Rinnovabili • Banca Intesa San Paolo

Banca Intesa San Paolo, campione mondiale di sostenibilità

Una cascata di misure per uno sviluppo sostenibile e inclusivo, nel Piano d’Impresa 2018 -2021, con azioni concrete, che oltre ai fondi per la circular economy vanno dai prestiti ai giovani per lo studio, a misure agevolate per donne, madri lavoratrici o imprenditrici e per o lavoratori over 50, in difficoltà per accedere alla pensione.

Banca Intesa San Paolo

 

50 Mld di euro aggiuntivi da Banca Intesa San Paolo per spingere il Green Deal europeo in Italia

(Rinnovabili.it) – Banca Intesa dà una spinta decisiva alla Green economy “mettendo sul piatto” 50 miliardi di euro per le imprese italiane che vorranno investire in questo ambito. La sostenibilità declinata secondo i goal dell’Agenda 2030, nell’ambito finanziario ha il suo campione internazionale in Italia: la Banca Intesa San Paolo, che ha annunciato nei giorni scorsi, fra molte altre, questa rilevante misura. La più importante – e più premiata, a livello mondiale, realtà creditizia  italiana – nel 2019 ha preso il Premio Global 100 Corporate Knites MSCiW (Most Sustanaible Corporation in the World ) e il Diversity & Inclusion Award, per l’impegno nella valorizzazione del talento e della diversità – ha presentato di recente a Milano un primo rendiconto dei risultati dei progetti avviati in tema di sostenibilità. Il Gruppo ha inserito sei tematiche fondamentali  negli obiettivi del Piano d’impresa 2018-2021, a dimostrazione del fatto – ha spiegato il CEO e Consigliere delegato Carlo Messina –  che la principale Banca del Paese, rispettando gli imprescindibili  impegni di remunerazione del capitale con gli azionisti, vuole fare  la sua parte nello sviluppo del Paese. 

Di qui, il titolo dell’evento “Intesa San Paolo motore per lo sviluppo sostenibile e inclusivo”,  

nel corso del quale sono state presentate testimonianze dei vari partner di progetto  e i risultati sulle sei direttrici: supporto alla coesione sociale per la riduzione delle disuguaglianze; azioni di finanza d’impatto per facilitare l’accesso  al credito; impegno nella sostenibilità e nella promozione della circular economy; attenzione alla formazione e all’accesso al mondo del lavoro da parte dei giovani; sostegno al patrimonio artistico e culturale per un’adeguata  valorizzazione; spinta all’innovazione, quale fattore di competitività del Paese. Un elenco di impegni  talmente importanti, per la loro portata, e impattanti, da portare a riflettere sul fatto che fortunatamente in Italia, mentre la politica si appassiona a temi spesso lontani dalle persone, i manager, le imprese e tutti coloro che lavorano con serietà fanno cose  concrete per il bene del Paese.

 

Impossibile citare tutti i risultati. Una breve sintesi delle misure e degli obbiettivi raggiunti, presentati dall’Istituto di credito aiuterà a comprendere le parole pronunciate dal Board della Banca.

  • Coesione sociale e lotta alle disuguaglianze: 8,7 milioni di pasti distribuiti, 519 mila posti letto, 131 mila farmaci, 103 mila indumenti distribuiti tramite associazioni caritative nel periodo 2018-2019; 25 mila donazioni sulla piattaforma For Funding per 170 progetti non profit;400 mila beneficiari del Fondo di beneficenza in capo alla Presidenza San Paolo.

