12 mesi per il price cap sul gas

La Commissione europea ha proposto di estendere ad un altro anno le misure emergenziali lanciate in risposta alla crisi energetica, dal tetto al prezzo del gas alle facilitazioni burocratiche per le rinnovabili

misure di emergenza energetica
Foto di Robert Linder su Unsplash

(Rinnovabii.it) – Ancora dodici mesi per mettersi al riparo da brutte sorprese. Questa la proposta di proroga avanzata ieri dalla Commissione europea per il pacchetto di misure di emergenza energetica adottate nel 2022. Gli interventi in questione – misure di solidarietà, price cap sul gas e norme per accelerare i progetti rinnovabili – dovrebbero terminare la propria validità con l’anno nuovo, ma l’esecutivo ha ipotizzato un’estensione. Le ragioni dietro questa scelta sono diverse e non riguardano direttamente l’attuale situazione del mercato energetico, oggi notevolmente più stabile rispetto allo scorso anno. 

Un’estensione per il price cap sul gas

L’obiettivo ultimo è ovviamente la sicurezza energetica ma almeno in un caso potrebbero essere pesate anche le pressioni nazionali. Il meccanismo di correzione del mercato, ad esempio, continua a trovare il consenso del Governo italiano che in più di un’occasione ne ha chiesto la proroga. Tale meccanismo, meglio noto come “price cap“, è stato introdotto in risposta ai prezzi eccessivamente elevati osservati nel 2022. Il sistema prevede un limite di offerta dinamica che scatta se il prezzo del TTF Month Ahead supera i 180 €/MWh per 3 giorni lavorativi, con un differenziale di 35 euro rispetto al prezzo medio globale del GNL.

È entrato in vigore il 1° febbraio 2023 dopo settimane di discussioni tese tra gli Stati membri, a causa della netta opposizione di Germania ed Austria, preoccupate di possibili effetti distorsivi. In realtà il meccanismo non è mai stato attivato, dal momento che i prezzi del gas nel 2023 sono tornati a livelli molto più bassi rispetto all’estate del 2022 (attualmente oscillano intorno ai 45 €/MWh). E la misura dovrebbe essere disattiva il 1° febbraio 2024. “Tuttavia – spiega la Commissione – il mercato rimane fragile e ha registrato una serie di episodi di significativa volatilità negli ultimi mesi”, tali da far ritenere necessario il mantenimento delle misure di emergenza energetica.

Le altre misure di emergenza energetica

Stesso motivazioni per le misure di solidarietà – regolamento 2022/2576 – in scadenza per il 30 dicembre 2023. Le norme attuali stabiliscono la base giuridica per l’aggregazione della domanda e il sistema di acquisto congiunto di gas “AggregateEU”. Il regolamento comprende anche misure per fornire maggiore trasparenza nel mercato del GNL, obbligando i TSO a condividere le informazioni sulla capacità, migliorando la capacità degli impianti GNL dell’UE.

Leggermente diverso è il discorso sulle norme per accelerare i progetti rinnovabili. Le misure di emergenza  energetica hanno permesso di accorciare temporaneamente gli iter autorizzativi per le FER, in attesa della nuova Direttiva RED 3 che introduce un regime permanente, stabile e a lungo termine per accelerare le procedure di permitting. Le norme provvisorie scadranno il 30 giugno 2024, ma il percorso per recepire la RED 3 negli ordinamenti nazionali è più lungo e potrebbe lasciare un gap normativo.

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