Il prezzo del carbonio fa capolino al G20 di Venezia

La riunione del G20 a Venezia, nel fine settimana, fa registrare passi in avanti verso un coordinamento più serrato verso l’adozione di un carbon pricing globale. Ma la sintonia può favorire anche il dialogo tra le due sponde dell’Atlantico sulla border carbon tax

Prezzo del carbonio, il FMI: il G20 deve tassare le sue industrie
Foto di Emphyrio da Pixabay

Messe le basi per una cooperazione internazionale sul prezzo del carbonio

(Rinnovabili.it) – Il cambiamento climatico è un rischio concreto che va affrontato con un “ampio ventaglio di strumenti” politici. Tra cui il prezzo del carbonio. Ma anche la cancellazione dei sussidi ai combustibili fossili. Sono questi i due punti chiave sul clima emersi dall’incontro del G20 a Venezia nel fine settimana.

I ministri delle Finanze e i vertici delle banche centrali dei 20 paesi con le economie più avanzate hanno voltato pagina dopo la lunga parentesi di Trump, che metteva regolarmente il veto su qualsiasi riferimento al cambiamento climatico nei principali vertici internazionali. Per la prima volta, il G20 ha fatto riferimento esplicito al prezzo del carbonio. Una misura tra le tante di un “mix di policy” da adottare e dosare per “modellare transizioni giuste e ordinate verso un’economia a basse emissioni di gas serra”.

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Questo mix, si legge nel comunicato finale del vertice di Venezia, dovrebbe includere “un’ampia gamma di strumenti”, tra i quali vengono citati “gli investimenti in infrastrutture sostenibili” ma anche quelli nelle “tecnologie innovative che promuovono la decarbonizzazione e l’economia circolare”.

Bisogna poi aggiungere un’altra freccia alla faretra della finanza climatica: la progettazione di “meccanismi a sostegno delle fonti energetiche pulite, compresa la razionalizzazione e l’eliminazione graduale dei sussidi inefficienti ai combustibili fossili che incoraggiano sprechi consumistici”.  A fianco del phase out dei sussidi, il G20 cita anche la possibilità, “se del caso”, di ricorrere a “meccanismi e incentivi di carbon pricing, fornendo nel contempo un sostegno mirato ai più poveri e ai più vulnerabili”.

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Il riferimento al prezzo del carbonio allude alla possibilità di un coordinamento internazionale su sistemi ETS (Emission trading schemes) o su tasse sul carbonio. Si tratta di un passo in avanti rilevante perché apre qualche spiraglio in più per l’adozione di un carbon pricing globale, punto su cui si proverà a ragionare alla Cop26 di Glasgow. Ma è un passaggio importante anche perché arriva a due giorni dalla presentazione della nuova tassa sul carbonio alla frontiera targata Unione Europea, e della nuova fisionomia dell’ETS UE.

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