Divari record tra Paesi: elettricità fino a 0,40 €/kWh e gas oltre sei volte più caro. Il progressivo ritiro dei sussidi e il peso della fiscalità ridisegnano i prezzi dell’energia nell’UE nel 2025

Prezzi dell’energia 2025 nell’UE
I dati pubblicati da Eurostat sui prezzi dell’energia nell’UE per il 2025 restituiscono un quadro articolato, in cui la fase post-crisi energetica si traduce in una stabilizzazione solo parziale e accompagnata da forti divergenze tra Stati membri.
Nella seconda metà dell’anno scorso, i prezzi dell’elettricità per le famiglie aumentano in 17 Paesi e diminuiscono in 10, mentre per le imprese si registra una riduzione media del 5,4% su base annua e del 3,5% rispetto al semestre precedente.
Sul fronte del gas, la dinamica appare più disomogenea: i prezzi per le famiglie crescono in 11 Paesi, calano in 10 e restano sostanzialmente invariati negli altri casi.
Questi andamenti riflettono soprattutto il progressivo rientro delle misure emergenziali adottate nel 2022, con un ritorno graduale della componente fiscale e una maggiore esposizione dei consumatori alle condizioni di mercato. Ovviamente, i dati Eurostat per il 2025 non tengono conto della nuova crisi dei prezzi dovuta alla guerra in Iran, a cui l’Europa ora sta cercando di far fronte.
In alcuni paesi europei, l’elettricità costa quasi il triplo
Analizzando i prezzi dell’elettricità in Europa, emerge un divario significativo tra i diversi sistemi energetici nazionali.
Nella seconda metà del 2025, i livelli più elevati si registrano in Irlanda, dove il prezzo raggiunge 0,4042 €/kWh, seguita da Germania, Belgio e Danimarca con valori comunque superiori ai 0,33 €/kWh.
All’estremo opposto si collocano Paesi come Ungheria, Malta e Bulgaria, dove i prezzi restano compresi tra 0,1082 e 0,1355 €/kWh, evidenziando una distanza superiore a tre volte rispetto ai mercati più costosi.
La media dell’Unione europea si attesta a 0,2896 €/kWh, ma questo dato sintetico non restituisce pienamente la frammentazione del mercato.
Le variazioni annuali confermano la volatilità: la Romania registra un incremento del 58,6%, mentre Austria e Irlanda mostrano aumenti superiori al 30%, a fronte di riduzioni significative in Paesi come Cipro, Francia e Danimarca.
Il ritorno delle tasse incide sui prezzi
Nel 2025, i costi dell’energia per famiglie e imprese risultano fortemente influenzati dalla componente fiscale, che torna a crescere dopo la fase di contenimento degli anni precedenti.
Per le famiglie, le imposte rappresentano in media il 28,9% del prezzo finale dell’elettricità, con un contributo dell’IVA pari al 15,2%.
In alcuni Paesi, come la Danimarca, il peso complessivo di tasse e oneri supera il 49%, mentre in altri, come Lussemburgo e Paesi Bassi, si registrano valori addirittura negativi, legati a specifici meccanismi di compensazione.
La crescita della fiscalità è direttamente collegata alla riduzione dei sussidi pubblici. Questo fenomeno contribuisce ad ampliare il divario tra prezzi al netto e al lordo delle imposte, riportando progressivamente i livelli verso quelli precedenti alla crisi energetica.
Parallelamente, i costi di rete continuano a rappresentare una componente strutturale rilevante. La distribuzione, in particolare, assorbe la quota principale dei costi, come dimostrano i dati relativi a Paesi come Lussemburgo, Slovacchia e Finlandia, dove questa componente supera il 90% del totale dei costi di rete.
Prezzi del gas in Europa: un mercato ancora più frammentato
Nel comparto del gas, i prezzi del gas in Europa evidenziano differenze ancora più accentuate rispetto all’elettricità.
Per le famiglie, la Svezia registra il valore più elevato con 0,2092 €/kWh, seguita dai Paesi Bassi e dall’Italia, mentre Ungheria, Croazia e Romania presentano livelli nettamente inferiori, compresi tra 0,0340 e 0,0566 €/kWh.
La media europea si attesta a 0,1228 €/kWh, ma il confronto tra gli estremi mostra un differenziale superiore a sei volte, segnalando una forte disomogeneità nelle condizioni di approvvigionamento e nelle politiche nazionali.
Nel corso del 2025, i prezzi del gas per le famiglie mostrano un andamento altalenante, con un calo nel primo semestre seguito da una nuova crescita nella seconda metà dell’anno, che riporta in evidenza la stagionalità tipica del mercato.
Si abbassano i prezzi dell’energia per le imprese nell’UE nel 2025
Per il segmento industriale, i dati indicano una tendenza più favorevole. I prezzi dell’elettricità per le imprese si attestano su una media europea di 0,1837 €/kWh, con valori massimi in Irlanda e minimi in Finlandia, mentre per il gas la media è pari a 0,0605 €/kWh.
Nel corso dell’anno, i prezzi per le imprese mostrano una riduzione diffusa, sia per l’elettricità sia per il gas, con cali registrati nella maggior parte dei Paesi membri. Questo andamento riflette in parte il raffreddamento dei mercati energetici rispetto ai picchi del 2022, ma anche una diversa struttura tariffaria rispetto ai consumatori domestici.
Italia maglia nera per il gas
Dai dati sui prezzi dell’energia nell’UE nel 2025, l’Italia emerge soprattutto per il livello elevato dei prezzi del gas per le famiglie, che nella seconda metà dell’anno raggiungono 0,1481 €/kWh, collocando il Paese tra i più costosi in Europa, dopo Svezia e Paesi Bassi.
Sempre sul fronte del gas, si registra una dinamica in controtendenza rispetto ad altri Stati membri, con una riduzione del 6,6% su base annua, tra i cali più significativi a livello UE.
Sul piano delle politiche pubbliche, il 2025 è caratterizzato dall’introduzione del decreto-legge 28 febbraio 2025 n. 19, che prevede un contributo straordinario di 200 euro per le famiglie in condizioni economiche svantaggiate, erogato nel corso dell’anno, e da misure temporanee di alleggerimento dei costi per le imprese, come la rimozione della componente ASOS per sei mesi sui consumi elettrici dei clienti non domestici a bassa tensione con potenza elevata.












