Rinnovabili • Centrale elettrica portatile AC240 IP65 di BLUETTI,

Centrale elettrica portatile AC240 IP65 di BLUETTI, potenza oltre i limiti

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La nuova centrale elettrica portatile AC240 IP65 di BLUETTI è impermeabile alla polvere e resistente ai getti d'acqua a bassa pressione da qualsiasi angolazione

Centrale elettrica portatile AC240 IP65 di BLUETTI

Centrale elettrica portatile AC240 IP65, potenza da 2.400 W

BLUETTI, pioniere nelle soluzioni di alimentazione portatili, si sta preparando a rivoluzionare ancora una volta le avventure all’aria aperta con la sua ultima innovazione, la centrale elettrica portatile AC240 IP65 resistente all’acqua e alla polvere. Basandosi sul successo del suo predecessore, l’AC60, un generatore solare per tutte le stagioni da 600 W/403 Wh, BLUETTI sta ora alzando il livello con l’AC240. Il lancio è previsto per il 20 maggio e questo potente dispositivo offre maggiore potenza, ricarica più rapida, capacità espandibile e altro ancora. È progettato per dare energia agli avventurieri, agli appassionati di outdoor e ai soccorritori, consentendo loro di oltrepassare i limiti indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.

Protezione IP65 contro tutti gli elementi

Sei mai stato colto impotente da un acquazzone mentre esploravi la natura? Con l’AC240, le preoccupazioni meteorologiche appartengono al passato. Progettato con protezione IP65, questo potente sistema è impermeabile alla polvere e resistente ai getti d’acqua a bassa pressione da qualsiasi angolazione. Utilizzando tecnologie e protezioni brevettate, tra cui condotti dell’aria indipendenti, scomparti elettronici sigillati, drenaggio speciale, ventole rivestite sotto vuoto e porte protette a doppio strato, l’AC240 garantisce che l’acqua rimanga fuori e che l’alimentazione rimanga attiva.

Anche se l’acqua riesce a penetrare, la ventola di scarico integrata la espelle rapidamente, mentre il sistema di dissipazione del calore garantisce una rapida evaporazione durante il funzionamento. Che tu stia affrontando condizioni difficili in un’avventura via terra, navigando in mare aperto o affrontando un cantiere impegnativo, l’AC240 è pronto per qualunque cosa la natura ti riservi.

Centrale elettrica portatile waterproof

Una soluzione completa di alimentazione per esterni

Che si tratti di comfort all’aria aperta o di sfide di sopravvivenza, la potenza conta. L’AC240 è la tua riserva di carica tutto in uno, che ti mantiene connesso al mondo anche quando esplori lontano dalla rete. Con un peso di soli 33 kg e le dimensioni di un normale forno a microonde, si adatta perfettamente al tuo bagagliaio e ti accompagna silenziosamente in ogni viaggio.

Con un’impressionante potenza di 2.400 W, la nuova centrale elettrica portatile alimenta facilmente una serie di dispositivi tra cui frigoriferi, condizionatori da finestra, forni a microonde, riscaldatori e macchine per il caffè. La sua batteria LFP da 1.536 Wh può sostenere una batteria da 20 cu. ft. frigorifero (1,2 kWh/giorno) per almeno un giorno. Inoltre, con la modalità powerlifting, anche i carichi resistivi come una piastra riscaldante possono assorbire fino a 3.600 watt, garantendo che nessun compito sia troppo impegnativo.

Dotato di una vasta gamma di prese, tra cui 4 prese CA standard, una presa per auto, 2 USB-A, due USB-C e una porta RV da 12 V/30 A, l’AC240 soddisfa le diverse esigenze di alimentazione. Ideale per i proprietari di camper o barche, si integra perfettamente nei sistemi di alimentazione off-grid per avventure autosufficienti.

E con la ricarica CA rapida di 1,1 ore a 2.400 W, sarai sempre un passo avanti rispetto alla curva di potenza. Per viaggi prolungati, abbina l’AC240 ai pannelli solari pieghevoli BLUETTI per l’assorbimento solare, garantendo una fornitura costante di energia pulita, indipendentemente da dove ti portano le tue avventure.

