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Si inaugura oggi “The Shard” il grattacielo più alto d’Europa

Tanto di giochi pirotecnici ed effetti laser per l'inaugurazione del nuovo grattacielo di Londra, che con i suoi 310metri diventerà simbolo di efficienza, innovazione e rinascita dopo la crisi.

(Rinnovabili.it) – Questa sera Londra assisterà all’inaugurazione ufficiale del grattacielo più alto dell’Unione Europea: si tratta di The Shard, l’edificio da record progettato da Renzo Piano e preceduto dalla sua fama. Inaugurazione parziale tuttavia, poichè si tratta esclusivamente del completamento della facciata, mentre per l’apertura ufficiale dei cancelli si dovrà attendere ancora fine all’inizio del 2013. Celebrazioni in pompa magna per l’edificio da 1,5 mld di sterline alto 310 metri, alle quali prenderanno parte anche il Duca di York e lo sceicco Sheikh Hamad Bin Jassem Bin Jabor Al Thani.

Si tratta di uno dei progetti più importanti per Londra soprattutto in vista delle imminenti olimpiadi che la vedranno protagonista, già divenuto il simbolo della rinascita dopo la crisi economica che ancora oggi, sta interessando tutta l’Europa. 87 piani destinati ad accogliere circa 7000 persone, trasformando il grattacielo quasi in una città verticale, collocata a sua volta nel cuore di una delle aree più produttive di Londra e d’Europa.

Pur essendo completamente vetrato The Shard sarà in grado di risparmiare oltre il 35% dei consumi energetici normalmente richiesti per climatizzare edifici di questo tipo; un traguardo raggiunto grazie agli accorgimenti tecnologici e strutturali adottati nella progettazione dell’edificio, composto da una doppia pelle “intelligente” che limita l’apporto di calore massimizzando l’illuminazione naturale. I giardini d’inverno, il camino solare, le fonti rinnovabili e la tecnologica domotica utilizzata al suo interno, permetteranno di raggiungere notevoli livelli prestazionali, confermando le numerose attese.

The Shard è inoltre servito quale centro nevralgico per la riqualificazione dell’intero quartiere nel quale si inserisce, ripensando simultaneamente ai percorsi pedonali, alle aree ciclabili ed soprattutto al sistema della mobilità leggera, nel tentativo di ridurre ulteriormente i problemi di inquinamento atmosferico.

Inaugurazione da record per il grattacielo dei record, con tanto di effetti pirotecnici e giochi laser, visibili da tutta la città.

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About Author / Alessia Bardi

Si è laureata al Politecnico di Milano inaugurando il primo corso di Architettura Ambientale della Facoltà. L’interesse verso la sostenibilità in tutte le sue forme è poi proseguito portandola per la tesi fino in India, Uganda e Galizia. Parallelamente alla carriera di Architetto ha avuto l’opportunità di collaborare con il quotidiano Rinnovabili.it scrivendo proprio di ciò che più l’appassiona. Una collaborazione che dura tutt’oggi come coordinatrice delle sezioni Greenbuilding e Smart City. Portando avanti la sua passione per l’arte, l’innovazione ed il disegno ha inoltre collaborato con un team creativo realizzando una linea di gioielli stampati in 3D.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.