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Mercato auto, elettriche crescono in tutta Europa: l’Italia? Arranca: cosa succede

A settembre il mercato europeo cresce del 10,2%, ma l’Italia è terzultima tra 31 Paesi per quota di auto elettriche. Le infrastrutture di ricarica non sono il problema: a pesare è soprattutto un fattore culturale

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Mercato auto, elettriche crescono in tutta Europa: l'Italia? Arranca: cosa succede
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Auto elettriche, l’Italia non decolla

Il mercato dell’auto cresce in tutta Europa. Un buon segnale? Dipende da quale punto di vista. Capiamo. A settembre le immatricolazioni di nuove vetture hanno segnato un incremento del 10,2%, rispetto a settembre 2025. Sono 1.363.210 unità in più rispetto alle 1.236.648. Anche i primi 9 mesi dell’anno si chiudono con un aumento del 6,3% (considerando anche UK) , a 10.555.351 autovetture. Fin qui, il termometro registra una posizione favorevole, ma se guardiamo al periodo gennaio-settembre 2019, il punto di riferimento più alto degli ultimi 10 anni, allora il recupero è incompleto: infatti, nel cumulato c’è una flessione del 12,9%.

Mercati top in Ue

Tra i cinque Paesi che crescono di più c’è anche l’Italia con un +9,8%, anche se a guidare la classifica c’è il Regno Unito con un incremento del 12,0%, seguito da Francia (+11,6%), Spagna (+10,2%), Italia e Germania (+9,0%). Per volumi complessivi, l’Italia conferma a settembre la quarta posizione tra i Major Market, mantenendo il terzo posto nel periodo gennaio-settembre (secondo i dati ANFIA).

Crescita nell’elettrico: non l’Italia

Nell’Unione Europea, nel mese di settembre 2026, le immatricolazioni di modelli elettrificati registrano le seguenti quote di mercato: 40,5% per le ricaricabili, di cui il 29,9% BEV e 10,5% sono ibride plugin e 34,1% per le ibride tradizionali. Nel complesso, sono state immatricolate 723.077 vetture ibride ed elettriche, che rappresentano insieme il 74,5% del mercato.

Le vetture alimentate a benzina hanno una quota minore di 7,4 punti percentuali rispetto a 12 mesi fa, mentre le diesel perdono il 2,9% di market share: sono rispettivamente il 17,4% e il 5,2% del mercato UE. Infine, le auto a gas naturale, NGV e tutte le altre alimentazioni si attestano al 3,0%.

Italia resta in fondo

Ma sul fronte delle alimentazioni a ricarica elettrica, se l’Europa cresce, la situazione italiana resta critica. Infatti, a settembre la quota BEV si ferma al 7,6%, che sale al 18,8 sommando anche le PHEV. Malino, visto che siamo al terzultimo posto tra i 31 Paesi europei – davanti solo a Polonia e Croazia. Si pensi che la media europea è al 33,2%. Come si vede nel grafico qui sotto, a Settembre la Francia è al 41,7% per le BEV, la Germania al 34,5%, la Spagna al 18,5% e la Gran Bretagna al 28,3%. Insomma l’Italia è veramente sotto tono.

Immagine realizzata con IA

Vediamo ora, la situazione sul cumulato da gennaio a settembre, un periodo di 9 mesi, in cui l’Italia è comunque ultima tra i Paesi top 5 come mercato automotive.

Immagine realizzata IA

Qualcosa che non torna

Questa è la fotografia attuale della quota mercato, se invece si guarda alle infrastrutture di ricarica presenti in Europa, si nota che l’Italia è ben messa, dunque le colonnine non sarebbero il problema principale alla diffusione di auto elettriche. I dati diffusi da Anfia prendono in considerazione i punti di ricarica ogni 1.000 veicoli leggeri ricaricabili circolanti al 30 settembre scorso. Ebbene l’Italia con 96,7 punti di ricarica ogni mille auto si trova nella top 20, anzi è al 9° posto per rapporto colonnine/BEV. Molto sopra alla Francia, Spagna e Germania che hanno volumi ben diversi dai nostri.

Top 20

PosizionePaesePunti di ricarica ogni 1.000 veicoli
1Netherlands193,1
2Lithuania161,0
3Bulgaria158,4
4Belgium139,6
5Romania128,1
6Slovakia127,9
7Greece116,8
8Slovenia110,4
9Italy96,7
10Croatia93,4
11Czechia90,5
12Austria81,1
13France80,5
14Denmark79,5
15Poland74,8
16Sweden73,3
17Spain73,2
18Luxembourg70,0
19Germany67,7
20Finland47,3

L’opinione

Analizzando i dati, la spiegazione più prossima alla verità è un fattore culturale. L’Italia e gli italiani faticano ad avvicinare ciò che non conoscono. E di fatto le auto a batteria vivono ancora di tanti pregiudizi. Gli automobilisti le conoscono poco e male. Tanta disinformazione porta a soffermarsi solo sulle difficoltà di ricarica e sui costi iniziali. Oggi, le BEV costano meno di due anni fa. Si trovano modelli nuovi al di sotto dei 20mila euro, l’usato inizia ad esserci e si fanno buoni affari. Il costo della ricarica, specie in chiave domestica, è più basso di benzina e diesel. E le autonomie stanno crescendo, per cui non serve ricaricare ogni giorno. Insomma, le cose cambiano, la tecnologia corre veloce, ma i pregiudizi restano sempre i più lenti.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.