La strategia europea sul metano prende tempo

La bozza, trapelata dalle stanze della Commissione europea, sembra fallire nella lotta alle emissioni: nessun limite al CH4 prima del 2025

strategia europea sul metano

Conto alla rovescia per la pubblicazione della Strategia europea sul metano

(Rinnovabili.it) – Il tanto atteso Piano dell’Unione europea per ridurre le emissioni di metano non imporrà standard vincolanti. A rivelarlo è una nuova bozza di testo (in inglese), messa on line oggi da Euractiv, che conferma le indiscrezioni fornite dalla Reuters a fine agosto 2020. Il documento in questione, che dovrebbe essere pubblicato il prossimo 14 ottobre, contiene una parte importante delle politiche climatiche UE. Una volta ufficializzato indicherà, infatti, la strategia europea sul metano, potente gas serra la cui capacità capacità nel trattenere il calore è 28 volte maggiore rispetto a quella dell’anidride carbonica.

In qualità di principale importatore mondiale di gas naturale, l’Unione sta subendo pressioni da parte di investitori, attivisti climatici e società affinché stabilisca limiti vincolanti alle emissioni di questo carburante anche al di là di quelle generate dalla sua combustione. Attualmente infatti non esiste nessuna norma che controlli le perdite di metano durante la produzione, il trattamento o il trasporto. Pertanto queste emissioni non sono visualizzate nel conteggio dei gas a effetto serra collegati al comparto energetico, né sono incluse negli obiettivi climatici UE.

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La strategia europea sul metano avrebbe dovuto rispondere anche a questa esigenza. Peccato che allo stato attuale non compaia alcun vincolo. Piuttosto, incoraggia iniziative volontarie e guidate dalle imprese per colmare immediatamente il divario in termini di verifica e rendicontazione del monitoraggio delle emissioni“. A partire da queste azioni volontarie, “nel 2021 e oltre” saranno prese in considerazione iniziative legislative per fornire un quadro certo di riduzione.

Uno dei maggiori problemi con cui si deve confrontare Bruxelles è infatti mancanza di dati e di processi di misurazione concordati in questo campo. Parte della soluzione starà nella collaborazione tra Commissione Europea e il programma ambientale dell’ONU (Unep) per estendere la Oil and Gas Methane Partnership – iniziativa di rendicontazione volontaria – a tutta la filiera del gas. Bruxelles promuoverà anche l’istituzione di un meccanismo internazionale indipendente e qualificato per le emissioni di CH4. L’obiettivo? Raccogliere, verificare e pubblicare i dati sul metano antropogenico. La prima fase riguarderà solo il settore energetico; una volta consolidati gli strumenti, si valuterà se ampliarlo anche al comparto dei rifiuti e quello agricolo. Utilizzando i satelliti Copernicus, l’esecutivo propone anche un sistema di sorveglianza globale per i cosiddetti “superemettitori” – impianti di petrolio e gas con “emissioni sproporzionatamente elevate”.

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