Nel 2023 Berlino ha segnalato possibili frodi nei biocarburanti importati dalla Cina. L’indagine UE non ha trovato prove ma individua debolezze nei sistemi di certificazione.

La Commissione Europea ha concluso la sua valutazione sulle presunte frodi nei biocarburanti importati dalla Cina, in seguito alla notifica trasmessa nel marzo 2023 dalle autorità tedesche.
Al centro dell’attenzione: una possibile falsificazione delle certificazioni di sostenibilità che accompagnano il biodiesel proveniente da operatori economici cinesi.
La Direttiva sulle energie rinnovabili (RED II – Direttiva (UE) 2018/2001), all’articolo 30, impone alla Commissione di valutare se i combustibili oggetto di verifica possano essere conteggiati nel bilancio nazionale delle rinnovabili di uno Stato membro.
In questo caso, la Commissione non ha potuto confermare l’esistenza di una frode. Ha però individuato “debolezze sistemiche” nei controlli effettuati dagli schemi di certificazione volontaria.
Secondo la RED II, infatti, i biocarburanti possono essere computati ai fini degli obiettivi nazionali di energia rinnovabile. Questo, però solo se certificati da schemi riconosciuti come validi dalla Commissione.
Il sospetto sollevato dalla Germania riguardava l’utilizzo improprio di questi schemi. Le indagini hanno incluso l’esame dei report di audit degli operatori coinvolti, realizzati secondo gli standard volontari in vigore.
Tuttavia, le informazioni raccolte non sono state sufficienti per stabilire la presenza di una frode vera e propria. Berlino mantiene comunque la facoltà di avviare verifiche supplementari a livello nazionale.
Frodi nei biocarburanti e certificazioni, parte il piano di revisione UE
L’indagine sui flussi di biocarburanti cinesi ha acceso un campanello d’allarme sul rischio sistemico di manipolazione nel sistema di certificazione europeo. Per rafforzare i controlli, la Commissione ha annunciato una serie di misure immediate e a medio termine.
In particolare, verranno rivisti i meccanismi previsti dal Regolamento di esecuzione (UE) 2022/996 sulla certificazione della sostenibilità, con l’obiettivo di prevenire nuove frodi nei biocarburanti.
Un gruppo di lavoro è già attivo all’interno del Comitato sulla sostenibilità dei biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa, per elaborare una proposta di modifica normativa, la cui adozione è prevista per l’inizio del 2026.
Parallelamente, Bruxelles sta collaborando con gli Stati membri per rendere obbligatorio l’utilizzo della banca dati dell’Unione Europea sui biocarburanti, una piattaforma digitale per la tracciabilità delle filiere.
Attualmente il sistema è già operativo e utilizzato da un numero crescente di operatori, ma manca ancora un obbligo di adozione generalizzato. La Commissione considera questo passaggio fondamentale per garantire trasparenza e verificabilità lungo tutta la catena del valore.
Biocarburanti, revisione degli standard volontari entro fine 2025
Nel quadro delle attività di rafforzamento del sistema, la Commissione ha avviato anche una revisione approfondita degli standard degli schemi di certificazione volontari, in collaborazione con l’organismo di cooperazione europea per l’accreditamento e con gli enti nazionali.
L’obiettivo è applicare in modo più rigoroso e armonizzato le norme esistenti, attraverso un sistema di accreditamento rivisto, previsto dal Regolamento UE entro la fine del 2025. Se necessario, saranno richiesti piani d’azione ai soggetti certificatori, con particolare attenzione alla prevenzione delle frodi.
Infine, proseguirà il lavoro tecnico di assistenza alle piattaforme volontarie, affinché le regole europee già in vigore vengano implementate in modo coerente. Secondo la Commissione, molte delle criticità emerse dall’indagine tedesca potrebbero essere evitate se le norme fossero applicate pienamente da tutti gli attori della filiera.
La questione delle frodi nei biocarburanti resta quindi aperta, ma sotto un nuovo approccio comunitario: maggiore coordinamento, tracciabilità e rigore nella certificazione.













