La finanza sostenibile spiegata dall’ABI

La finanza sostenibile è una parte fondamentale della sostenibilità. Non più solo ambiente: le componenti sociali ed economiche hanno un impatto forte, come spiega il vademecum dell’ABI

finanza sostenibile
Foto di Pexels da Pixabay

di Isabella Ceccarini

(Rinnovabili.it) – La finanza sostenibile è una componente fondamentale della sostenibilità. Ma sappiamo davvero di cosa parliamo? Lo sviluppo sostenibile è quello che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere le risorse per le generazioni future. La sostenibilità viene normalmente associata all’ambiente, alla salute del Pianeta: si pensa subito al cambiamento climatico, al riscaldamento globale, a sistemi agroalimentari che inquinano i terreni e sono responsabili di emissioni di gas serra.

Da un po’ di tempo a questa parte le implicazioni del concetto di sostenibilità si sono ampliate e dall’ambiente abbracciano anche le dimensioni sociale ed economica. L’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha pubblicato un decalogo di informazioni e suggerimenti, Finanza sostenibile. Qualche spunto per saperne di più, insieme alle associazioni di consumatori tra cui Adiconsum, Altroconsumo, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Unione Consumatori. L’ABI spiega che «fare finanza sostenibile significa realizzare, accanto a un rendimento economico-finanziario, anche un vantaggio socialmente condiviso, grazie alla riduzione dei rischi ambientali e delle disuguaglianze». 

Le diverse componenti della sostenibilità

I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite hanno evidenziato il legame tra le diverse componenti della sostenibilità, messo in rilievo i punti critici sui quali concentrare le azioni da intraprendere per il cambiamento e tracciato le strade da percorrere per realizzare modelli di sviluppo sostenibile. Uno di questi modelli, ad esempio, è quello dell’economia circolare: generare valore grazie a un modello di produzione e consumo che riutilizza e reimmette in produzione i prodotti che a fine vita sarebbero stati scartati.

Tre componenti – fattori ambientali, sociali e di buon governo o ESG (Environmental, Social, Goernance) – sono parte integrante dello sviluppo economico e della finanza sostenibile, e devono essere valutati nel lungo periodo al momento di investire. Il fattore E si riferisce a questioni attinenti all’ambiente e ai relativi rischi; S riguarda diritti umani, pari opportunità, salute, condizioni di lavoro; G la governance delle istituzioni pubbliche e private.

Le banche possono essere sostenibili? Perché la risposta sia positiva le pratiche aziendali della banca devono essere attente ai consumi energetici, alla produzione di rifiuti e al rapporto con i dipendenti; inoltre nella gestione del credito e dei risparmi vanno privilegiati gli investimenti di categorie che rispettano gli standard internazionali e bisogna influenzare l’impresa nell’adozione di pratiche sostenibili. La finanza sostenibile è anche promozione del microcredito, accesso al credito per le famiglie in difficoltà e finanziamenti per l’adozione di pratiche sostenibili per la clientela.

Gli attori della finanza sostenibile

Quali sono gli attori della finanza sostenibile, oltre alle banche? Imprese, operatori finanziari in senso lato, intermediari che prestano consulenza in materia di investimenti, consumatori e risparmiatori, autorità di settore europee e nazionali. Comprendere tanti soggetti diversi chiarisce l’importanza delle singole scelte e la loro influenza sull’ambiente, come ridurre e riciclare i rifiuti in ottica di economia circolare; puntare al risparmio energetico; limitare le emissioni di carbonio e il consumo di materie prime non rinnovabili. Se i clienti possono scegliere investimenti in linea con la finanza sostenibile, le banche devono offrire servizi online e via telefono, dematerializzare la documentazione, informare i clienti su questi servizi e spiegare come utilizzarli.

Il consumatore come può conoscere la sostenibilità della propria banca o di un’azienda? Attraverso la DNF (dichiarazione non finanziaria), un documento che le imprese quotate o con più di 500 dipendenti devono redigere: il DNF descrive le modalità di gestione della sostenibilità della banca o dell’impresa e si trova nella home page del sito corrispondente. Nel documento dell’ABI sono evidenziate diverse attività di finanza sostenibile, come progetti di inclusione sociale, programmi didattici per le scuole, partnership con il Terzo Settore, progetti di volontariato, progetti per la tutela del patrimonio culturale e naturale, etc. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

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