Rinnovabili • BT Tower

Heatherwick Studio convertirà l’iconica BT Tower di Londra in un hotel 

Per 275 mln di sterline la MCR Hotels ha acquistato la BT Tower di Londra promettendo di trasformare l’iconico edificio, oggi abbandonato, in un nuovo punto di riferimento

BT Tower
Foto di Kev da Pixabay

La torre delle telecomunicazioni di Londra, BT Tower, fa parte degli edifici tutelati di interesse storico della città

(Rinnovabili.it) – La dimostrazione che gli interventi di riconversione degli edifici esistenti non hanno limiti arriva da Londra. Poche ore fa, gli architetti dello studio Heatherwick hanno annunciato la loro partecipazione nel progetto che trasformerà l’iconica torre delle telecomunicazioni di Londra, la BT Tower, in un hotel di proprietà dell’americana MCR Hotels. 

Costruita nel 1965, la torre alta 177 metri ha detenuto il primato di edifici più alto della città per 16 anni, fino alla costruzione della NatWest Tower nella City di Londra. La struttura ha svolto un ruolo determinante nei servizi di telecomunicazione della metropoli, vantando anche un ristorante girevole collocato all’ultimo piano e dal quale ammirare Londra a 360°. Pur essendosi trasformata in un edificio iconico, la BT Tower ha progressivamente perso appeal tra i cittadini, tanto da essersi guadagnata più d’una volta il titolo di “edificio più brutto della città”. Da oltre dieci anni però, la torre è inutilizzata ed inaccessibile.

Ma l’acquisto da 275 milioni di sterline da parte della MCR Hotels, punta a riqualificarla riportandola al centro dell’interesse nazionale ed internazionale.

Il progetto di Heatherwick Studio 

Famoso per aver lanciato la campagna “Humanise” contro gli edifici brutti, Thomas Heatherwick promette grandi soluzioni per il progetto. “Io e il mio team siamo entusiasti di collaborare con MCR per reimmaginare la BT Tower. Si tratta di un edificio straordinario e di una straordinaria opportunità per riportarlo in vita. Siamo entusiasti della prospettiva di lavorare con i residenti di Fitzrovia e con molte migliaia di londinesi, per riutilizzare questo importante pezzo del patrimonio vivente della città”. 

Le caratteristiche del progetto dovranno infatti rispettare il carattere storico della BT Tower, inserita anche nell’elenco delle strutture più importanti, di Grado II, della città. 

L’inizio dei lavori dovrà attendere ancora però per consentire ai precedenti proprietari di liberare la struttura dalle complesse attrezzature tecnologiche.

L’aspetto della sostenibilità e della qualità del vivere dei progetti di Heatherwick Studio, troveranno certamente posto nel nuovo intervento di riqualificazione. Inoltre, la nuova proprietaria della BT Tower, MCR Hotels ha più volte dimostrato di essere all’altezza di questo tipo di riqualificazioni, come nel famoso High Line Hotel di NEw York riconvertito da  un ex seminario, o nel TWA Hotel all’aeroporto JFK, una rivisitazione del punto di riferimento Flight Center di Eero Saarinen del 1962, che ha anche ricevuto un premio nazionale di architettura dall’American Istituto degli Architetti.

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About Author / Alessia Bardi

Si è laureata al Politecnico di Milano inaugurando il primo corso di Architettura Ambientale della Facoltà. L’interesse verso la sostenibilità in tutte le sue forme è poi proseguito portandola per la tesi fino in India, Uganda e Galizia. Parallelamente alla carriera di Architetto ha avuto l’opportunità di collaborare con il quotidiano Rinnovabili.it scrivendo proprio di ciò che più l’appassiona. Una collaborazione che dura tutt’oggi come coordinatrice delle sezioni Greenbuilding e Smart City. Portando avanti la sua passione per l’arte, l’innovazione ed il disegno ha inoltre collaborato con un team creativo realizzando una linea di gioielli stampati in 3D.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.