Potenza espandibile, backup ininterrotto

Non preoccuparti mai di rimanere senza energia in natura con la centrale elettrica flessibile AC240, che supporta l’espansione della capacità per darti potenza extra per scenari ad alta intensità energetica in qualsiasi momento. Un’AC240 può accettare fino a quattro pack B210, da 2.150 Wh ciascuno, per una capacità totale di 10.136 Wh. Questi pacchetti possono anche funzionare in modo indipendente come power bank resistenti all’acqua con tre uscite CC e opzioni di ricarica.

Inoltre, con la sua reattiva funzione UPS, che rileva rapidamente le interruzioni e passa automaticamente all’alimentazione a batteria entro 15 millisecondi, una velocità leader nel settore, il sistema AC240 fornisce una soluzione semplice e robusta per un’alimentazione ininterrotta all’interno e all’esterno.

Costruita resistente, alimentata in modo intelligente

L’AC240 è ben costruita per resistere alla prova delle intemperie e del tempo. Utilizzando la batteria al litio ferro fosfato più sicura e affidabile, può raggiungere una profondità di scarica fino al 100% e mantenere l’80% della sua capacità originale anche dopo aver sopportato 3.500 cicli di ricarica, che equivalgono a circa 10 anni di utilizzo. Potenziata dall’avanzato BLUETOPUS AI BMS, un sistema di gestione della batteria alimentato da intelligenza artificiale, l’AC240 garantisce un funzionamento sicuro, prestazioni ottimali e una durata prolungata.

Con il supporto del controllo app, puoi gestire l’alimentazione, regolare la velocità di ricarica, cambiare modalità UPS e altro ancora. Inoltre, grazie ad una garanzia di 6 anni, l’AC240 offre anni di servizio affidabile, offrendoti tranquillità a lungo termine.

Disponibilità e prezzi della centrale elettrica portatile

Il BLUETTI AC240 sarà disponibile per l’acquisto sul sito ufficiale BLUETTI e sullo store Amazon a partire dal 20 maggio alle 15:00 CET, con un esclusivo prezzo scontato di 1.699 euro, valido dal 20 maggio all’11 giugno. Puoi ottenere uno sconto aggiuntivo di 100 euro utilizzando il codice coupon “ITAC240“.

Inoltre, per allora sarà disponibile anche la sua controparte premium, l’AC240P, che vanta una capacità maggiore di 1.843 Wh ed espandibilità con batterie B210P.

A proposito di BLUETTI

Fin dall’inizio, BLUETTI ha cercato di rimanere fedele a un futuro sostenibile offrendo soluzioni di stoccaggio di energia verde a prezzi accessibili sia per uso interno che esterno.
BLUETTI ha avviato il programma LAAF (Lighting An African Family) per garantire spazi abitativi ben illuminati e pari opportunità di apprendimento per i residenti africani nelle aree rurali. Dalla sua introduzione, il programma ha dato potere a oltre 12.000 famiglie africane in Kenya, Nigeria, Camerun e oltre.

Con anni di innovazione e un impegno attento verso l’ambiente, BLUETTI ha curato un portafoglio di prodotti ampio e affidabile su misura per avventure, alimentazione di riserva di emergenza e vita off-grid, con un impatto tangibile e positivo sulla riduzione al minimo della nostra impronta di carbonio per il resto del mondo. noi condividiamo.
Ecco perché BLUETTI è diventata un leader del settore che è presente in oltre 100 paesi e gode della fiducia di milioni di clienti in tutto il mondo. Per maggiori informazioni visita BLUETTI online su https://it.bluettipower.eu/

Leggi anche BLUETTI lancia in Europa la nuova power station portatile AC200L

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Rinnovabili • Cattura diretta dall’aria di CO2: entra in funzione Mammoth

Inaugurato Mammoth, il più grande impianto al mondo di cattura diretta dall’aria di CO2