  • Finanza di impatto:  Due nuove iniziative  per aiutare le neo-mamme lavoratrici  per consentire  di avviare una start-up alle neo mamme che vogliono diventare imprenditrici; Un prestito per i disoccupati prossimi al raggiungimento della pensione, ma non hanno il requisito dei contributi versati o per gli occupati che concordano con il datore di lavoro un accordo di accompagnamento (versamento dei contributi); Nel 2019 oltre 3 mila studenti hanno beneficiato del Progetto “ Per merito”, in accordo con 524 atenei, di cui 265 all’estero. Il progetto è  destinato agli studenti che vogliono compiere i loro studi universitari in Italia o all’estero, ma hanno bisogno di risorse economiche. 171 Milioni di euro erogati a 15 mila studenti per gli studi;
  • Economia circolare: 63 progetti trasformativi e innovativi per PMI e grandi aziende, finanziati per circa 760 milioni di euro a valere sul plafond circular economy da 5 miliardi di euro; 2 Mld euro erogati  nella green economy;75 progetti finanziati con Green Bond, 353 mila tonnellate di emissioni CO2 risparmiate – pari alle emissioni di 66 mila abitanti;
  • Occupazione giovanile: 9mila300 giovani , in età 18-29 anni, candidati a partecipare al programma Giovani e Lavoro, oltre mille aziende coinvolte, l’80% delle assunzioni andate a buon fine;
  • Arte e cultura: Intesa San Paolo  è l’unico gruppo bancario al mondo ad avere quattro musei con esposizioni di collezioni permanenti e una programmazione di mostre originali. Nel 2019, sono state allestite tre mostre nelle tre sedi di Milano, Napoli, Vicenza con 500 mila visitatori. Nel 2022 aprirà a Torino un nuovo museo Gallerie d’Italia.

 

Il Presidente Gian Maria Gros Pietro e il CEO Carlo Messina: aiutare lo sviluppo, superando le disuguaglianze   

Tutti i risultati raggiunti sono frutto di una visione condivisa dei vertici Intesa. Il messaggio, emerso più volte dalla parole del Presidente  Gian Maria Gros- Pietro, dallo stesso CEO Messina,  dal Presidente emerito Giovanni Bazoli  converge sullo stesso punto. “Non c’è sviluppo che sia degno di questo nome se la società  non risolve i problemi più gravi e in questo momento il problema  più grave è la disuguaglianza” – ha affermato il Presidente Gros-Pietro, affermando che “Intesa San Paolo è impegnata con  determinazione a favorire lo sviluppo sostenibile e inclusivo. Di fronte a questa esigenza, gli investitori istituzionali e le imprese hanno davanti a sé non soltanto la sfida della crescita  per l’outlook, ma quella di una crescita che generi valore di fronte all’emergenza dei cambiamenti climatici” –  ha aggiunto. “E’ una sfida che i progressi della scienza e della tecnologia rendono possibile, aprendo nuove opportunità per questo sviluppo e, fermo restando che senza profitti non si possono generare prospettive di crescita sostenibile, per un’impresa bancaria l’azione anche nei settori dell’inclusione, caritativo, culturale è importante se condotta  confrontandosi con gli esperti”. “Rispetto al Green Deal europeo, Intesa San Paolo  – ha annunciato il Ceo e Consigliere Delegato Carlo Messina – è pronta a finanziare le aziende italiane che decidono di investire in questo settore,  per i conti molto significativi, mettendo sul piatto altri 50 miliardi di euro incrementali, oltre a quelli che normalmente garantiamo,  per accelerare la green economy. Riteniamo che del totale destinato dalla Commissione europea, per il Green Deal, pari a 1000 miliardi di euro, per l’Italia dovrebbero essere perlomeno 150 miliardi di euro. Noi possiamo tranquillamente sostenere 50 miliardi di supporto alle aziende italiane che vogliano investire in questo settore, ritenendolo un’area nella quale abbiamo sia le competenze, sia le persone che hanno sviluppato quelle capacità di supportare le aziende nel trovare i progetti di finanziamento”.

 

Gian Maria Gros Pietro, Presidente Intesa San Paolo
Gian Maria Gros Pietro, Presidente Intesa San Paolo

 

Intesa, ha ricordato Messina, “è la  cassaforte degli italiani, custodendo mille miliardi di euro di risparmi, e con 400 miliardi finanzia un terzo del Pil del  Paese. Se c’è un forte investimento in questo Paese sulla  green economy e sulla volontà di accelerare noi ci siamo e  siamo pronti a fare la nostra parte in modo decisivo”. Il  numero due di Intesa San Paolo è convinto anche che “investire per primi sull’economia circolare si sia rivelato senza dubbio un buon investimento. Siamo riusciti per primi a finanziare molte aziende che su questo si sono dedicate nel nostro paese. Lavorare su queste tematiche è un volano di sviluppo per il paese. E’ una dimostrazione che la Banca tiene all’Italia, che le persone di Intesa San Paolo tengono a questo Paese e possono fare molto per la comunità anche in funzione complementare rispetto a quello che fa il pubblico”. Il tema di una finanza sostenibile è comunque un tema che i grandi investitori internazionali, “che hanno una visione strategica”, considerano oggi focale. “Indubbiamente oggi tutti gli importanti investitori nei grandi fondi internazionali  sono portati a chiedere  che i rendimenti siano sostenibili e che nascano da aziende che hanno una visione rivolta  alla sostenibilità. Gli investitori – ha aggiunto Messina – guardano a queste tematiche come alle tematiche del futuro. Da quest’anno – ha precisato –  abbiamo posto forte attenzione ai cambiamenti climatici. Sul fronte del climatico e del green c’è moltissimo da lavorare e su questi temi gli investitori sono quelli che hanno la visione più lungimirante, perché  si sono resi conto che senza la sostenibilità futura non possono realizzare rendimenti a dieci – venti anni”.

