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Questa estate arriva sul mercato la Yangwang U9, supercar elettrica di BYD

Costerà 215 mila euro, monterà una batteria al litio ferro fosfato e volerà da 0 a 100 in 2,3 secondi. Così la Yangwang U9 sfida la Ferrari

yangwang u9
Foto di P. L. su Unsplash

Dalle citycars sotto i 10 mila euro, alla Yangwang U9. Così BYD attacca il mercato globale

(Rinnovabili.it) – Non solo auto elettriche a basso costo. Stavolta, la casa automobilistica cinese BYD ha deciso di puntare al top. Lo farà da questa estate, quando la nuova supercar elettrica Yangwang U9 arriverà sul mercato. BYD afferma che la U9 può raggiungere una velocità massima di 309,19 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in soli 2,36 secondi. In pratica, potrà competere con la Ferrari SF90 Stradale ibrida. Dotata di un sofisticato sistema di controllo della carrozzeria, la U9 può alzarsi di 8 centimetri rispetto alla ruota. Come altre supercar di alto livello, la carrozzeria è realizzata in fibra di carbonio e alluminio

Il prezzo della U9 parte da circa 215 mila euro e le consegne dovrebbero iniziare nell’estate 2024, secondo i piani dell’azienda. L’ingresso di BYD nel mercato delle supercar elettriche mostra la volontà del produttore cinese di andare al di là di berline e SUV, avventurandosi nel mondo delle auto di fascia altissima in cui marchi come Lamborghini, Ferrari, Maserati e non solo hanno registrato vendite e profitti record negli ultimi anni.

Come con le precedenti auto BYD, la Yangwang U9 monterà una batteria al litio ferro fosfato, nota anche come LFP: questi tipi di propulsori sono diventati sempre più popolari tra i produttori di veicoli elettrici, poiché non richiedono metalli costosi come il cobalto. La Cina è un mercato chiave per la produzione di questi accumulatori. BYD nel 2023 ha prodotto poco più di 3 milioni di veicoli a basse emissioni. Poco più della metà, cioè 1,6 milioni, sono auto full electric, mentre 1,4. milioni sono ibride. Gran parte delle auto BYD rientrano in fasce di prezzo molto inferiori a questa supercar. Tra quelle più popolari se ne annoverano alcune che costano meno di 10 mila euro. Sebbene il mercato principale rimanga la Cina, l’azienda ha puntato sull’espansione globale. La strategia è vincente, dato che nel 2023 ha superato Tesla per vendite di EVs.

L’anno scorso ha annunciato che avrebbe aperto la sua prima fabbrica in Europa, e il governo ungherese ha confermato che il primo ministro Viktor Orban ha incontrato i leader della BYD durante il fine settimana per discutere l’apertura di una fabbrica sul territorio magiaro.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.