Con una precisione del 99,9% e un risparmio milionario per ogni deposito, il sistema Rocsys M1 promette di trasformare la gestione dei grandi hub elettrici

Robotaxi alle prese con l’autoricarica
I robotaxi, in Europa, non sono ancora una realtà come negli Stati Uniti e in Cina. Ma presto lo diventeranno anche da noi, (la prima sarà Londra nel 2027) e più veicoli in strada significano più corse, ma anche una gestione dei depositi sempre più complessa. Ogni viaggio termina inevitabilmente nello stesso modo: con la necessità di collegare il veicolo alla rete elettrica.
Ma anche per i robotaxi, allo stato, il processo di ricarica rimane spesso un’operazione manuale, che diventa un collo di bottiglia critico che genera tempi di inattività, costi elevati per il personale e limiti strutturali alla crescita.
Stazione robotizzata
La tecnologia per trovare una soluzione c’è già. Si chiama Rocsys M1, la prima soluzione di ricarica completamente automatizzata al mondo, (così dice la società in questione) progettata specificamente per le operazioni multi-bay delle flotte autonome di robotaxi. Ed il tasso di successo delle operazione sfiora la perfezione: 99,9% raggiunto nelle operazioni di collegamento secondo i dati diffusi da Rocsys.
Tecnologia AI e precisione millimetrica
Alla base dell’ecosistema c’è un sistema di visione artificiale e movimento potenziato dall’intelligenza artificiale. Dal video che è stato diffuso si vede un braccio robotico che si muove lungo un binario posto al di sopra del sito dove il robotaxi si parcheggerà per ricaricarsi, prima di essere di nuovo operativo per una prossima chiamata. Il sistema di gestione automatizzata fa scendere il braccio robotico dall’alto, che preleva il connettore e lo inserisce nella presa di ricarica dell’auto.
L’aziena, dopo oltre sei anni di dati registrati in contesti reali, ha sviluppato questa soluzione che consente di operare con una percentuale di successo dell’inserimento superiore al 99,9%, garantendo prestazioni costanti e prevedibili in qualsiasi condizione ambientale.
Robotaxi, la ricarica dall’alto
A differenza di altre soluzioni di ricarica robotizzata che occupano spazio a terra, il Rocsys M1 adotta un design innovativo con montaggio su binario aereo (overhead rail). Questa configurazione permette a una singola unità di servire più piazzole di sosta, fino a 10 stalli, ottimizzando ogni centimetro quadrato del deposito e garantendo operazioni sicure e ininterrotte senza interferire con il movimento dei veicoli o del personale a terra.
Interoperabilità e integrazione
Uno dei punti di forza del sistema è la sua capacità di adattarsi a infrastrutture già esistenti. Grazie a una tecnologia brevettata, il Rocsys M1:
- Compatibilità universale: Funziona con flotte miste di veicoli elettrici, diversi tipi di caricabatterie e praticamente qualsiasi layout di deposito.
- Controllo Seamless: Il sistema si integra direttamente con i software di gestione della flotta tramite API, permettendo un monitoraggio centralizzato e automatizzato di ogni sessione di ricarica.
L’Impatto economico della ricarica automatica
Stando ai calcoli dell’azienda, l’adozione di una soluzione automatizzata per le flotte di robotaxi è un investimento con ritorni certi sulla produttività. Secondo i dati del produttore, l’implementazione del Rocsys M1 può aumentare l’efficienza fino al 75% utilizzando il personale esistente ed un risparmio annuo stimato fino a 1,7 milioni di dollari per singolo deposito.
Verso una mobilità futuristica
Dicevamo all’inizio dell’articolo, che i robotaxi diventeranno una realtà nelle grandi città anche in Europa, quando il servizio di guida autonoma sarà regolamentato. Nel frattempo per Rocsys M1, il lancio commerciale è previsto per il 2027. L’azienda punta a supportare migliaia di punti di ricarica tra Nord America ed Europa.
Tutto risolto? Ancora no
Se i robotaxi oltre a “guidarsi” da soli, ad interfacciarsi con i passeggeri, possono anche autoricaricarsi, significa che sono del tutto autonomi? Non proprio, perché se non c’è bisogno di un operatore umano che manualmente mette a ricaricare l’auto, il problema della manutenzione, intesa come pulizia del mezzo, richiede ancora un intervento umano. Almeno per ora, certamente non per sempre