L’azienda svizzera Climeworks ha messo in funzione un impianto capace di catturare dall’atmosfera 36.000 tonnellate di anidride carbonica l’anno. È il più grande mai costruito. E richiede meno energia per lo stoccaggio geologico grazie a una torre di assorbimento dove la CO2 viene disciolta in acqua, che è poi pompata sottoterra dove avviene la mineralizzazione

Cattura diretta dall’aria di CO2: entra in funzione Mammoth
crediti: Climeworks

Il sito si trova in Islanda e ha una capacità annuale circa 10 volte superiore al suo predecessore Orca

Dopo Orca arriva Mammoth. Il più grande impianto per la cattura diretta dall’aria di CO2 (DAC, Direct Air Capture) e il suo stoccaggio geologico è entrato in funzione l’8 maggio. Sempre in Islanda, come il suo gemello di taglia minore, e sempre operato da Climeworks, l’azienda svizzera legata al politecnico di Zurigo che ha fatto da apripista nello sviluppo della tecnologia DAC su scala industriale.

Il nuovo gigante della cattura diretta dall’aria di CO2

Mammoth è circa 10 volte più grande del suo predecessore Orca e ha una capacità nominale, una volta a regime, di catturare dall’atmosfera 36.000 tonnellate di anidride carbonica l’anno. La piena operatività dovrebbe essere raggiunta già entro il 2024. Al momento sono attivi 12 dei 72 filtri per la cattura diretta dall’aria di CO2.

I filtri sono progettati come unità modulari che possono essere aggiunte, aumentando la capacità totale dell’impianto. E danno flessibilità: eventuali guasti o esigenze di manutenzione impattano in modo più limitato sul sistema. Inoltre, 3 filtri vengono tenuti “di riserva”, pronti a entrare in attività per compensare il venir meno di altri moduli.

Una torre riduce l’intensità energetica della DAC di Mammoth

Come già avveniva per Orca, l’impianto è alimentato da energia rinnovabile geotermica, che copre circa il 29% del mix elettrico nazionale islandese. Il nuovo impianto, però, richiede in proporzione meno energia per funzionare. Grazie a una modifica chiave nel processo di stoccaggio della CO2 raccolta.

Mammoth usa una “torre” per sciogliere l’anidride carbonica in acqua, che viene poi iniettata sottoterra dove avviene il processo di mineralizzazione. Orca, al contrario, pompava nei siti di stoccaggio la CO2 in forma gassosa, operazione che richiede una pressione maggiore, con conseguente maggior fabbisogno energetico.

Verso impianti da 1 MtCO2

Con l’avvio di Mammoth, Climeworks compie un altro passo avanti nella dimostrazione dell’applicabilità della sua tecnologia DAC anche in impianti di grossa taglia. Gli obiettivi dell’azienda sono di raggiungere una capacità DAC di 1 milione di tonnellate di CO2 (MtCO2) entro il 2030 e di 1 miliardo di tonnellate (GtCO2) entro metà secolo. Per tagliare il traguardo fissato per questo decennio servirebbero 28 impianti della taglia di Mammoth (contro i 250 di taglia analoga a quella di Orca).

Un fronte su cui Climeworks sta già lavorando. Sono tre le proposte di hub per la cattura diretta dell’aria di CO2 con capacità di 1 MtCO2 avanzate negli Stati Uniti. Tutte già finanziate dal Dipartimento dell’Energia di Washington per un totale di oltre 600 milioni di dollari. Al più grande, Project Cypress in Louisiana, sono stati concessi i primi 50 milioni di dollari a marzo per avviare il progetto. Altri paesi dove l’azienda svizzera sta presentando progetti sono Norvegia, Kenya e Canada.

Rinnovabili •
About Author / Lorenzo Marinone

Scrive per Rinnovabili.it dal 2016 ed è responsabile della sezione Clima & Ambiente. Si occupa in particolare di politiche per la transizione ecologica a livello nazionale, europeo e internazionale e di scienza del clima. Segue anche i temi legati allo sviluppo della mobilità sostenibile. In precedenza si è occupato di questi temi anche per altri siti online e riviste italiane.


