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Consiglio UE, accordo su monitoraggio della CO2 navi

I Ventotto raggiungono un'intesa sulle nuove norme comunitarie per il monitoraggio, la rendicontazione e la verifica delle emissioni di CO2 prodotte dalle navi

Consiglio UE, accordo su monitoraggio della CO2 navi

 

(Rinnovabili.it) – Il Consiglio europeo ha finalmente raggiunto un accordo politico sulle nuove norme comunitarie per il monitoraggio, la rendicontazione e la verifica delle emissioni di CO2 prodotte dalle navi. Il regolamento, elemento essenziale per completare il quadro UE per il 2030, fornirà un importante contributo anche a livello dei negoziati in svolgimento presso l’Organizzazione marittima internazionale. Ad oggi infatti il trasporto marittimo internazionale è l’unico mezzo che non figura in alcun impegno, soprattutto a livello europeo, per la riduzione delle emissioni climalteranti. Avviare un sistema di monitoraggio delle emissioni navali rappresenta pertanto il primo passo in un approccio graduale alla riduzione dell’anidride carbonica in questo settore. In tal senso il nuovo regolamento migliorerà le informazioni sulle emissioni di CO2 relative al consumo di combustibili e sull’efficienza energetica delle navi, in maniera tale da avere sotto stretto controllo i trend di miglioramento o peggioramento del comparto.

 

La Commissione europea dovrà pubblicare una relazione annuale sulle emissioni dei trasporti marittimi per informare il pubblico ed effettuare progressivamente una valutazione dei progressi compiuti, classificandoli per dimensione, tipologia e attività delle imbarcazioni che, ricordiamo saranno solo quelle sopra le 5.000 tonnellate di stazza lorda. L’esecutivo europeo dovrà però essere pronto a rivedere le norme nel caso in cui venga raggiunto un accordo internazionale per la riduzione delle emissioni dei trasporti marittimi, in modo da allinearlo con tale intesa internazionale. Una volta adottato formalmente, il regolamento dovrà entrare in vigore entro il 1 ° luglio 2015.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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