Rinnovabili • Falck Renewables - Next Solutions

Hai energia da vendere? La compra Falck Renewables – Next Solutions

La proposta d’acquisto dell’energia prodotta avviene attraverso contratti che prevedono un prezzo adattato alle esigenze ed alla localizzazione dell’impianto

Falck Renewables - Next Solutions

Articolo pubbliredazionale

Il servizio di Ritiro dell’Energia (o Off-Taking) rappresenta una valida alternativa al Ritiro Dedicato del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).  Falck Renewables – Next Solutions si propone ai produttori come acquirente dell’energia generata dai loro impianti con una potenza superiore a 1 MW (1.000 kW), siano essi fotovoltaici, idroelettrici, eolici, biomasse di tutti i tipi e cogeneratori. Questa soluzione rappresenta per i produttori un’opzione vantaggiosa sia in termini pratici, che economici. Le performance degli impianti interessati vengono infatti ottimizzate grazie a complessi sistemi di monitoraggio e ad una gestione dinamica della partecipazione ai mercati basata su sistemi di intelligenza artificiale. Questi tipi di attività consentono agli impianti di migliorare le proprie performance, incrementare la produzione, rendendo economicamente di più! 

La proposta d’acquisto dell’energia prodotta avviene attraverso contratti che prevedono un prezzo adattato alle esigenze ed alla localizzazione dell’impianto: Prezzo Zonale, Prezzo Fisso o Prezzo Dinamico, Prezzo Minimo Garantito con gestione della produzione secondo un approccio di portfolio management che cerca di mitigare la volatilità dei prezzi e di cogliere le diverse opportunità offerte dei mercati. La divisione Next Solutions del Gruppo Falck Renewables monitora le performance degli impianti attraverso tecnologie all’avanguardia per le previsioni meteo e una piattaforma Web di Asset Management che permette di ridurre al minimo il rischio di sbilanciamento. Il prezzo di vendita viene massimizzato grazie a strumenti finanziari evoluti operando su tutti i mercati infra-giornalieri e grazie al servizio di advisoring strategico che ottimizza il prezzo dell’energia e dei certificati ambientali.

“Il Gruppo di cui facciamo parte vanta oltre 1 GW installato nel mondo, 2,8 GW di asset gestiti e una solidità finanziaria comprovata dai risultati economici costantemente in crescita” sottolinea Francesco Benvenuto, Head of Energy Management di Falck Renewables, che conclude “Abbiamo scelto di gestire in primis l’energia prodotta dagli asset rinnovabili del nostro Gruppo e complessivamente gestiamo circa 2 TWh in Europa.”

Next Solutions acquista l’energia prodotta dagli impianti di produttori di rilevanza internazionale come, ad esempio, Cubico Sustainable Investments e AREN, solo per citarne alcuni tra i più prestigiosi. 

Per semplificarne la comprensione e per diffondere la conoscenza di questo servizio a nuovi clienti, Next Solutions ha realizzato un simulatore attraverso cui, gratuitamente e in pochi passaggi, è possibile conoscere il valore della propria energia; semplicemente inserendo i propri dati nel sito a questo link.

L’affidabilità e l’esperienza di Falck Renewables – Next Solutions è garantita e si esprime attraverso 3 differenti aree operative: Energy Solutions, Energy Management, Smart & Digital Solution. L’azienda è in grado, infatti, di offrire servizi di dispacciamento, portfolio management, PPAs, efficienza energetica e generazione distribuita, nonché tecnologie software e hardware per il monitoraggio dell’energia, la gestione della flessibilità (demand response e demand side management) e la sostenibilità. La recente acquisizione di SAET Padova, ha arricchito Next Solutions di ulteriori competenze nei sistemi e impianti per la produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica.

All’interno dell’area di Energy Management in particolare, è presente un team specializzato e dedicato 24 ore su 24, 7 giorni su 7 al power trading, che permette la gestione ottimale dei flussi di energia su mercati fisici e finanziari, anche grazie a sofisticati sistemi di analisi e forecasting.