Rinnovabili • Solare fotovoltaico in Italia

Solare fotovoltaico in Italia, cosa dice il rapporto GSE

Lo scorso anno sono entrati in esercizio circa 371.500 impianti fotovoltaici in Italia, in grande maggioranza di taglia inferiore a 20 kW, per una capacità complessiva di oltre 5,2 GW. Una crescita che conferma il primato nazionale della Lombardia in termini di potenza installata, seguita con un certo distacco dalla Puglia

Solare fotovoltaico in Italia
via depositphotos

Online il Rapporto Statistico 2023 sul Solare Fotovoltaico in Italia

Ben 5,2 GW di aggiunte che portano la potenza cumulata totale a 30,31 GW e la produzione annuale a quota 30.711 GWh. Questi in estrema sintesi i dati del solare fotovoltaico in Italia, riportati nel nuovo rapporto del GSE. Il documento mostra le statistiche del settore per il 2023, offrendo informazioni importanti non solo sui sistemi ma anche sulla dimensione dei pannelli solari, la tensione di connessione, il settore di attività, l’autoconsumo e persino sull’integrazione di eventuali batterie. Uno sguardo approfondito per capire come sta crescendo il comparto, ma anche per evidenziare potenzialità e criticità.

Solare Fotovoltaico Italiano, la Crescita 2023 in Numeri

Nel 2023 il fotovoltaico nazionale ha messo in funzione 371.422 nuovi impianti solari per una potenza complessiva di poco superiore ai 5,2 GW. La crescita ha ricevuto i contributi maggiori, in termini di numero di sistemi, da regioni come la Lombardia (con il 17,5% dei nuovi impianti fv 2023), il Veneto (13,2%), l’Emilia-Romagna (9,8%) e la Sicilia (6,9%). Scendendo ancora di scala sono invece le provincie di Roma (3,9%), Brescia (3,6%) e Padova (3,1%) quelle a detenere la quota maggiore di aggiunte. Per buona parte dell’anno questo progresso si è affidato ai piccoli impianti di taglia residenziale, che hanno lasciato il posto sul finire del 2023 ad una nuova spinta del segmento C&I.

Produzione fotovoltaica in Italia

Altro dato importante per il 2023: la produzione del solare fotovoltaico in Italia. Lo scorso anno tra nuovi impianti e condizioni meteo favorevoli, il parco solare nazionale ha prodotto complessivamente 30.711 GWh di energia elettrica (dato in crescita del 9,2% sul 2022), con un picco nel mese di luglio di oltre 3,8 TWh.

Se ci si focalizza, invece, solo sull’autoconsumo fotovoltaico, il rapporto del GSE indica che lo scorso 7.498 GWh sono stati prodotti e consumati in loco. Un valore pari al 24,8% della produzione netta complessiva. A livello regionale la percentuale di energia autoconsumata rispetto all’energia prodotta risulta più alta in Lombardia, Liguria e Campania. A tale dato se ne associa un altro altrettanto interessante: quello dei sistemi di accumulo. Lo scorso anno risultavano in esercizio 537.000 sistemi di storage connessi ad impianti fotovoltaici, per una potenza cumulata di 3,41 GW.

leggi anche Direttiva EPBD e fotovoltaico: scadenze e potenzialità

Solare Fotovoltaico, la Potenza in esercizio in Italia

Le nuove aggiunte 2023 hanno portato il dato della potenza fotovoltaica totale cumulata in Italia ad oltre 30,31 GW e quello della potenza pro capite nazionale a 514 W per abitante. Nel complesso sono attivi sul territorio 1.597.447 impianti fotovoltaici, di cui il 94% rientra nella taglia fino a 20 kW. Sono, per intenderci, i piccoli impianti realizzati solitamente sui tetti degli edifici. Non sorprende quindi scoprire che la superficie occupata dagli impianti fotovoltaici a terra a fine 2023 risultava di soli 16.400 ettari. In questo contesto le regioni con la maggiore occupazione di superficie del suolo da parte del solare fotovoltaico risultano essere: la Puglia (4.244 ettari), la Sicilia (1.681 ettari) e il Lazio (1.527 ettari).