 

Il presidente di BlackRock, Rob Kapito: investimenti in imprese sostenibili

Le parole di Rob Kapito, ospite dell’evento e  presidente di BlackRock, , il fondo americano  socio della Banca con una quota  del 5%,  non fanno  che avvalorare questa visione: “La realtà – ha detto Kapito – è che negli ultimi anni un numero  sempre maggiore di nostri clienti si è concentrata sull’impatto della  sostenibilità nei loro portafogli di investimenti. Questo cambio di passo è frutto della comprensione di come i fattori legati alla sostenibilità possano influenzare la crescita economica, i valori degli assets e i mercati finanziari nel senso più ampio. Il rischio climatico è oggi, sinonimo di rischio di investimento. Non abbiamo altra scelta che agire. Aziende come Intesa Sanpaolo e BlackRock  stanno rispondendo con cambiamenti concreti che possono anche influenzare  altri soggetti a fare lo stesso”, ha proseguito. Kapito  ha sottolineato come “Intesa Sanpaolo è un modello di  riferimento di livello mondiale nella responsabilità sociale e culturale. L’ESG – (Environmental, Social Governance, un metodo di selezione degli asset di investimento responsabile  basato sui criteri ambientali, sociali e di governance coerenti con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dall’ONU, ndr)  è un aspetto strategico  fondamentale per Intesa Sanpaolo” – ha sottolineato. Il Gruppo Intesa san Paolo è al primo posto nella Cdp Climate Change 2018, per l’avanzato apporto  alla mitigazione dei cambiamenti climatici, ha conquistato il  Gran Premio Sviluppo Sostenibile per il contributo alla promozione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, ed è membro, dal 2019, degli STOXX Global ESG Environmental leaders e STOXX Global ESG Social leaders per i risultati conseguiti in materia ESG.

 

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Il Presidente emerito Giovanni Bazoli: Intesa San Paolo modello europeo e di responsabilità sociale

Con la rendicontazione del suo impegno sul fronte  filantropico, culturale, ambientale e di accesso al credito, ha concluso il Presidente emerito di Intesa San Paolo, Giovanni Bazoli, “la  banca conferma piena fedeltà e coerenza a quei principi e  valori che hanno sempre contraddistinto le banche confluite nel  gruppo e che possiamo definire il suo DNA. Oltre a evidenziare – ha aggiunto – sia il proprio primato sul piano  dell’efficienza e della redditività, sia una funzione  insostituibile nell’economia reale a sostegno di imprese e  famiglia – la Banca si sta imponendo sempre più in Italia e in Europa  come modello di responsabilità sociale”.

 

 

Intervista a Fabrizio Di Amato, Presidente Maire Tecnimont, intervenuto al Panel “L’economia circolare come nuovo paradigma per la crescita”

Rinnovabili •
About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Solare fotovoltaico in Italia

Solare fotovoltaico in Italia, cosa dice il rapporto GSE

Lo scorso anno sono entrati in esercizio circa 371.500 impianti fotovoltaici in Italia, in grande maggioranza di taglia inferiore a 20 kW, per una capacità complessiva di oltre 5,2 GW. Una crescita che conferma il primato nazionale della Lombardia in termini di potenza installata, seguita con un certo distacco dalla Puglia

Solare fotovoltaico in Italia
via depositphotos

Online il Rapporto Statistico 2023 sul Solare Fotovoltaico in Italia

Ben 5,2 GW di aggiunte che portano la potenza cumulata totale a 30,31 GW e la produzione annuale a quota 30.711 GWh. Questi in estrema sintesi i dati del solare fotovoltaico in Italia, riportati nel nuovo rapporto del GSE. Il documento mostra le statistiche del settore per il 2023, offrendo informazioni importanti non solo sui sistemi ma anche sulla dimensione dei pannelli solari, la tensione di connessione, il settore di attività, l’autoconsumo e persino sull’integrazione di eventuali batterie. Uno sguardo approfondito per capire come sta crescendo il comparto, ma anche per evidenziare potenzialità e criticità.

