Colonnine elettriche, a Roma può decidere anche l’e-driver: ecco come far pesare anche la propria scelta

Ricarica auto elettrica a Roma: come compilare il form online
In Italia ci sono oltre 73mila colonnine per la ricarica pubblica, ma sono distribuite in modo non omogeneo, con discrepanza tra città e città, regione e regione, persino tra quartieri. Roma, la città più grande del Paese è una di quelle realtà in cui la ricarica di un’auto elettrica non è un’esperienza uguale per tutti. Forse proprio questa disomogeneità ha spinto il Comune di Roma a chiedere una mano proprio ai diretti interessati, chi deve allacciare la spina per fare il pieno alla propria BEV.
Il nodo non è solo quanti punti ci sono, ma dove
Chi utilizza quotidianamente un’auto elettrica conosce bene le criticità. I casi più frequenti riguardano vandalismi, furti di rame, tempi lunghi per l’attivazione delle nuove stazioni e una distribuzione territoriale ancora disomogenea. A questo si aggiungono errori di pianificazione urbana che finiscono per penalizzare l’utilizzo reale delle infrastrutture.
Non mancano esempi paradossali: colonnine installate dietro marciapiedi difficili da raggiungere, aree occupate dal mercato rionale nei giorni di maggiore utilizzo, oppure infrastrutture approvate e poi contestate per ragioni estetiche legate ai centri storici.
Nel frattempo gli operatori seguono strategie differenti. C’è chi investe nella grande distribuzione organizzata, trasformando il tempo della spesa in tempo utile per la ricarica; chi punta sulle autostrade per intercettare i lunghi tragitti; chi sceglie porti turistici, aeroporti o grandi poli di attrazione. Ma resta una domanda semplice: perché non lasciare che siano gli stessi utenti a indicare dove servono davvero le colonnine?
Ricarica auto elettrica: Roma coinvolge cittadini
Infatti, andando sul sito dell’amministrazione capitolina si legge: “Il Piano Capitolino della Mobilità Elettrica definisce un nuovo sistema di regole con il fine di agevolare da subito l’installazione di nuovi impianti di ricarica elettrica per veicoli, in modo omogeneo sul territorio di Roma Capitale. Per consentire ai gestori ed a Roma Capitale di avere degli elementi di valutazione aggiuntivi Roma Servizi per la Mobilità ha predisposto questa pagina per suggerire dove si vorrebbe posizionare un punto di ricarica“.
Cliccando sul link, si apre un form da compilare con i propri dati per richiedere dove si vorrebbe installare una colonnina di ricarica. Il sistema raccoglie informazioni utili sia ai gestori sia all’amministrazione pubblica: indirizzo desiderato, tipologia di utilizzo, presenza o meno di un’auto elettrica già posseduta, eventuale intenzione di acquistarne una e fascia oraria di maggiore necessità. L’utente può inoltre specificare se la richiesta riguarda l’area vicino casa o il luogo di lavoro.
La procedura richiede registrazione e non è anonima, ma l’obiettivo è costruire una base dati concreta per comprendere i bisogni dei quartieri e orientare gli investimenti futuri.
Accanto alle segnalazioni, la piattaforma mette a disposizione anche una mappa aggiornata delle installazioni esistenti e dei punti attualmente in fase di realizzazione. Uno strumento utile soprattutto per chi sta valutando il passaggio all’elettrico senza avere un box privato o un posto auto dedicato, un tema particolarmente delicato in una città come Roma.
Il nuovo piano della mobilità elettrica capitolina
L’iniziativa rientra nel più ampio Piano Capitolino della mobilità elettrica, con cui la città prova a superare uno dei principali ostacoli italiani: la lentezza burocratica.
Dal giugno 2023 è infatti operativo il nuovo regolamento che disciplina installazione e gestione dei dispositivi di ricarica su strade pubbliche e aree private aperte al transito. Il testo sostituisce il regolamento del 2018 e punta a uniformare le procedure autorizzative, chiarire competenze e accelerare la diffusione delle infrastrutture.
Ascoltare chi guida elettrico
La vera novità dell’esperimento romano non è tecnologica, ma culturale. Coinvolgere direttamente gli automobilisti che hanno auto elettriche significa riconoscere che la mobilità elettrica non può essere pianificata esclusivamente dall’alto. E raccogliere queste informazioni può aiutare le amministrazioni a evitare investimenti inefficaci e a costruire una rete più aderente alla domanda reale. In una fase in cui l’auto elettrica cerca ancora di superare diffidenze e resistenze culturali, anche la posizione di una colonnina può fare la differenza tra una transizione percepita come semplice oppure complicata.
C’è da dire, però, che resta opinabile la scelta del Comune di Roma di far pagare l’accesso alle ZTL alle BEV, provvedimento operativo dal 1° luglio, quando molti romani hanno comprato l’elettrica anche per questa facilitazione, che ora viene meno. Quel che resta è la possibilità di parcheggiare gratuitamente nelle aree con strisce blu.












