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Rovagnati investe nel solare: in fase di avvio il parco fotovoltaico ad Arcore

Grazie ai nuovi impianti Rovagnati aumenterà l’autoproduzione di energia elettrica del 13%, arrivando quindi all’80% del fabbisogno elettrico aziendale

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Credits: Rovagnati

Rovagnati prosegue nel piano di transizione energeticaaumentando gli investimenti in energia solare: in fase di avvio il nuovo parco fotovoltaico dello stabilimento di Arcore e, entro il 2024, è previsto un ampliamento del parco già presente a Villasanta (MB). Grazie a questi nuovi impianti la capacità di autoproduzione di energia elettrica di Rovagnati crescerà del 13%, arrivando quindi all’80% del fabbisogno elettrico aziendale.

Il nuovo parco fotovoltaico, che verrà inaugurato prossimamente andando ad aggiungersi a quelli già presenti a Villasanta, Felino, Sala Baganza e nell’Azienda Agricola Borgo del Sole, non è l’unico aspetto della transizione energetica di Rovagnati. L’azienda sta lavorando anche a un piano di efficientamento dei parchi caldaie che nel 2023 ha portato a una diminuzione stimata del consumo di gas metano del 5%.

Le attività relative alla transizione energetica rientrano nell’ambito di Rovagnati Qualità Responsabile (RQR), il programma ESG (Environmental, Social, Governance) con cui l’azienda si fa promotrice di uno sviluppo sostenibile del business, attento ai prodotti, alle persone e all’ambiente.

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“L’energia è un tema particolarmente strategico e complesso in questo momento per tutte le aziende, soprattutto per quelle trasformative come Rovagnati. Abbiamo attraversato negli ultimi anni un contesto macro economico complicato che ci ha portati a compiere alcune scelte strategiche, anche in termini energetici. Ma al di là dei fattori congiunturali, che sono sempre in evoluzione, Rovagnati vuole scommettere su una visione di lungo periodo e da anni
continua a investire in un processo di trasformazione industriale che passa attraverso l’efficientamento energetico, la riduzione degli sprechi e il potenziamento delle fonti rinnovabili” commenta Gabriele Rusconi, Managing Director e Board Member di Rovagnati – “Questi investimenti sono fondamentali per il nostro business come quelli in ricerca e sviluppo di prodotto. Per essere veramente a prova di futuro è fondamentale continuare a creare valore aggiunto per i clienti, i partner e tutti gli stakeholders”.

La visione strategica di lungo periodo sulla sostenibilità è espressa nel Manifesto I segreti del Buono, Sano e Giusto che racconta il percorso consapevole che l’azienda sta compiendo nell’ottica del suo Purpose: portare in tavola un’offerta gastronomica buona e sana, sviluppata con sistemi all’avanguardia e secondo i più elevati standard di qualità: https://www.rovagnatiqualitaresponsabile.it/it/i-segreti-dei-nostri-valori 

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.