Il MASE pubblica il nuovo Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli rivelando un doppio trend generalmente positivo. Ma gli aiuti alle energie fossili rimangono costantemente alti e nel conto non rientrano le misure emergenziali

C’è un trend positivo che l’Italia ha imboccato ormai da diversi anni a livello economico ma di cui non si parla abbastanza. I Sussidi Ambientalmente Favorevoli (SAF), ossia tutti gli incentivi, le agevolazioni e le esenzioni tributarie direttamente finalizzati alla tutela dell’ambiente, sono in progressiva crescita.
E hanno superato i Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD). Il sorpasso nei cataloghi MASE è avvenuto ufficialmente nel 2023 sebbene il conteggio cambi di continuo spostando tale data nel tempo.
Di contro i Sussidi Ambientalmente Dannosi hanno perso terreno dopo il picco 2022, ma non con la stessa efficacia e non in maniera omogenea in tutte le loro sottovoci. Anzi. A guardare le cifre da vicino emerge una situazione abbastanza paradossale: gli aiuti diretti ai carburanti fossili sono quasi costanti nel tempo.
A fornire gli ultimi dati governativi è il Catalogo 2026 pubblicato il 16 luglio dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Il documento, l’ottavo della sua serie, analizza le diverse leve esistenti a livello nazionale in cinque categorie: Agricoltura e Pesca, Energia, Trasporti, IVA agevolata e Altri Sussidi. E rivela come nel 2025 l’Italia abbia speso 82,5 miliardi di euro in SAF, 22,4 miliardi di euro per i SAD e di 22,1 miliardi di euro per i Sussidi Ambientalmente Incerti (SAI). In quest’ultima voce rientrano gli aiuti di cui è difficile stabilire l’impatto, come ad esempio l’IVA agevolata in edilizia.
I dati presi nel loro insieme mostrano un quadro positivo, frutto di un percorso incerto ma costante, in piccola parte accelerato dal Piano nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR). In 6 anni i SAF sono passati da poco più di 17 miliardi di euro a 82,5 miliardi. E sono aumentati di numero: da 93 a 106, anche se va sottolineato che il numero è stato un continuo di alti e bassi.
Nelle varie edizioni, tuttavia, le stime per uno stesso anno possono essere molto diverse a causa dei diversi fattori tecnici e metodologici, creando parecchia a confusione. Per intenderci il 4° Catalogo stimava a 18,9 miliardi di euro i sussidi ambientalmente favorevoli (SAF) nel 2020, alzando quelli dannosi a 21,6 miliardi. L’8° Catalogo, quello più recente, per lo stesso anno li fa salire i SAF a 23,7 miliardi, abbassando i SAD.E di conseguenza datando il sorpasso molto più indietro nel tempo.
Orientarsi non è semplice ma i trend generali sono confermati da tutte le edizioni.
L’ultima pubblicazione riporta i seguenti dati:

Una crescita quasi consistente che oscura però un dato altrettanto importante. Al netto del picco che i sussidi ambientalmente dannosi hanno raggiunto all’indomani della crisi del 2022, i SAD mostrano una certa inerzia. Se però si focalizza la lente solo sugli aiuti alle fonti fossili il discorso cambia. Nel 2025 dei 193 tipi di aiuti analizzati ben 44 erano destinati ai combustibili fossili per un valor di 20,6 miliardi di euro; nel 2020 erano 47 quelli individuati e valevano 13 miliardi di euro.
La buona notizia? La maggior parte dei SAD risulta “riformabile a livello nazionale” Per la precisione il dicastero ha individuato 17,1 miliardi di euro riferiti all’anno 2025 che potrebbero essere limitati o trasformati in risorse utiles per la transizione ecologica (nonostante la crisi del 2026 abbia evidenziato proprio misure di senso opposto)
Di questi 6,3 miliardi di euro appartengono al settore energetico e gli altri 9,5 miliardi di euro al settore dell’IVA. “La riformabilità delle aliquote IVA agevolate classificate come SAD potrebbe essere attuata anche tramite un processo di riallocazione delle risorse”, spiega il MASE. “Il maggior gettito derivante dalla revisione dell’IVA sui beni dannosi potrebbe essere destinato alla riduzione o all’azzeramento dell’IVA su beni favorevoli equivalenti. Con la nuova Direttiva IVA europea (2022/542), gli Stati membri possono inoltre collegare l’applicazione delle aliquote ridotte non più alla sola categoria merceologica, ma alla sostenibilità effettiva del bene, anche tenendo conto dei criteri della Tassonomia UE (Reg. UE 2020/852)”.
| Nome del Sussidio | Valore 2025 (Mld €) | FFS | Livello di riformabilità |
|---|---|---|---|
| IVA agevolata per case di abitazione non di lusso (IVA.13) | 3,12 | No | Nazionale |
| Rilascio delle quote ETS a titolo gratuito (EN.SI.43) | 3,03 | Sì | Europeo |
| IVA agevolata per l’energia elettrica per uso domestico (IVA.07) | 2,97 | Sì | Nazionale |
| Differente trattamento fiscale fra benzina e gasolio (EN.SI.24) | 2,53 | Sì | Nazionale |
| IVA agevolata per la cessione di case di abitazione (prima casa) (IVA.01) | 2,29 | No | Nazionale |
| Esenzione accisa carburanti navigazione aerea comunitaria (EN.SI.04a) | 1,64 | Sì | Internazionale/Nazionale |
| Rimborso accisa gasolio per autotrasporto (EN.SI.19) | 1,28 | Sì | Nazionale |
| Impiego dei prodotti energetici nei lavori agricoli (EN.SI.21) | 1,08 | Sì | Nazionale |
| Fringe benefit auto aziendali endotermiche (TR.SI.04a) | 1,04 | Sì | Nazionale |
| Esenzione accisa carburanti navigazione marittima comunitaria (EN.SI.05a) | 0,61 | Sì | Internazionale/Nazionale |
| Esenzione accisa energia elettrica residenziale (EN.SI.02) | 0,53 | Sì | Nazionale |













