Foti: “Ci attende ora la 10a rata, impegnativa sia per il numero di obiettivi sia per l'impatto economico da 28,4 mld di euro”. E intanto il Governo si prepara a presentare l’ultima rimodulazione finanziaria: risorse su Industria 5.0, rinnovabili aziendali e CER

Verso l’ultima fase del Piano Ripresa e Resilienza
Il 3 giugno 2026 la Commissione europea ha erogato all’Italia 12,8 miliardi di euro, il nono pagamento per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) nell’ambito del Fondo per la ripresa e la resilienza (RRF).
Una liquidazione che arriva a fronte del raggiungimento di “tutti gli obiettivi sottesi”, come spiega in Parlamento il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, e che richiede ora l’ultimo sforzo finale. “Ci attende la decima rata, particolarmente impegnativa sia per il numero di obiettivi (159) sia per l’impatto economico, pari a 28,4 miliardi di euro. Questa fase rappresenta un passaggio cruciale di un percorso che finora ha dato indubbiamente buona prova di sé”.
Fase che sarà accompagnata anche dall’ultima richiesta di riprogrammazione del PNRR. “Abbiamo predisposto circa 90 revisioni di ordine meramente tecnico, volte quasi interamente alla semplificazione per le pubbliche amministrazioni, sia centrali sia periferiche”, chiarisce il ministro. In aggiunta però c’è anche un lavoro di riallocazione dei fondi per abbandonare i target più incerti a favore di obiettivi sicuri. Per un totale di oltre 2 miliardi e 100 milioni di euro.
Riprogrammazione PNRR, le novità
Da dove sono state attinte queste risorse? In gran parte dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) o più precisamente dalla dotazione di 1 miliardo e 290 milioni di euro per la misura “Rosco”, che risulta pertanto definanziata “per metterla in sicurezza fuori dal banco del PNRR”.
A livello di misure gestite dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) si registra una riduzione di 12 milioni di euro sulla voce “Meccanizzazione” e di 158 milioni di euro sul “Parco Agrisolare“, “a causa di programmi non coerenti con le tempistiche del piano”.
Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE) ha invece riprogrammato circa 232 milioni di euro appartenenti a più misure. Nel dettaglio:
- 33 milioni di euro per le colonnine elettriche;
- 73 milioni di euro per gli investimenti in fognature e depurazione;
- 100 milioni di euro per l’agrivoltaico;
- 26 milioni di euro per l’approvvigionamento sostenibile di materie prime critiche.
Secondo le anticipazioni del ministro, gli oltre 2 miliardi di euro recuperati saranno ridistribuiti secondo questo schema:
- 700 milioni di euro sono trasferiti sulla misura Industria 5.0;
- 1 miliardo di euro è riservato all’Housing, tramite uno strumento finanziario finalizzato all’efficientamento energetico;
- 200 milioni di euro sono destinati all’efficientamento energetico aereo, per far scorrere la graduatoria data la mancanza di risorse rispetto alle domande presentate;
- 173 milioni di euro vengono trasferiti sullo strumento finanziario relativo alle comunità energetiche rinnovabili (CER);
- 94 milioni di euro sono stanziati per l’acquisto di nuovi treni elettrici;
- 32 milioni di euro sono assegnati alle piccole e medie imprese per l’autoproduzione di energia rinnovabile.
“Questo programma rappresenta la nostra ultima e definitiva riprogrammazione. In questa fase non potevamo individuare altri obiettivi che mostrassero un eccesso di risorse inutilizzate. Come espresso chiaramente nel decreto, vedremo in seguito se e in che misura matureranno le economie relative ai vari piani. Attualmente non siamo in grado di determinarle, poiché il primo termine utile per la loro ricognizione è fissato al 30 giugno 2026”.
Prossime scadenze
In merito ai documenti di rendicontazione e alle prossime scadenze, Foti ha avvisato che prima della pausa estiva sarà consegnata al Parlamento la Relazione sul primo semestre 2026. “Il documento, ovviamente, non potrà ancora certificare l’esatto livello della spesa e il completamento di molti obiettivi, dal momento che la rendicontazione ufficiale è prevista per il 31 agosto”, ha chiosato il ministro.
Inoltre il Governo ha avviato la rendicontazione entro il 30 giugno 2026 di tutti gli obiettivi già raggiunti, una scelta nata da un lato per agevolare la funzionalità degli enti attuatori, e dall’altro per consentire alla Commissione Europea di disporre del tempo necessario per analizzare e verificare l’elevato volume di obiettivi presentati.












