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Nuova alleanza europea per raggiungere 35mld di m3 di biometano

La Commissione europea insieme ad aziende di primo piano del settore energetico, ha lanciato oggi la Biomethane Industrial Partnership, nuova alleanza pubblico-privata con cui sostenere la versione "bio" del metano

allenaza biometano
Credits: Unione Europea 2022

Biometano sostenibile per rimpiazzare il gas russo

(Rinnovabili.it) – “In termini di biometano, l’Europa ha un potenziale enorme. Con il biometano, possiamo sostituire il gas fossile dalla Russia con gas nostrano, sostenibile e rinnovabile. E possiamo creare anche nuove opportunità economiche nelle zone rurali”. Con queste parole il vicepresidente esecutivo dell’Unione Europea, Frans Timmermans, ha dato il benvenuto alla nuova Biomethane Industrial Partnership (BIP), alleanza tra l’industria energetica e l’esecutivo UE.

La partnership, lanciata formalmente nel corso della settimana dell’energia sostenibile EUSEW 2022, si è data una missione precisa: sostenere uno dei grandi obiettivi del Piano REPowerEU. La strategia comunitaria presentata a maggio di quest’anno aveva tra i target quello di incrementare la produzione di biometano sostenibile fino a 35 miliardi di m3 entro il 2030. Una quantità che richiederà, secondo le stime della stessa Bruxelles, investimenti dell’ordine di 37 miliardi di euro.

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Per facilitarne l’integrazione nel mercato interno del gas la Commissione europea aveva messo nero su bianco anche alcuni passi imprescindibili: dall’istituzione di incentivi dedicati all’upgrading del biogas alla realizzazione di nuove infrastrutture di trasporto; dall’adozione di misure supplementari per incoraggiare i produttori di biogas a creare comunità energetiche alla creazione, per l’appunto, di un partenariato industriale che desse impulso alla catena del valore dei gas rinnovabili.

La Biomethane Industrial Partnership

La Biomethane Industrial Partnership è aperta a tutte le parti interessate che desiderano lavorare per raggiungere il suo obiettivo. La Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad aderire al partenariato industriale per il biometano, insieme ad aziende, associazioni di categoria, mondo accademico e organizzazioni della società civile. All’interno del Governing Board di BIP l’Italia è rappresentata con un seggio affidato congiuntamente a Snam e Iniziative Biometano, al quale è stato eletto Domenico Maggi, Head of International Relations and EU Affairs di Snam.

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Nell’attuale situazione di crisi degli approvvigionamenti energetici – ha affermato la commissaria all’energia Kadri Simsonnon possiamo permetterci di sprecare il potenziale europeo sul biometano. Questa nuova partnership industriale, aperta a tutti gli stakeholder, mira a superare le barriere alla crescita, condividere le migliori pratiche e promuovere la collaborazione per aumentare rapidamente la produzione e l’utilizzo di questa fonte”.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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