Falck Renewables – Next Solutions offre inoltre un servizio di portfolio management attraverso una serie di strumenti per la copertura del portafoglio e agendo direttamente sul mercato attraverso operazioni di fixing, attuate secondo i criteri condivisi con i produttori. L’obiettivo è supportare il cliente nella gestione attiva dell’energia, sfruttando la volatilità dei mercati energetici e le possibilità date da mercati sempre più liquidi e strutturati, ottimizzando costi e ricavi energetici. Grazie all’affiancamento nella gestione del portafoglio, viene garantito dunque un monitoraggio costante da parte del team di esperti specializzati in ambito finanziario e in risk management con una approfondita conoscenza dei mercati energetici nazionali e internazionali, che interviene per ridurre il rischio di volatilità dei prezzi e per individuare e sviluppare la corretta strategia di acquisto in accordo con le esigenze del cliente.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Batterie al sodio allo stato solido

Batterie al sodio allo stato solido, verso la produzione di massa

Grazie ad un nuovo processo sintetico è stato creato un elettrolita di solfuro solido dotato della più alta conduttività per gli ioni di sodio più alta mai registrata. Circa 10 volte superiore a quella richiesta per l'uso pratico

Batterie al sodio allo stato solido
via Depositphotos

Batterie al Sodio allo Stato Solido più facili da Produrre

La batterie allo stato solido incarnano a tutti gli effetti il nuovo mega trend dell’accumulo elettrochimico. E mentre diverse aziende automobilistiche tentano di applicare questa tecnologia agli ioni di litio, c’è chi sta percorrendo strade parallele. É il caso di alcuni ingegneri dell’Università Metropolitana di Osaka, in Giappone. Qui i professori Osaka Atsushi Sakuda e Akitoshi Hayash hanno guidato un gruppo di ricerca nella realizzazione di batterie al sodio allo stato solido attraverso un innovativo processo di sintesi.

Batterie a Ioni Sodio, nuova Frontiera dell’Accumulo

Le batterie al sodio (conosciute erroneamente anche come batterie al sale) hanno conquistato negli ultimi anni parecchia attenzione da parte del mondo scientifico e industriale. L’abbondanza e la facilità di reperimento di questo metallo alcalino ne fanno un concorrente di primo livello dei confronti del litio. Inoltre l’impegno costante sul fronte delle prestazioni sta portando al superamento di alcuni svantaggi intrinseci, come la minore capacità. L’ultimo traguardo raggiunto in questo campo appartiene ad una ricerca cinese che ha realizzato un unità senza anodo con una densità di energia superiore ai 200 Wh/kg.

Integrare questa tecnologia con l’impiego di elettroliti solidi potrebbe teoricamente dare un’ulteriore boost alla densità energetica e migliorare i cicli di carica-scarica (nota dolente per le tradizionali batterie agli ioni di sodio). Quale elettrolita impiegare in questo caso? Quelli di solfuro rappresentano una scelta interessante grazie alla loro elevata conduttività ionica e lavorabilità. Peccato che la sintesi degli elettroliti solforati non sia così semplice e controllabile. Il che si traduce in un’elevata barriera per la produzione commerciale delle batterie al sodio allo stato solido.

Un Flusso di Polisolfuro reattivo

É qui che si inserisce il lavoro del team di Sakuda a Hayash. Gli ingegneri hanno messo a punto un processo sintetico che impiega sali fusi di polisolfuro reattivo per sviluppare elettroliti solidi solforati. Nel dettaglio utilizzando il flusso di polisolfuro Na2Sx come reagente stechiometrico, i ricercatori hanno sintetizzato due elettroliti di solfuri di sodio dalle caratteristiche distintive, uno dotato della conduttività degli ioni di sodio più alta al mondo (circa 10 volte superiore a quella richiesta per l’uso pratico) e uno vetroso con elevata resistenza alla riduzione.

Questo processo è utile per la produzione di quasi tutti i materiali solforati contenenti sodio, compresi elettroliti solidi e materiali attivi per elettrodi“, ha affermato il professor Sakuda. “Inoltre, rispetto ai metodi convenzionali, rende più semplice ottenere composti che mostrano prestazioni più elevate, quindi crediamo che diventerà una metodologia mainstream per il futuro sviluppo di materiali per batterie al sodio completamente allo stato solido“.  I risultati sono stati pubblicati su Energy Storage Materials and Inorganic Chemistry .

