Rinnovabili • Smart city in Sierra Leone

Idris Elba e Foster pronti a pianificare la prima smart city della Sierra Leone

Il “grande sogno” dell’attore Idris Elba è pronto a tradursi in realtà, la costruzione della prima smart city della Sierra Leone. Resiliente ai cambiamenti climatici ed alimentata grazie ad un parco eolico e solare, la città intelligente è destinata ad accogliere oltre 1 mln di persone

Smart city in Sierra Leone
Immagine di freepik

Il progetto verrà realizzato sull’isola di Sherbro e coinvolgerà anche i progettisti della Sasaki Associates ed i fornitori di energia della Octopus Energy Generation

(Rinnovabili.it) – Il celebre attore Idris Elba, da sempre attivamente impegnato nella promozione di progetti dedicati alla sostenibilità,  è pronto per il “grande sogno”: costruire la prima smart city della Sierra Leone. Le prime basi del progetto vennero gettate nel 2019, quando Siaka Stevens, amica d’infanzia dell’attore e nipote dell’ex presidente della Sierra Leone, propose ad Elba di intervenire sull’isola di Sherbro per potenziare l’offerta turistica. 

Ben presto però quello che sarebbe dovuto essere solo un complesso di boutique hotel, si è trasformato in un progetto ben più ampio, immaginato per trasformare la splendida isola in un esempio di eco-città resiliente, sostenibile e rispettosa dell’ambiente e della comunità locale. “Mai nella mia vita avrei pensato di poter costruire le basi per una nuova città intelligente… non sono qualificato per questo. Ma sono qualificato per sognare in grande”, ha commentato l’attore alla BBC.

I partner del progetto: Foster + Partners, Sasaki Associates e Octopus Energy Generation

Venne quindi fondata la Sherbro Alliance Partners (SAP) e raggiunto un accordo con il governo della Paese per lo sviluppo della prima smart city della Sierra Leone sull’isola.  Il compito di pianificare lo sviluppo urbano sarà probabilmente affidato ai progettisti di Foster + Partners e Sasaki Associates. Le 65 miglia di lunghezza dell’isola di Sherbro saranno trasformate in una città intelligente ed autosufficiente energeticamente, mostrando il potenziale della nuova economia “rinnovabile” all’interna nazione.

Lo sviluppo del progetto sarà finanziato attraverso una partnership pubblico-privata e partirà dalla riqualificazione della città di Bonthe, il più grande insediamento dell’isola con circa 10.000 abitanti. Ma il potenziale della smart City della Sierra Leone è molto più ambizioso: secondo l’attore, una volta a regime, la città intelligente sarà in grado di ospitare fino ad un milione di persone. Gli interventi comprenderanno la riqualificazione delle scuole, delle strutture ospedaliere, ma anche la creazione di un’infrastruttura energetica completamente nuova, alimentata da un parco eolico e da un parco solare, gestiti dal colosso Octopus Energy Generation.

La costruzione della nuova città dovrebbe iniziare entro la fine dell’anno, compatibilmente con le condizioni climatiche.

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About Author / Alessia Bardi

Si è laureata al Politecnico di Milano inaugurando il primo corso di Architettura Ambientale della Facoltà. L’interesse verso la sostenibilità in tutte le sue forme è poi proseguito portandola per la tesi fino in India, Uganda e Galizia. Parallelamente alla carriera di Architetto ha avuto l’opportunità di collaborare con il quotidiano Rinnovabili.it scrivendo proprio di ciò che più l’appassiona. Una collaborazione che dura tutt’oggi come coordinatrice delle sezioni Greenbuilding e Smart City. Portando avanti la sua passione per l’arte, l’innovazione ed il disegno ha inoltre collaborato con un team creativo realizzando una linea di gioielli stampati in 3D.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.