Modula, la sostenibilità comincia dal magazzino verticale

Modula è un magazzino verticale in grado di ottimizzare la logistica delle aziende più diverse. Coniuga la facilità di stoccaggio e di picking con risultati in termini di efficienza e di risparmio economico. La sostenibilità di un’azienda può iniziare nel magazzino dove si razionalizza il lavoro in un sistema concepito a misura d’uomo

Foto Modula

di Isabella Ceccarini

Il magazzino verticale che rivoluziona la logistica è la nuova dimensione della sostenibilità aziendale. Risparmiare tempo, fatica ed energia permette di ridurre l’impatto ambientale ed economico, con ricadute positive anche sul benessere dei lavoratori. Ne parliamo con Alice Bellelli, Marketing Manager di Modula SpA

Modula è nato nel 1987, con una visione allora in anticipo sui tempi. Oggi le aziende prevedono piani di sostenibilità, anche perché la maggioranza dei consumatori valuta l’impatto ambientale prima di fare un acquisto. Perché un magazzino verticale completamente automatizzato è sostenibile? In cosa si differenzia da altre soluzioni di stoccaggio?

Quando parliamo di sostenibilità non dobbiamo limitarci a considerare quella ambientale ma anche quella sociale ed economica, in linea con il Green Deal. Dal punto di vista economico, il magazzino consente un enorme risparmio per quanto riguarda errori, riduzione dello spazio e dei tempi di picking (ovvero il tempo di prelievo, smistamento e ripartizione di materiale da una unità alle altre).

Quando parliamo di risparmio economico c’è un ritorno dell’investimento in 8-12 mesi massimo. Pensiamo a cosa significa nell’ambito dell’e-commerce. Un errore nella logistica costa caro non solo in termini economici ma anche in termini ecologici su cui incide la reverse logistics (ovvero il ritorno al magazzino della consegna che non è andata a buon fine). Il magazzino verticale ha molti lati positivi che influiscono più in generale sulla fiducia nell’azienda: migliore qualità dell’ambiente di lavoro, soffitti più alti e migliore areazione, non c’è bisogno di costruire più capannoni per stoccare più merce e questo riduce l’impatto ambientale.

Il nostro magazzino verticale fa stare 80.000 chili di merce in 14 metri quadrati anziché in 800-900mila metri quadrati: un risparmio enorme, quasi il 90% di spazio a terra. Dove non ci sarebbe possibilità di costruire su nuovi spazi a terra per espandere la propria attività – come è capitato a un nostro cliente negli Stati Uniti – il magazzino verticale rende possibile ampliare la gamma dei prodotti e acquisire o servire nuovi clienti.

Alice Bellelli

In che modo il magazzino verticale incide sulla sostenibilità sociale?

Il magazzino verticale significa anche sostenibilità sociale se parliamo di qualità del lavoro e quindi di qualità della vita. Elimina i lavori usuranti e la fatica fisica: con i nostri sistemi non si devono spostare pesi, non ci si muove in un magazzino sporco e polveroso.

Si lavora ad altezza d’uomo in un ambiente pulito ed ergonomico. Gli operatori possono svolgere attività a maggiore valore aggiunto. È una forma di welfare sociale anche tornare a casa la sera con molta meno fatica sulle spalle e arginare un lavoro usurante che ti costringe ad alzare pesi o fare su e giù per le scale con tutti i rischi che questo comporta. Lo vediamo ogni giorno sui nostri stessi operatori che lavorano nel nostro magazzino a Salvaterra dove usiamo oltre 20 Modula.

All’interno del magazzino abbiamo un software (Modula WMS) che permette di fare un’analisi completa per valutare le giacenze, i movimenti, i picking ed è direttamente collegato al gestionale aziendale rendendo molto più “agile” la logistica: software = digitalizzazione = maggiore controllo. Nel caso degli stock di cibi freschi o di prodotti con un ciclo di vita limitato si possono gestire le giacenze secondo le date di scadenza evitando gli sprechi. Lo stesso avviene in altri settori merceologici: anche materiali plastici, colle, vernici, etc. hanno una scadenza. Con il magazzino verticale si evita non solo lo spreco di materiale, ma nel caso specifico anche la riduzione dei rifiuti tossici. Ultima considerazione, ma non meno importante, è il consumo energetico: un magazzino consuma al massimo 1,2 kW/ora (circa un terzo del consumo di un fon).

