Eco-illuminazione: acqua, sale e luce fu

Si chiama SALt Lamp ed è una luce sostenibile, alternativa alle tradizionali lampade a cherosene. Con un bicchiere di acqua di mare illuminerà per 8 ore

 

Eco-illuminazione: acqua, sale e luce fu

 

(Rinnovabili.it) – Ricordate la Solar Bottle Bulb, la geniale invenzione che con una semplice bottiglietta di plastica, acqua e candeggina sta portando la luce nelle baracche di Manila? A poco meno di due anni nelle Filippine si fa strada un altro progetto di eco-illuminazione, anche questo caratterizzato da economicità di mezzi ed eco sostenibilità. E’ la SALt Lamp, lampada dove la parola inglese “sale” non sta a significare solo uno degli ingredienti principali di questa invenzione, ma anche l’obiettivo del progetto stesso: Sustainable Alternative Lighting, una fonte di luce sostenibile alternativa alle tradizionali lampade a cherosene che ancora oggi vengono impiegate nelle oltre 7mila isole della nazione che non hanno accesso alla rete elettrica.

 

L’idea è venuta a un giovane ingegnere e volontaria di Greenpeace, Aisa Mijeno, dopo aver trascorso del tempo con le tribù native delle filippine. In collaborazione con Raphael Mijeno e Joefrey Frias, Mijeno ha dato il via alla produzione delle prime eco lampade a base di acqua e sale. Il funzionamento delle SALt lamp si basa su dei piccoli LED e una cella galvanica in cui la soluzione elettrolita è costituita esclusivamente da acqua salata, all’interno della quale sono posizionati i due elettrodi. Con un solo bicchiere d’acqua e due cucchiaini di sale ( per intenderci basta un bicchiere di acqua di mare) la lampada può dar luce per otto ore. Proprio come altre celle simili, gli elettrodi che portano la carica non sono però dotati di una lunga vita. Il team afferma che la lampada può essere utilizzata per otto ore al giorno per circa sei mesi prima di dover sostituire l’anodo, ma sostiene anche che, il prodotto finito sarà multi funzione: potrà generare energia sufficiente anche per caricare uno smartphone tramite la porta USB sul lato del dispositivo. Per cominciare, l’azienda intende dotare di quasi 600 SALt lamp le tribù native filippine, ma sta anche cercando di rilanciare il prodotto su scala globale entro i primi mesi del 2016.

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