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“Energia in periferia”, Princi “Orgogliosa di Reggio capofila al sud di progetto innovativo di solidarietà”

“Questa iniziativa, per cui ringrazio tutti i preziosi partner, è davvero una boccata d'ossigeno che mi auguro possa essere mutuata nelle altre province calabresi" aggiunge Princi

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Foto di 自在 王 da Pixabay

Per aiutare le famiglie a rischio povertà energetica

“Orgogliosa che Reggio Calabria sia capofila al Sud di un innovativo concetto di solidarietà, uno dei più importanti progetti solidali mai realizzati nel settore energetico. Sono felice che la concreta applicabilità sul territorio avvenga proprio nella nostra regione, nella quale sono tantissime le famiglie a rischio povertà energetica. E come Regione ci dichiariamo immediatamente disponibili ad ampliare il ventaglio delle città in cui portare avanti il progetto.”

A dirlo è la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, intervenendo alla conferenza di presentazione di “Energia in periferia”, presso il Palazzo comunale di Reggio Calabria, a cui hanno preso parte tutti i partner e promotori dell’iniziativa: ANCI, Ipsos Italia, Banco dell’energia, Fondazione Banco alimentare, Adiconsum, Edison, Signify.

“Questa iniziativa, per cui ringrazio tutti i preziosi partner, è davvero una boccata d’ossigeno che mi auguro possa essere mutuata nelle altre province calabresi – aggiunge Princi – perché è un’azione reale, pratica, che sostiene concretamente le persone, le famiglie non in grado di sostenere le spese energetiche. Ben cento i nuclei familiari in situazioni di difficoltà economica e sociale scelti direttamente dalle associazioni del Terzo settore di Reggio Calabria, a cui la rete di solidarietà pagherà le bollette, a prescindere dall’operatore con cui abbiano in essere il contratto.”

“È un aiuto materiale a cui seguiranno a breve ulteriori iniziative che la Regione Calabria, dietro forte input del presidente Occhiuto, metterà in campo a sostegno delle famiglie e delle imprese più vulnerabili, avendo avuto il via libera dalla Commissione Europea proprio pochi giorni fa. Il 28 ottobre infatti l’Europa ha approvato un terzo accordo quadro temporale riguardo gli aiuti, ripristinando di fatto le deroghe di sostegno già messe in atto nel corso della pandemia da Covid19, per accompagnare la crisi del momento. Entro il mese di novembre pertanto – precisa la Vicepresidente – la Regione Calabria darà seguito a questa misura europea intervenendo con azioni che interesseranno tutto il territorio calabrese.”

“Fare sistema, fare squadra insieme al terzo settore ed al mondo del volontariato per stare accanto alle persone più vulnerabili: è questa la mission del progetto – conclude Giusi Princi – è questa la mission che la Regione ha pienamente sposato.”

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.