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • fotovoltaico materiale quantistico

Fotovoltaico, ecco il materiale quantistico con un’efficienza del 190%

Un gruppo di scienziati della Lehigh University ha sviluppato un materiale dotato di una efficienza quantistica esterna di 90 punti percentuali sopra quella delle celle solari tradizionali

fotovoltaico materiale quantistico
via Depositphotos

Nuovo materiale quantistico con un assorbimento solare medio dell’80%

Atomi di rame inseriti tra strati bidimensionali di seleniuro di germanio e solfuro di stagno. Questa la ricetta messa a punto dai fisici Srihari Kastuar e Chinedu Ekuma nei laboratori della Lehigh University, negli Stati Uniti, per dare una svecchiata alla prestazioni delle celle solari. Il duo di ricercatori ha così creato un nuovo materiale quantistico dalle interessanti proprietà fotovoltaiche. Impiegato come strato attivo in una cella prototipo, infatti, il nuovo materiale ha mostrato un assorbimento solare medio dell’80%, un alto tasso di generazione di portatori fotoeccitati e un’efficienza quantistica esterna (EQE) record del 190%. Secondo gli scienziati il risultato raggiunto supera di gran lunga il limite teorico di efficienza di Shockley-Queisser per i materiali a base di silicio e spinge il campo dei materiali quantistici per il fotovoltaico a nuovi livelli. 

leggi anche Fotovoltaico in perovskite, i punti quantici raggiungono un’efficienza record

L’efficienza quantistica esterna

Tocca fare una precisazione. L’efficienza quantistica esterna non va confusa con l’efficienza di conversione, il dato più celebre quando si parla di prestazioni solari. L’EQE rappresenta il rapporto tra il numero di elettroni che danno luogo a una corrente in un circuito esterno e il numero di fotoni incidenti ad una precisa lunghezza d’onda

Nelle celle solari tradizionali, l’EQE massimo è del 100%, tuttavia negli ultimi anni alcuni materiali e configurazioni avanzate hanno dimostrato la capacità di generare e raccogliere più di un elettrone da ogni fotone ad alta energia incidente, per un efficienza quantistica esterna superiore al 100%. Il risultato di Kastua e Ekuma, però, rappresenta un unicum nel settore.

Celle solari a banda intermedia

Per il loro lavoro due fisici sono partiti da un campo particolare della ricerca fotovoltaica. Parliamo delle celle solari a banda intermedia (IBSC – Intermediate Band Solar Cells), una tecnologia emergente che ha il potenziale per rivoluzionare la produzione di energia pulita. In questi sistemi la radiazione solare può eccitare i portatori dalla banda di valenza a quella di conduzione, oltre che direttamente, anche in maniera graduale. Come?  “Passando” per l’appunto attraverso stati di una banda intermedia, livelli energetici specifici posizionati all’interno della struttura elettronica di un materiale creato ad hoc. “Ciò consente a un singolo fotone di provocare generazioni multiple di eccitoni attraverso un processo di assorbimento in due fasi“, scrivono i due ricercatori sulla rivista Science Advances.

Nel nuovo materiale quantistico creato dagli scienziati della Lehigh University questi stati hanno livelli di energia all’interno dei gap di sottobanda ideali. Una volta testato all’interno di una cella fotovoltaica prototipale il materiale ha mostrato di poter migliorare l’assorbimento e la generazione di portatori nella gamma dello spettro dal vicino infrarosso alla luce visibile. 

La rivoluzione dei materiali quantistici

Il duo ha sviluppato il nuovo materiale sfruttando i “gap di van der Waals”, spazi atomicamente piccoli tra materiali bidimensionali stratificati. Questi spazi possono confinare molecole o ioni e gli scienziati dei materiali li usano comunemente per inserire, o “intercalare”, altri elementi per ottimizzare le proprietà dei materiali. Per la precisione hanno inserito atomi di rame tra strati di seleniuro di germanio e solfuro di stagno. “Rappresenta un candidato promettente per lo sviluppo di celle solari ad alta efficienza di prossima generazione – ha sottolineato Ekuma – che svolgeranno un ruolo cruciale nell’affrontare il fabbisogno energetico globale“.

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Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.