Super ecobonus 110%, nel primo semestre 2022 superati livelli di spesa dell’intero 2021

“Italia è all’avanguardia per aver sperimentato prima di tutti uno strumento, il super ecobonus, che ha dato il via all’ondata di ristrutturazioni UE”

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Foto da Pixabay

Il super ecobonus ha raggiunto nel solo mese di giugno i 4,5 miliardi

(Rinnovabili.it) – “Il Super ecobonus 110% movimenta investimenti tali che è impossibile non credere che questa misura possa determinare un effetto di crescita economica pervasiva, anche al netto dei fenomeni di forte surriscaldamento dei prezzi in atto”. Queste le parole con cui Armando Zambrano, Presidente del CNI, descrive il famoso bonus edilizio in merito ai dati resi noti dal Centro Studio del CNI.

Si parla di ben 19 miliardi di euro investiti nei soli 6 mesi da inizio anno ad oggi, superando di fatto, quanto già contabilizzato nell’intero 2021 (16,2 miliardi). Così come già confermato dal consueto report Enea, il Super ecobonus 110% nel solo mese di giugno ha raggiunto i 4,5 miliardi di euro. La cifra mensile più alta da quando è iniziata nel 2020.

Un trend così elevato per un solo mese (se si pensa che marzo, aprile e maggio ci si era attestati a circa 3 mld di euro), lo si deve molto probabilmente all’accelerata sugli interventi legati alle unifamiliari, ai quali resta ancora poco tempo (dicembre 2022) per usufruire della detrazione del 110%. Ovviamente la cifra maggiore di investimenti la detengono le ristrutturazioni nei condomini, per oltre il 50% delle spese totali.

Lo studio del CNI con questi dati vuole ribadire che gli incentivi dello Stati non si stanno “disperdendo” su edifici di ridotte dimensioni, ma vanno a sostenere una riqualificazione generale soprattutto nei centri urbani.

Opere completate per il 71% dei cantieri

Secondo il Centro Studi CNI l’ammontare di investimenti potrebbe generare effetti molteplici significativi sul sistema economico complessivo, attivando una domanda complessiva di beni e servizi diretta e indiretta di almeno 40 mld di euro. Con un effetto sull’occupazione di oltre 300.000 unità di lavoro. Se il gettito fiscale derivato dal Super ecobonus 110% si attesta intorno ai 7,7 mld di euro, secondo il Centro Studi, c’è margine in abbondanza per compensare la prima delle tranche di minore entrate dello Stato connesse ai lavori di efficientamento energetico.

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“E’ chiaro a tutti che i termini legati al livello delle detrazioni ed alcune procedure vanno ridefiniti, ma pensare di porre fine al processo di risanamento energetico appena iniziato rappresenterebbe, a nostro avviso, un grave errore”, prosegue Zambrano. “La Commissione Europea è sempre più determinata, anche alla luce della crisi energetica in atto, a dare attuazione alla proposta di Direttiva del 2021 n. 0426 con cui si stabilirà l’obbligo per gli edifici più vetusti di effettuare un doppio salto di classe energetica più in generale di rendere più efficienti, ove possibile, gli edifici dal punto di vista del risparmio di energia per riscaldamento e raffrescamento. Desidero ricordare che in Italia il 65% degli edifici è stato costruito prima del 1977 e non può che avere livelli di dispersione termica oggi inadeguati; 2 milioni di famiglie vivono in povertà energetica. Ciò che non affronteremo oggi, dovrà essere affrontato con maggiore urgenza tra due o tre anni. Non procedere oggi a rendere stabili i bonus edilizi, anche con modifiche che li rendano meno costosi per lo Stato e con una partecipazione ai costi da parte dei cittadini, significa solo nascondere la polvere sotto il tappeto, per poi scoprire a breve di avere un nuovo problema da affrontare”.

Tra i Paesi dell’Unione Europea, prosegue Giuseppe Margiotta, Presidente del Centro Studi CNI, l’Italia è all’avanguardia per aver sperimentato prima di tutti uno strumento che ha dato il via a quell’ “ondata di ristrutturazioniche proprio la Commissione Europea di appresta ad imporre ai singoli Paesi. Dal 2020 ad oggi sono stati investiti 35 miliardi di euro in Super ecobonus in Italia, ma siamo solo all’inizio di un percorso. Come tecnici siamo pienamente coscienti che lo strumento dei Superbonus va ricalibrato accentuandone il carattere di equità, capillarità e trasparenza. Per questo il Governo non dovrebbe chiedere di porre un limite temporale sic et simpliciter a questo tipo di intervento, ma studiare un meccanismo che consenta il prosieguo dell’opera di risanamento e efficientamento energetico degli edifici con minore aggravio per lo Stato ponendosi però un ambizioso obiettivo strategico. Gli organismi di rappresentanza dei professionisti dell’area tecnica, che hanno direttamente sperimentato le complessità legate ai Superbonus, sarebbero onorati di poter definire con le Istituzioni un percorso di sostanziale e più efficace ridisegno della materia legata ai Superbonus”.

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