Solare Fotovoltaico Italiano, la Crescita 2023 in Numeri

Nel 2023 il fotovoltaico nazionale ha messo in funzione 371.422 nuovi impianti solari per una potenza complessiva di poco superiore ai 5,2 GW. La crescita ha ricevuto i contributi maggiori, in termini di numero di sistemi, da regioni come la Lombardia (con il 17,5% dei nuovi impianti fv 2023), il Veneto (13,2%), l’Emilia-Romagna (9,8%) e la Sicilia (6,9%). Scendendo ancora di scala sono invece le provincie di Roma (3,9%), Brescia (3,6%) e Padova (3,1%) quelle a detenere la quota maggiore di aggiunte. Per buona parte dell’anno questo progresso si è affidato ai piccoli impianti di taglia residenziale, che hanno lasciato il posto sul finire del 2023 ad una nuova spinta del segmento C&I.

Produzione fotovoltaica in Italia

Altro dato importante per il 2023: la produzione del solare fotovoltaico in Italia. Lo scorso anno tra nuovi impianti e condizioni meteo favorevoli, il parco solare nazionale ha prodotto complessivamente 30.711 GWh di energia elettrica (dato in crescita del 9,2% sul 2022), con un picco nel mese di luglio di oltre 3,8 TWh.

Se ci si focalizza, invece, solo sull’autoconsumo fotovoltaico, il rapporto del GSE indica che lo scorso 7.498 GWh sono stati prodotti e consumati in loco. Un valore pari al 24,8% della produzione netta complessiva. A livello regionale la percentuale di energia autoconsumata rispetto all’energia prodotta risulta più alta in Lombardia, Liguria e Campania. A tale dato se ne associa un altro altrettanto interessante: quello dei sistemi di accumulo. Lo scorso anno risultavano in esercizio 537.000 sistemi di storage connessi ad impianti fotovoltaici, per una potenza cumulata di 3,41 GW.

leggi anche Direttiva EPBD e fotovoltaico: scadenze e potenzialità

Solare Fotovoltaico, la Potenza in esercizio in Italia

Le nuove aggiunte 2023 hanno portato il dato della potenza fotovoltaica totale cumulata in Italia ad oltre 30,31 GW e quello della potenza pro capite nazionale a 514 W per abitante. Nel complesso sono attivi sul territorio 1.597.447 impianti fotovoltaici, di cui il 94% rientra nella taglia fino a 20 kW. Sono, per intenderci, i piccoli impianti realizzati solitamente sui tetti degli edifici. Non sorprende quindi scoprire che la superficie occupata dagli impianti fotovoltaici a terra a fine 2023 risultava di soli 16.400 ettari. In questo contesto le regioni con la maggiore occupazione di superficie del suolo da parte del solare fotovoltaico risultano essere: la Puglia (4.244 ettari), la Sicilia (1.681 ettari) e il Lazio (1.527 ettari).

Sul fronte della potenza attiva, viene confermato il primato del Nord Italia con il 48,0% del totale nazionale grazie al traino di Lombardia (13,8%), Veneto (10,4%) ed Emilia Romagna (10%). Segue il 34,7% delle regioni meridionali, con la Puglia che da sola fornisce il 10,9% della potenza, e quindi il contributo del Centro Italia.

Leggi qui il report GSE sul Solare Fotovoltaico in Italia

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Rinnovabili • Dl Agricoltura bollinato

Dl Agricoltura bollinato, ecco l’art. sul fotovoltaico a terra

Il testo finale del decreto è stato varato dopo alcune piccole modifiche richieste dal Quirinale. Confermati i paletti sul fotovoltaico a terra salvaguardando gli investimenti del PNRR

Dl Agricoltura bollinato
Foto di Andreas Gücklhorn su Unsplash

Stop del fotovoltaico a terra con una serie di eccezioni

Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, Dl Agricoltura è stato “bollinato” dalla Ragioneria di Stato e quindi varato definitivamente. Ma non prima di alcune modifiche last minute frutto del confronto con il Quirinale. Nessun ritocco significativo, tuttavia, riguarda il tanto criticato articolo di stop al fotovoltaico a terra. Il contenuto, infatti, rimane nelle linee annunciate il 6 maggio dal ministri Pichetto e Lollobrigida, cercando di salvaguardare gli investimenti del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), punto fermo per il MASE.