Programmazione, robotica, automazione. Modula, che ha nell’innovazione la propria cifra distintiva, promette di rivoluzionare lo spazio e la gestione del magazzino con meno addetti, ma con nuove competenze. Sono previsti corsi di formazione per il personale?

Per imparare le funzioni base (stoccaggio, picking, deposito) per usare un Modula basta mezza giornata, a volte anche qualche ora. Quindi è veramente semplice. I diversi pacchetti software sono invece più complessi e occorre uno studio per capire cosa si vuole ottenere. Alcuni magazzini possono essere completamente automatizzati, ovvero senza operatori ma asserviti da robot antropomorfi o da robot mobili, come nel caso di ambienti dove non c’è accesso umano per ragioni di sicurezza. Dove c’è più automazione ovviamente serve un grado più alto di formazione, sia degli operatori che di chi si occupa di software e della parte di integrazione software. Abbiamo pacchetti di training base, avanzati, dedicati, customizzati per ogni cliente, ma nell’acquisto di Modula è compreso un corso di formazione base.

La cosa facile per gli operatori è che sono tra loro intercambiabili, in più lo stesso software può formare un operatore come dieci, perché l’interfaccia è sempre la stessa, così come con la stessa licenza si possono gestire diversi Modula. Tra l’altro l’interfaccia è nata come tablet negli anni Ottanta, prima ancora dell’IPad, anche se è solo per uso industriale e ovviamente non ha performance grafiche.

Foto Modula

L’agricoltura verticale sta diventando sempre più comune nelle pratiche di coltivazione sostenibile. Quale peculiarità caratterizza Modula Farm?

Innanzi tutto nasce quasi per caso, è un progetto che ci hanno chiesto degli sviluppatori di vertical farming a Singapore. Noi abbiamo messo le conoscenze tecniche, loro quelle di agricoltura verticale. L’innovazione è poter creare in un ambiente completamente autonomo un ecosistema che prevede solo l’acqua che serve, la luce che serve, l’aria che serve e l’energia che serve. In questo modo non uso pesticidi e non ci sono sprechi, sono al riparo da qualsiasi evento atmosferico che potrebbe distruggere la coltura, come pure da qualsiasi evento esterno potenzialmente dannoso come le fitopatologie.

In questo ambiente controllato tutti i prodotti sono uguali, tutti top level, non c’è una pianta che cresce meglio di un’altra. All’interno di questa macchina abbiamo anche provato a fare la fecondazione con i bombi. L’agricoltura verticale può avere prospettive molto interessanti in paesi dove non piove, non c’è il clima adatto o non c’è spazio per coltivare il terreno, come nei paesi asiatici. Anche qui, allora, si può avere la certezza di prodotti altrimenti impossibili, con zero pesticidi e a chilometro zero.

Leggi anche Con l’agricoltura verticale il pesto è fresco tutto l’anno

Modula prevede delle funzioni per la tracciabilità dei prodotti?

La tracciabilità è solo interna, nel senso che puoi tracciare il prodotto da quando entra in Modula a quando ne esce, a 360°. Infatti abbiamo dei sistemi di gestione accessi (lettore Badge, EKS, FRID e BARCODE) che permettono di sapere in ogni momento chi ha fatto cosa e puoi tracciare tutto quello che avviene dentro la macchina, fino a quando la merce esce.

Modula Green ha un sistema molto innovativo di recupero dell’energia fino al 30%. Ci può spiegare in cosa consiste?

Il recupero dell’energia è uno dei nostri elementi di sostenibilità. Considerate che Modula funziona come un ascensore. Un elevatore centrale, con 2 torri di cassetti uno davanti e uno dietro ad esso. L’elevatore si muove come un ascensore: quando sale ha bisogno di energia, quando scende la produce. Con Modula Green l’energia prodotta in discesa viene accumulata e rimessa in circolo nel sistema con un risparmio fino al 30% di energia.

Un altro sistema intelligente, parte del WMS, è la capacità di spostare i cassetti nel corso del tempo: man mano che uso il Modula, il software è talmente intelligente che sa quali sono i cassetti che uso di più. Li resetta automaticamente all’interno del Modula e mette vicino alla baia quelli che uso di più, così ogni volta risparmierò tempo e dovrò attendere sempre meno.

