Unilever: ogni prodotto avrà in etichetta l’impronta di carbonio

La multinazionale anglo-olandese ha annunciato una nuova gamma di misure e impegni in ambito della sostenibilità. Obiettivo? Puntare alla carbon neutrality dei prodotti dei suoi oltre 400 marchi, entro il 2039

Unilever
Gambar oleh Tumisu dari Pixabay

I marchi di Unilever investiranno collettivamente 1mld di euro in un nuovo fondo dedicato al clima e alla natura

(Rinnovabili.it) – Unilever rinnova la propria strategia verde puntando in alto. Il gruppo, oggi titolare di 400 marchi in campo alimentare e dell’igiene, ha definito il suo percorso di decarbonizzazione con una nuova gamma di misure e impegni. A partire dalla promessa di raggiungere le zero emissioni nette in tutti i suoi 70mila prodotti entro il 2039.

Per avvicinare il target, una delle prime mosse sarà esplicitare in etichetta l’impronta di carbonio dei beni in commercio. I consumatori potranno in questo modo conoscere la quantità di gas serra connessa alla fabbricazione e trasporto di ogni singolo acquisto. “Riteniamo che la trasparenza sulla carbon footprint sarà un acceleratore nella corsa globale verso le zero emissioni […] istituiremo un sistema per i nostri fornitori in maniera che dichiarino, su ogni fattura, l’impronta di carbonio dei prodotti e servizi forniti; e creeremo partnership con altre aziende e organizzazioni per standardizzare la raccolta, la condivisione e la comunicazione dei dati”.

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L’attenzione alle emissioni si collega direttamente al secondo obiettivo: raggiungere una catena di approvvigionamento slegata da attività di deforestazione entro il 2023. Attualmente, spiega la multinazionale anglo-olandese, l’89% delle materie prime impiegate provengono da foreste certificate; tuttavia l’obiettivo di Unilever non è solo colmare l’ultimo gap ma anche alzare la guardia e l’attenzione. “A tal fine, aumenteremo la tracciabilità e la trasparenza utilizzando le tecnologie digitali emergenti – come il monitoraggio satellitare, il monitoraggio della geolocalizzazione e la blockchain – accelerando l’inclusione dei piccoli proprietari e cambiando il nostro approccio all’approvvigionamento di derivati”.

La società sta lavorando anche su un codice di agricoltura rigenerativa per tutti i suoi fornitori e includerà dettagli sulle pratiche che aiutano a ricostruire le risorse critiche. 

Per accelerare l’azione, i marchi di Unilever – di cui fanno parte nomi come Dove, Findus, Algida, Mentadent – investiranno collettivamente 1 miliardo di euro in un nuovo fondo dedicato al clima e alla natura. Le risorse finanzieranno nei prossimi dieci anni progetti che potrebbero includere il ripristino del paesaggio, il rimboschimento, il sequestro del carbonio, la protezione della fauna selvatica e la conservazione dell’acqua. 

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Inoltre Unilever ha annunciato che si unirà anche al 2030 Water Resources Group, una piattaforma multi-stakeholder ospitata dalla Banca Mondiale, per contribuire al cambiamento trasformativo e alla resilienza nella gestione delle risorse idriche in mercati chiave come India, Brasile, Sudafrica, Vietnam e Indonesia. “Mentre il mondo sta affrontando gli effetti devastanti della pandemia del Covid-19 e lotta con gravi problemi di disuguaglianza, non possiamo dimenticarci  della crisi climatica che rappresenta ancora una minaccia per tutti di noi”, ha dichiarato Alan Jope, CEO di Unilever. “Cambiamenti climatici, degrado della natura, declino della biodiversità, scarsità d’acqua: tutti questi problemi sono interconnessi e dobbiamo affrontarli tutti contemporaneamente”.

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