L’articolo in questione, che passa dal 6 della prima bozza al 5 nel DL Agricoltura bollinato, riporta alcune disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo. L’intervento mira a modificare l’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, con cui l’Italia ha recepito nel proprio ordinamento la direttiva europea sulle rinnovabili RED II. 

In poche parole il testo introduce dei paletti all’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti. Come? Limitando qualsiasi intervento a lavori modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, che non comportino incremento della superficie occupata. Nessun vincolo invece per il fotovoltaico a terra se installato:

  • in cave e miniere non in funzione, abbandonate o in condizioni di degrado ambientale;
  • porzioni di cave e miniere non suscettibili di ulteriore sfruttamento;
  • siti e  impianti nelle disponibilità delle società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane e dei gestori di infrastrutture ferroviarie nonché delle società concessionarie autostradali;
  • siti e impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale all’interno dei sedimi aeroportuali;
  • aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 300 metri;
  • aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti.

Salvi, come promesso, anche i progetti fotovoltaici a terra se parte di una Comunità energetica rinnovabile o finalizzati all’attuazione degli investimenti del PNRR.

Il testo del Dl Agricoltura “bollinato” sul fotovoltaico

Riportiamo per intero l’articolo 5 sul fotovoltaico nella versione finale del DL Agricoltura.

ART. 5 (Disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo)

1. All’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

‹‹1-bis. L’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra di cui all’articolo 6-bis, lettera b), del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti, è consentita esclusivamente nelle aree di cui alle lettere a), limitatamente agli interventi per modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, a condizione che non comportino incremento dell’area occupata, c), c-bis), c-bis.1), e c-ter) n. 2) e n. 3) del comma 8. Il primo periodo non si applica nel caso di progetti che prevedano impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra finalizzati alla costituzione di una Comunità energetica rinnovabile ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, nonché in caso di progetti attuativi delle altre misure di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato con decisione del Consiglio ECOFIN del 13 luglio 2021, come modificato con decisione del Consiglio ECOFIN dell’8 dicembre 2023, e dal Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC) di cui all’articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, ovvero di progetti necessari per il conseguimento degli obiettivi del PNRR.››.

2. Le procedure abilitative, autorizzatorie o di valutazione ambientale già avviate alla data di entrata in vigore del presente decreto sono concluse ai sensi della normativa previgente.

Leggi anche Zavorre per fotovoltaico Sun Ballast: dal 2012 una garanzia per gli impianti fv su tetti piani

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Rinnovabili • Zavorre per fotovoltaico Sun ballas

Zavorre per fotovoltaico Sun Ballast: dal 2012 una garanzia per gli impianti fv su tetti piani

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Attiva da oltre dieci anni nel settore fotovoltaico, fin dal 2012 Sun Ballast ha saputo cogliere le necessità più concrete legate alla realizzazione di impianti FV, divenendo rapidamente il punto di riferimento internazionale per migliaia di installatori e progettisti di impianti su superfici piane.

Zavorre per fotovoltaico Sun ballas

Il settore fotovoltaico costituisce oggi il principale motore della transizione energetica, e dal 2012 Sun Ballast sviluppa soluzioni in grado di semplificare tutte le fasi di realizzazione di impianti FV – dalla progettazione all’installazione – ottimizzando la sostenibilità degli investimenti e rendendo il montaggio molto più facile e veloce. Le zavorre per fotovoltaico Sun Ballast – progettate e realizzate interamente in Italia – nascono infatti come alternativa ai tradizionali (e complessi) sistemi metallici, e grazie alle loro particolari caratteristiche tecniche hanno incontrato fin da subito l’interesse di tutti i professionisti del settore. Lo sviluppo costante di nuovi sistemi e il confronto continuo con clienti e collaboratori hanno inoltre permesso all’azienda di offrire soluzioni sempre al passo con i principali trend di mercato e con le nuove esigenze degli operatori.