In questo modo per la maggior parte delle missioni il cassetto non parte da 16 metri ma da 50 centimetri, con un ulteriore risparmio di energia. Inoltre, stiamo lavorando a un algoritmo che ci aiuterà anche a configurare l’interno ragionando sulle combinazioni per guidare gli utenti a mappare meglio i loro cassetti risparmiando molto tempo. Ad esempio, se vendo IPhone, il sistema mette il cassetto degli apparecchi vicino a quello delle custodie o addirittura nello stesso cassetto così da risparmiare salite e discese e tempi morti.

È importantissimo capire come popolare i cassetti. Una volta che li ho riempiti, il sistema ridistribuisce i cassetti in modo che ci siano meno spazi inutilizzati tra un cassetto e l’altro: ottimizzando lo spazio si possono inserire altri cassetti evitando di comprare un altro modulo. Quindi non è che tutto resta identico, Modula razionalizza gli spazi secondo una “collaborazione” uomo-macchina. Grande risparmio energetico si ottiene anche con la nostra nuova soluzione pallet, oltre a meno rischio e meno fatica per gli operatori che si limitano a impostare Modula per sollevare il carico senza nemmeno dover utilizzare muletti.

Foto Modula

Di solito le aziende hanno un’area di competenza ben definita. Modula, invece, si adatta alle esigenze di aziende diversissime tra loro, che vanno dall’aerospaziale al tessile, dall’elettronico all’edile, dal packaging alla GDO, etc. La flessibilità di questo nuovo concetto di magazzino ha incontrato gli obiettivi di sostenibilità delle aziende?

A mio parere sì. In una stessa azienda posso avere un Modula in produzione, un Modula in magazzino, un Modula nel punto vendita. È un grande risparmio di costi avere una tecnologia centralizzata con un unico cervello. Questo ti permette di controllare quello che hai in negozio e nel magazzino (anche se in città diverse): ad esempio un cliente vuole una maglia che non ho in negozio, ma il sistema mi dice qual è il magazzino più vicino dove trovarla e questo fa migliorare la spedizione.

Quali prodotti hanno riscosso maggiore successo?

Abbiamo appena fatto un’intervista ad alcuni clienti. Sicuramente apprezzano il risparmio di spazio, la facilità dell’uso, definiscono Modula “uno di noi”, diventa un operatore che può lavorare h24. Il prodotto più diffuso è il Modula Lift, un prodotto storico che ha tantissime configurabilità adatto a numerose opzioni diverse, ma grande interesse ha riscosso anche il Modula Pallet e il nuovo arrivato Modula Next.

C’è un report di sostenibilità di Modula?

Sì, l’abbiamo fatto per la prima volta quest’anno, l’abbiamo appena concluso e stiamo per pubblicarlo. Siamo sempre stati molto attenti all’impatto ambientale e alla gestione degli scarti e dei rifiuti (siamo certificati in tutte le ISO). Abbiamo appena inaugurato un nuovo stabilimento a Fiorano pieno di pannelli fotovoltaici, totalmente green. Il nostro punto forte è la sostenibilità sociale perché siamo sempre stati partner di associazioni sportive, di volontariato, locali.

Il nostro presidente è sempre stato molto generoso e ha voluto restituire al territorio quello che ha ricevuto, parlava di sostenibilità quando non ne parlava nessuno. La sostenibilità sociale riguarda anche i dipendenti. Abbiamo un sistema di welfare molto sviluppato, con la palestra aziendale, la mensa interna, lo screening oncologico e urologico annuale, quello per il tumore al seno e il melanoma, assicurazione sanitaria, moltissime convenzioni per i dipendenti, si organizzano molti eventi interni (family day, weekend sulla neve, eventi per Natale, corsi di formazione, etc.).

Avete mai pensato a un asilo aziendale?

Ci abbiamo pensato, ma è molto complicato dal punto di vista dei permessi, in più ci troviamo in una zona già ben servita. Abbiamo preferito fare scelte diverse per conciliare famiglia lavoro: il part time per un anno dopo la nascita del bambino, integrativo della maternità all’80% invece che al 30%, paternità e congedo parentale per entrambi i genitori, smart working. In più puntiamo sulle donne per ricoprire ruoli importanti che in passato sono stati tipicamente maschili.

Articolo pubbliredazionale

Articolo precedenteCome prevenire il crollo degli edifici addestrando la “rete neurale” dell’IA
Articolo successivoRoma Innovation Hub: gli obiettivi di sostenibilità dei periti industriali

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Leave the field below empty!