Sul fronte della potenza attiva, viene confermato il primato del Nord Italia con il 48,0% del totale nazionale grazie al traino di Lombardia (13,8%), Veneto (10,4%) ed Emilia Romagna (10%). Segue il 34,7% delle regioni meridionali, con la Puglia che da sola fornisce il 10,9% della potenza, e quindi il contributo del Centro Italia.

Leggi qui il report GSE sul Solare Fotovoltaico in Italia

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Rinnovabili • Dl Agricoltura bollinato

Dl Agricoltura bollinato, ecco l’art. sul fotovoltaico a terra

Il testo finale del decreto è stato varato dopo alcune piccole modifiche richieste dal Quirinale. Confermati i paletti sul fotovoltaico a terra salvaguardando gli investimenti del PNRR

Dl Agricoltura bollinato
Foto di Andreas Gücklhorn su Unsplash

Stop del fotovoltaico a terra con una serie di eccezioni

Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, Dl Agricoltura è stato “bollinato” dalla Ragioneria di Stato e quindi varato definitivamente. Ma non prima di alcune modifiche last minute frutto del confronto con il Quirinale. Nessun ritocco significativo, tuttavia, riguarda il tanto criticato articolo di stop al fotovoltaico a terra. Il contenuto, infatti, rimane nelle linee annunciate il 6 maggio dal ministri Pichetto e Lollobrigida, cercando di salvaguardare gli investimenti del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), punto fermo per il MASE.

L’articolo in questione, che passa dal 6 della prima bozza al 5 nel DL Agricoltura bollinato, riporta alcune disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo. L’intervento mira a modificare l’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, con cui l’Italia ha recepito nel proprio ordinamento la direttiva europea sulle rinnovabili RED II. 

In poche parole il testo introduce dei paletti all’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti. Come? Limitando qualsiasi intervento a lavori modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, che non comportino incremento della superficie occupata. Nessun vincolo invece per il fotovoltaico a terra se installato:

  • in cave e miniere non in funzione, abbandonate o in condizioni di degrado ambientale;
  • porzioni di cave e miniere non suscettibili di ulteriore sfruttamento;
  • siti e  impianti nelle disponibilità delle società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane e dei gestori di infrastrutture ferroviarie nonché delle società concessionarie autostradali;
  • siti e impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale all’interno dei sedimi aeroportuali;
  • aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 300 metri;
  • aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti.

Salvi, come promesso, anche i progetti fotovoltaici a terra se parte di una Comunità energetica rinnovabile o finalizzati all’attuazione degli investimenti del PNRR.

Il testo del Dl Agricoltura “bollinato” sul fotovoltaico

Riportiamo per intero l’articolo 5 sul fotovoltaico nella versione finale del DL Agricoltura.

ART. 5 (Disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo)

1. All’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

‹‹1-bis. L’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra di cui all’articolo 6-bis, lettera b), del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti, è consentita esclusivamente nelle aree di cui alle lettere a), limitatamente agli interventi per modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, a condizione che non comportino incremento dell’area occupata, c), c-bis), c-bis.1), e c-ter) n. 2) e n. 3) del comma 8. Il primo periodo non si applica nel caso di progetti che prevedano impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra finalizzati alla costituzione di una Comunità energetica rinnovabile ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, nonché in caso di progetti attuativi delle altre misure di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato con decisione del Consiglio ECOFIN del 13 luglio 2021, come modificato con decisione del Consiglio ECOFIN dell’8 dicembre 2023, e dal Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC) di cui all’articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, ovvero di progetti necessari per il conseguimento degli obiettivi del PNRR.››.

2. Le procedure abilitative, autorizzatorie o di valutazione ambientale già avviate alla data di entrata in vigore del presente decreto sono concluse ai sensi della normativa previgente.

Leggi anche Zavorre per fotovoltaico Sun Ballast: dal 2012 una garanzia per gli impianti fv su tetti piani

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