Oggi la gamma di zavorre Sun Ballast include decine di modelli, e i volumi produttivi raggiunti dalle numerose sedi operative assicurano la disponibilità costante del materiale in oltre 40 paesi di tutto il mondo.

Zavorre per fotovoltaico: semplicità allo stato solido

Semplici, affidabili e durature: le zavorre Sun Ballast nascono dalla necessità di semplificare le fasi di installazione, di ridurre i tempi di posa e di rendere la realizzazione di impianti FV su superfici piane sempre più conveniente e accessibile. Le strutture per pannelli fotovoltaici sono infatti realizzate in calcestruzzo di prima scelta, e uniscono in un solo componente due diverse funzioni: quella di supporto ai pannelli e quella di zavorra. In questo modo tempi e costi di installazione sono ridotti al minimo, e il montaggio si limita a pochi e semplici passaggi: basta posare la struttura, fissare il pannello alla boccola pre-inserita nel cemento e procedere con i collegamenti elettrici.

Zavorre per fotovoltaico Sun ballas

La totale assenza di fori di fissaggio permette inoltre di appoggiare le zavorre su qualunque tipologia di superficie piana (ghiaia, cemento, pavimentazioni, guaine, tetti verdi, ecc.) senza forare i materiali di copertura e offrendo la possibilità di movimentare le strutture senza vincoli di posizionamento – caratteristica molto utile sia in fase di posa che durante gli interventi di manutenzione.
Un sistema semplice, veloce e modulabile, utilizzato in larga scala non solo sui grandi tetti piani di edifici commerciali e industriali, ma anche sulle piccole coperture di case e complessi residenziali.

Oltre a semplificarne la realizzazione, le zavorre per fotovoltaico Sun Ballast assicurano inoltre agli impianti FV il più alto livello di affidabilità: la speciale barra metallica di extra-rinforzo contenuta all’interno delle strutture ottimizza infatti la tenuta a tutte le sollecitazioni meccaniche, mentre l’impiego di calcestruzzo C32/40 garantisce la massima resistenza a qualunque tipo di corrosione. Grazie all’alta qualità costruttiva, le zavorre risultano così adatte a qualsiasi contesto geografico e climatico, e possono essere utilizzate in sicurezza in aree costiere, spazi urbani o zone montane.     

Ricerca costante e assistenza a 360°

Composto da oltre 15 professionisti, l’Ufficio tecnico Sun Ballast realizza ogni anno migliaia di relazioni tecniche gratuite, offrendo un’assistenza completa dalle prime fasi di progettazione alla posa dell’ultima graffa. Un supporto costante e professionale che, oltre ad alleggerire il lavoro di progettisti e installatori, accompagna il cliente nella valutazione delle soluzioni tecnico-economiche più adeguate alle specifiche caratteristiche dell’impianto o dell’edificio su cui verrà realizzato.

zavorre per fotovoltaico

Il continuo investimento nelle attività di Ricerca&Sviluppo e le numerose certificazioni ottenute grazie ai test in galleria del vento, alle prove di strappo delle boccole e alle analisi in camera climatica consentono inoltre a Sun Ballast di offrire prodotti non solo semplici ed efficaci, ma anche sicuri, affidabili e certificati.

A Intersolar 2024 la presentazione delle nuove strutture

In programma dal 19 al 21 giugno 2024, Intersolar Europe rappresenta il più importante evento europeo dedicato al mondo dell’energia solare; l’occasione perfetta per incontrare dal vivo tutti i nostri clienti e partner, ma anche per presentare in anteprima un nuovissimo sistema di supporto: una soluzione rivoluzionaria, estremamente versatile e ultra-leggera, che renderà la realizzazione di impianti FV su tetto piano ancora più semplice, rapida e sicura. La possibilità di visionarlo dal vivo direttamente in fiera consentirà di analizzare da vicino tutti gli aspetti tecnici, offrendo una panoramica ancora più precisa sui vantaggi, sulle modalità di utilizzo e sulle tante possibili applicazioni delle nuove strutture. Accanto alla presentazione del nuovo sistema, lo stand Sun Ballast ospiterà inoltre numerosi incontri ed eventi, lasciando ampio spazio agli approfondimenti tecnici e alle attività di networking.

Lo staff Sun Ballast ti aspetta a Monaco dal 19 al 21 giugno, presso lo stand 219 del Padiglione A5.

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