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ViewScore, il software che misura la qualità visiva negli edifici

La Cornell University ha sviluppato un nuovo strumento digitale che aiuta progettisti a conciliare comfort abitativo e sostenibilità. ViewScore.io misura la qualità visiva dalle finestre, con potenziali applicazioni per il green building e il mercato immobiliare

Progettazione sostenibile edifici: un nuovo approccio digitale al comfort visivo
Immagine generata con IA

La qualità della vista dalle finestre può influenzare anche il benessere, le prestazioni lavorative e il valore immobiliare

La progettazione sostenibile degli edifici oggi non riguarda soltanto efficienza energetica e riduzione dei consumi, ma coinvolge anche il benessere delle persone. Un aspetto cruciale è il comfort visivo, spesso trascurato nei protocolli di green building.

In questo contesto, i ricercatori della Cornell University hanno sviluppato ViewScore.io, un software innovativo che misura e simula la qualità visiva dalle finestre, aprendo nuove prospettive per architetti, energy manager e sviluppatori.

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Come valutare il comfort visivo

Il software ViewScore.io è in grado di simulare e valutare la qualità visiva delle finestre, fornendo un punteggio basato su oltre venti parametri tra cui privacy, elementi esterni ed illuminazione. L’obiettivo è duplice: supportare architetti e sviluppatori nella progettazione sostenibile degli edifici e migliorare al tempo stesso il benessere degli occupanti.

Il sistema nasce nei laboratori Environmental Systems Lab e Housing Innovation Lab del College of Architecture, Art and Planning (AAP) e utilizza machine learning, interviste e survey per predire la soddisfazione degli utenti rispetto a ciò che vedono dalle loro finestre. I punteggi, testati su casi studio a New York, tengono conto di fattori come dimensione e vetri delle finestre, privacy percepita e presenza di elementi esterni (cielo, alberi, edifici, persone, infrastrutture).

Gli architetti spesso vogliono creare viste panoramiche perché le persone amano guardare fuori, ma dal punto di vista della sostenibilità le finestre rappresentano una debolezza”, ha spiegato Jaeha Kim, dottoranda in ingegneria dei sistemi e principale sviluppatrice del software.

Una metodologia scientifica per il green building

La ricerca alla base del software, pubblicata sulla rivista Leukos, ha introdotto un protocollo sperimentale condiviso a livello internazionale, colmando la mancanza di metodologie uniformi per la valutazione delle visuali attraverso le superfici vetrate. Lo studio ha confrontato valutazioni condotte in spazi fisici, realtà virtuale e immagini digitali, concludendo che VR e immagini possono sostituire efficacemente gli esperimenti in ambienti reali per la maggior parte dei parametri, inclusa la soddisfazione dell’utente finale.

Grazie a questi test, ViewScore.io ha dimostrato di avere il potenziale per poter integrare la qualità visiva all’interno degli standard di edilizia sostenibile e dei criteri di comfort ambientale.

Applicazioni pratiche: dal real estate all’hospitality

Ad oggi, ViewScore.io è già disponibile come plug-in per software di simulazione architettonica

In prospettiva le sue possibili applicazioni sono molteplici: 

  • per l’Architettura: plugin in tempo reale per software CAD che ottimizza orientamento degli edifici, disposizione delle finestre e livelli di privacy;
  • per il Mercato immobiliare: integrazione con portali come Zillow o MLS per differenziare le proprietà grazie a metriche oggettive sul valore delle visuali;
  • per l’Hospitality: supporto al revenue management per hotel, con tariffe ottimizzate in base a viste panoramiche, landmark o accesso alla natura.

Comfort visivo e valore immobiliare

Gli studi condotti a New York hanno dimostrato che il comfort visivo aumenta con l’aumentare dei piani, così come migliora l’accesso alla luce naturale e la percezione della privacy. Questo dato impatta direttamente sul valore di mercato, dato che gli appartementi con le visuali migliori tendono ad essere anche meno accessibili dal punto di vista economico, creando una disparità sociale. 

Un fattore emerso anche in altri casi, come nell’indagine condotta in un complesso residenziale del Queens, dove la ricerca ha rilevato  che i piani bassi soffrono maggiormente di problemi di privacy dovuti alla vicinanza con gli edifici circostanti. Secondo i ricercatori, questi risultati mettono in discussione la validità di approcci progettuali uniformi tra piani diversi, aprendo alla necessità di soluzioni più personalizzate.“Non stiamo solo sviluppando un protocollo sperimentale, ma lo stiamo trasformando in uno strumento pratico e computazionale per migliorare le condizioni abitative”, conclude Kim.

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