Giornata Mondiale dell’Acqua: la depurazione tra infrazioni e investimenti

Multa da 165.000 euro al giorno. Il Commissario Giugni: “Sarà tema del Recovery Plan, la spinta alla messa in regola sia occasione per innovare il sistema”. Utilitalia: “Gestione industriale e governo unico del ciclo idrico per superare le infrazioni”

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Foto di kubinger da Pixabay 

Quando si parla del bene comune acqua, uno dei temi irrisolti è quello del collettamento e della depurazione dei reflui. Da tempo infatti l’Italia paga le conseguenze della cattiva gestione delle acque reflue urbane, in particolare nel Meridione. Pesa sul nostro Paese l’assenza di sistemi di collettamento fognario e impianti di depurazione in tanti centri urbani, spesso ubicati in località costiere e isole dal grande richiamo culturale e turistico. Un problema che per 75 agglomerati idrici determina un conto da 60 milioni di euro l’anno, oltre 165 mila euro al giorno, che l’Italia paga in Ue a seguito della condanna della Corte di Giustizia europea nella procedura d’infrazione 2004/2034 (sentenza di condanna C-251/17): Catania e Palermo, ma anche Reggio Calabria, Napoli e l’isola di Ischia sono alcuni esempi di realtà sanzionate dalla Ue su cui sta lavorando la Struttura Commissariale. Altre tre sono le infrazioni che vedono il nostro Paese sotto l’occhio dell’Unione Europea: tredici complessivamente le Regioni italiane coinvolte in centinaia di agglomerati, con la Sicilia e la Calabria in “blu scuro” nella cartina del Commissario (www.commissariounicodepurazione.it) quali maggiori destinatarie delle procedure.

Nella Giornata Mondiale dell’Acqua, il Commissario Straordinario Unico per la Depurazione Maurizio Giugni ricorda l’importanza di garantire un efficace sistema fognario e depurativo. “Giornate come queste, dal forte valore simbolico – osserva Giugni – devono ricordarci quanto sia importante investire sul bene acqua anche nel suo percorso meno noto: quello che va dalle nostre case, dagli uffici pubblici o dalle imprese, fino agli impianti di depurazione esistenti. Un tragitto che in troppi casi si interrompe per fognature inadeguate e assenti, o per depuratori inesistenti o non adeguati a nuove condizioni territoriali, caratterizzate da un’urbanizzazione spesso disordinata e da un forte consumo di suolo. Da qui non solo i danni per l’ambiente, terrestre e marino, ma anche tante occasioni perse per la crescita di realtà che dall’acqua dovrebbero invece trarre possibilità di sviluppo”.

 “La depurazione – osserva Giugni – sarà certamente uno dei temi del Recovery Plan, quindi il cospicuo investimento statale per la messa in regola degli agglomerati, fin qui dell’ordine di oltre due miliardi, sarà destinato a crescere, anche per far fronte alle procedure d’infrazione per ora in fase istruttoria. La sfida è allora guardare a questa spinta verso la messa in regola degli agglomerati anche per innovare il sistema nel senso dell’economia circolare, guardando alle buone esperienze pubbliche e private”.

“Tra gli investimenti programmati dai gestori – spiega il direttore generale di Utilitalia, Giordano Colarullo – il 20% è destinato al miglioramento della qualità dell’acqua depurata e il 15% all’adeguamento del sistema fognario. Negli ultimi anni, laddove operano gestori industriali si sono registrati importanti passi in avanti sul fronte della depurazione: ora è fondamentale promuovere una gestione industriale del servizio in quei territori, soprattutto del Sud, ancora gestiti da una miriade di soggetti in economia. Un unico governo del ciclo idrico, dalla captazione alla depurazione, è fondamentale per innalzare gli standard dei servizi offerti ai cittadini e per superare le infrazioni comunitarie”.

E’ compito della Struttura Commissariale, composta dal Commissario Maurizio Giugni e dai Subcommissari Stefano Vaccari e Riccardo Costanza, coordinare le procedure di realizzazione delle opere o, in alternativa, accompagnare gli enti locali nel compito. “Un ruolo – spiega Giugni – che non possiamo pensare di svolgere in maniera autorefenziale, ma che stiamo portando avanti con un forte gioco di squadra: con i soggetti istituzionali che forniscono supporto al Commissario, quali Invitalia e Sogesid, l’UTA e i Provveditorati, ma anche con l’ANCI Sicilia per la sensibilizzazione degli amministratori, con l’ENEA per la parte della ricerca, con Utilitalia per intensificare gli investimenti del settore”.

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