Accumulo: UE pronta a bandire le “batterie sporche” straniere

Sostenibili e preferibilmente prodotte in loco: così Bruxelles immagina il futuro dell’accumulo elettrochimico mentre approva 3,2 miliardi di aiuti per un nuovo progetto europeo

batterie sporche
Maros Sefcovic. Photographer: Etienne Ansotte Credit: UE

 

(Rinnovabili.it) – Le “batterie sporche“, ossia quelle che non soddisferanno i futuri standard verdi dell’Unione europea, potrebbero essere bandite dal mercato comunitario. Ad affermarlo è il vicepresidente della Commissione Maroš a margine dell’approvazione di un importante progetto paneuropeo dedicato all’accumulo elettrochimico. Bruxelles sta cercando di recuperare il terreno perso nella corsa mondiale all’energy storage puntando sulla sostenibilità, uno dei pochi elementi in grado di portare un vantaggio rispetto la schiacciante competizione asiatica. In questo contesto i nuovi standard ambientali non saranno solo un punto d’arrivo per i produttori europei ma anche un filtro all’import di batterie straniere. I criteri definiranno quanto sostenibili dovranno essere le materie prime e la loro estrazione sia quanto energeticamente pulita debba essere la fabbricazione dei dispositivi di stoccaggio.
Per i prodotti esteri, e in particolare quelli del sud est asiatico, che non risponderanno a tali criteri potrebbero scattare veri e propri divieti alle frontiere come ha spiegato Šefčovič ai giornalisti “Il lavoro sugli standard è importante: se vuoi vendere qui, devi rispettarli”, ha aggiunto il vicepresidente dell’esecutivo UE.

 

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Ma le caratteristiche verdi non sono l’unico elemento qualificante del tuo piano comunitario “pro storage”. La vera chiave di volta è la collaborazione: riunire gli sforzi dei singoli Paesi e delle parti industriali interessate in un’unica strategia di crescita per creare una catena del valore competitiva.
Con questo spirito è stata lanciata a ottobre 2017 la European Battery Alliance, piattaforma cooperativa tra esecutivo UE, Stati membri, stakeholder e innovatori. E con lo stesso spirito sono stati supportati una serie di progetti più o meno grandi per dare concretezza agli obiettivi dell’Alleanza.

L’ultimo, in ordine cronologico, è quello su cui Bruxelles si è dovuta pronunciare ieri: un importante progetto di interesse comune europeo (“IPCEI”), notificato congiuntamente da Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Polonia e Svezia e finalizzata a sostenere la ricerca e l’innovazione nel settore delle batterie.

 

Nel dettaglio la Commissione ha approvato i 3,2 miliardi di euro che i sette elargiranno al progetto sotto forma di aiuti di stato da oggi al 2031.

L’iniziativa coinvolgerà 17 partecipanti diretti, per lo più soggetti del settore industriale alcuni dei quali con attività in più di uno Stato membro. I partecipanti diretti collaboreranno strettamente tra loro e con oltre 70 partner esterni, quali piccole e medie imprese (PMI) e organismi pubblici di ricerca di tutta Europa. I proponenti si aspettano di riuscire a mobilitare fino a 5 miliardi di euro supplementari da investimenti privati.
I nostri sforzi per dare impulso all’innovazione nell’ambito dell’European Battery Alliance si stanno traducendo nella creazione di forti partenariati industriali – ha affermato Šefčovič – Grazie agli intensi sforzi prodigati da sette Stati membri, dall’industria e dalla Commissione, si sta creando il primo grande ecosistema paneuropeo delle batterie, con progetti all’avanguardia in tutti i segmenti di questa strategica catena del valore. Abbiamo trovato la ricetta giusta per la nostra politica industriale del 21° secolo”.

 

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I partecipanti al progetto e i loro partner concentreranno il loro lavoro su quattro settori:

(1)  Materie prime e materiali avanzati: saranno definiti processi innovativi sostenibili per l’estrazione, la concentrazione, la raffinazione e la purificazione dei minerali al fine di generare materie prime di elevata purezza. Per quanto riguarda i materiali avanzati (come catodi, anodi e elettroliti), l’obiettivo è di migliorare i quelli esistenti, o di crearne di nuovi.

(2)  Celle e moduli: saranno sviluppate celle e moduli innovativi con l’obiettivo di garantire la sicurezza e le prestazioni necessarie sia per le applicazioni automobilistiche sia per quelle di altro tipo (ad es., accumulatori stazionari di energia, utensili elettrici, ecc.).

(3)  Sistemi di batterie: il progetto ha l’obiettivo di sviluppare sistemi innovativi, compresi software e algoritmi per la gestione delle batterie.

(4)  Ridestinazione, riciclaggio e raffinazione: verranno definiti processi sicuri e innovativi per la raccolta, lo smantellamento, la ridestinazione, il riciclaggio e la raffinazione dei materiali riciclati.

 

“Con l’approvazione della Commissione Ue del progetto comune promosso dall’Italia insieme ad altri sei Paesi membri si compie un passo importante nella direzione del rafforzamento di una comune strategia industriale europea – ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo economico Stefano PatuanelliL’obiettivo è quello di supportare le imprese nella produzione di batterie di nuova generazione, con ricadute positive sia in termini di sostenibilità ambientale che di competitività del sistema industriale europeo. Grazie a questa misura, l’Italia mette in sicurezza e consolida – con un piano di investimenti tra fondi pubblici e privati di circa 850 milioni di euro – il suo presidio manifatturiero in questo settore strategico”.

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