Riforma delle tariffe elettriche: nuova consultazione dell’AEEGSI

Prevede un’applicazione più graduale, unita a una riduzione degli oneri in quota fissa. Ma la riforma delle tariffe elettriche resta controversa

Riforma delle tariffe elettriche nuova consultazione AEEGSI-

 

(Rinnovabili.it) – Dopo l’insurrezione delle associazioni ambientaliste, dei consumatori e delle rinnovabili, l’AEEGSI pubblica un secondo documento di consultazione (scaricabile qui) relativo alla riforma delle tariffe elettriche. L’Autorità ha limato un po’ qui e un po’ là i suoi orientamenti, stabilendo un’applicazione più graduale delle misure, mantenendo intatta la divisione tra residenti e non residenti e, soprattutto, riducendo la percentuale degli oneri che da quota variabile finiscono in quota fissa. Ci sarà tempo fino al 4 settembre per inviare all’AEEGSI i propri rilievi.

Riforma delle tariffe elettriche nuova consultazione AEEGSI 21Sui tempi, le soluzioni individuate per diluire l’applicazione della riforma sono due: la prima prevede l’avvio, dal 1 gennaio 2016, della struttura non progressiva solo per i servizi di rete, insieme alle modifiche sugli impegni di potenza. Nel 2017 toccherebbe ai servizi di vendita e dal 2018 agli oneri generali. La seconda ipotesi contempla un inizio della riforma al 2017, a parte gli oneri, rinviati al 2018.

Proprio per quanto riguarda gli oneri, punto sul quale le associazioni sono più preoccupate, il Dco del febbraio scorso (scaricabile qui) prevedeva lo spostamento del 100% degli oneri di distribuzione, insieme a un 50% degli oneri di sistema, sulla quota fissa. Queste soglie sono state riviste al ribasso, dal momento l’Autorità ha notato che «secondo alcuni partecipanti alla consultazione, investimenti in efficienza energetica e per l’autoconsumo perderebbero parte del proprio valore».

Il nuovo documento propone che, per quanto riguarda gli oneri di sistema, si mantenga una distinzione fra residenti e non: i primi pagheranno gli oneri soltanto in relazione ai kWh di energia prelevata, mantenendo una struttura monomia, i secondi pagherebbero anche in relazione al numero dei punti di prelievo (struttura binomia). Il 75% delle entrate verranno dall’energia prelevata, mentre il 25% sarà incamerato in relazione ai punti di prelievo. Il mantenimento della separazione tra residenti e non residenti consentirà un’applicazione più graduale della riforma per i primi, penalizzando questi ultimi.

 

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La nuova proposta per gli oneri di rete, invece, prevede che la quota fissa copra unicamente i costi delle attività di misura e commercializzazione. I costi della distribuzione sarebbero coperti solo dalla quota potenza, ossia in relazione ai kW impegnati, mentre i costi di trasmissione saranno calcolati in relazione al prelievo, cioè in quota energia.

Secondo le tabelle dell’AEEGSI, tuttavia, resta una forte diseguaglianza: i residenti con potenza richiesta pari a 3kW e consumo fino a 2.700 kWh l’anno subirebbero un aumento della bolletta tra i 19 e i 71 euro l’anno. Il non residente con i più bassi consumi (900 kWh) e i canonici 3kW di potenza richiesta, invece, dovrebbe sopportare 117 euro di maggiori costi. Per contro, ai residenti da 6kW e 6.000 kWh/anno verranno regalati tagli di bolletta da 582 euro. Nella tabella qui sotto si possono leggere tutti gli scenari previsti dall’Autorità, che ha definito 8 tipologie di consumatori.

 

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Come hanno fatto notare le associazioni in un incontro con l’AEEGSI, qualche giorno fa, queste previsioni impatterebbero negativamente sull’81% delle famiglie italiane, che consumano meno di 2.640 kWh l’anno. Pronto, in merito, il commento del senatore del Movimento 5 stelle, Gianni Girotto: «La riforma continua a pesare su chi consuma meno, che si troverà a pagare di più. Rende economicamente inefficaci gli interventi di efficientamento energetico e di consumo dell’energia prodotta tramite le fonti energetiche rinnovabili. Si pone in contrasto con le direttive europee sull’efficienza energetica e gli obiettivi di riduzione dei consumi di energia e delle emissioni».

1 commento

  1. Da quanto appare nelle varie proposte,sembra proprio confermare come ormai tutto sia allineato verso lo stesso tipo di pensiero e cioè tutto quello che era stato stabilito in passato è superato e sicuramente errato.
    Ora ovviamente non mi stupisco più di niente però credo che un principio di fondo non possa essere dimenticato.
    In un epoca di inquinamento dell’atmosfera incredibile,con i cambiamenti climatici sotto gli occhi di tutti,certamente imputabili a tutto ciò che l’uomo scarica nell’aria e nel mare,mi sembra che il criterio di privilegiare nelle tariffe chi si impegna comunque a non sprecare energia debba prevalere su qualunque altro,perchè virtuoso e senza alcuna direttiva di altro genere.
    Tutte le altre divisioni,casistiche, sembra proprio che siano condizionate da valutazioni politiche,economiche momentanee e quindi non basate su un impianto solido ma sulla convenienza di qualche parte a discapito del bene comune.
    Infatti le categorie che usufruiranno in particolare dei benefici saranno chi consuma alla grande fregandose altamente dell’ambiente,del corretto uso degli elettrodomestici e quelli con un presunto reddito basso.
    Purtroppo sembra proprio che anche in questo caso chi è delegato a pensare al bene comune,decide di venire incontro :
    1)persone che vivono in affitto con sfratti esecutivi che se ne strafregano di tutto perchè intanto la società si fa carico di loro
    2)immigrati,rom,etcc i cui consumi vengono assorbiti dalla società e quindi che interesse hanno a contenere i consumi
    3)Tutti coloro che risultano nullatenenti (vedi sopra,più tutti quelli che essendosi liberati di tutte le proprietà riusciranno a produrre un ISEE ridicolo)
    Sembra proprio fatto ad arte in primis perchè in questo momento il costo del petrolio è ai minimi quindi produrre energia costa meno pertanto le bollette dovrebbero scendere e non salire e allora cosa ci inventiamo”la progressività per i costi di oneri e servizi”infatti sono tutti costi che non sono affatto in relazione con l’energia utilizzata per produrre un bene
    Mentre in ultimo siccome in Italia ca.85% delle famigli sono proprietarie di prima casa ovviamente il possesso di casa va ad aumentare il reddito presunto delle persone e quindi escluderà moltissimi dal poter presentare l’ISEE relativo per avere diritto agli sconti.
    Veramente complimenti!
    Spero che si ritorni rapidamente alla valutazione esclusivamente legata ala consumo.

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