Finalmente il sorpasso: rinnovabili UE davanti alle fossili nel mix elettrico

Crescono solare e eolico, al palo idroelettrico e elettricità da biomassa. Ma il ritmo di crescita delle fonti pulite deve triplicare al 2030. Quota carbone dimezzata in 5 anni

Rinnovabili in UE: arriva il sorpasso sulle fossili nel mix elettrico
credits: Dirk Wohlrabe da Pixabay

Le rinnovabili toccano quota 38% nel 2020

(Rinnovabili.it) – Nel 2020 le rinnovabili hanno costituito il 38% del mix elettrico dell’Unione europea. Un punto percentuale in più delle fonti fossili. E’ la prima volta che solare ed eolico sopravanzano carbone e gas nelle statistiche sulla generazione di elettricità del vecchio continente.

Secondo i dati dei think tank Ember e Agora Energiewende, sia l’energia dal sole che quella dal vento sono cresciute nell’anno appena concluso. Insieme valgono 1/5 della produzione di elettricità, con l’eolico che supera di tre volte il solare (14% contro 5%). A queste vanno aggiunti idroelettrico e la quota generata da biomassa, che insieme totalizzano il 19%.

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Il risultato però è da imputare solo a eolico e solare, che sono cresciute rispettivamente del 9% e del 15%, mentre le rimanenti fonti rinnovabili sono stagnanti. Il rapporto dei due think tank sottolinea però che questi ritmi sono ancora troppo blandi per centrare gli obiettivi al 2030. La crescita della generazione elettrica da queste fonti deve triplicare, passando da una media nell’ultimo decennio di +38TWh l’anno a un aumento medio di 100TWh l’anno. Non è questione di rallentamenti dovuti al Covid (anzi, nel 2020 è record: +51TWh), a non quadrare sono proprio gli obiettivi attuali: “Al momento, i piani nazionali per l’energia e il clima ammontano solo a circa 72 TWh di produzione elettrica da eolico e solare all’anno”, si legge nel rapporto.

Risultato a specchio per le fonti fossili. In generale, nel 2020 il mix elettrico dell’UE è stato del 29% più pulito rispetto al 2015. Buona anche la discesa dei valori dell’intensità di carbonio, che passano dai 317 g/kWh del 2015 agli odierni 226 g/kWh. Sarebbe potuta scendere anche di più, sottolinea il rapporto. Ma il calo della quota di carbone (-20% in un anno, -50% sul quinquennio) è stato parzialmente compensato dal gas. Che infatti decresce, nell’ultimo anno, ma solo del 4%.

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La Danimarca ha raggiunto la percentuale più alta di energia eolica e solare, che ha contribuito per il 61% al suo fabbisogno di elettricità nel 2020. L’Irlanda ha raggiunto il 35% e la Germania il 33%. L’Italia è ben più indietro nella classifica, poco sotto la media UE con circa il 17%. Ma soprattutto ha visto una crescita di eolico e solare nel mix elettrico nell’ultimo anno di appena l’1%, mentre altri paesi hanno galoppato (Francia +14%, Belgio +28%, Olanda +40%, Germania +8%).

La risposta UE alla crisi climatica, adesso, si incardina principalmente sui “programmi di ripresa post-pandemia” che “devono quindi andare di pari passo con un’azione accelerata per il clima”, commenta Patrick Graichen, direttore di Agora Energiewende. “È significativo che l’Europa abbia raggiunto questo momento cruciale all’inizio di un decennio di azione globale per il clima”, sottolinea Dave Jones, analista senior di Ember, che mette in luce la necessità, nella prossima decade, di “eliminare gradualmente la generazione di gas, rimpiazzare le centrali nucleari in chiusura e soddisfare la crescente domanda di elettricità da auto elettriche, pompe di calore ed elettrolizzatori”.

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