Infrastrutture di trasporto, ecco quelle in pericolo per colpa del clima

Secondo la Commissione Economia per l’Europa delle Nazioni Unite, lo stato delle infrastrutture europee per il trasporto è stato oggetto di scarsa attenzione, rappresentando invece un punto debole nel processo di adattamento ai cambiamenti climatici.

Infrastrutture di trasporto
Credits: Валентин Симеонов da Pixabay

Le infrastrutture di trasporto dell’Europa continentale richiedono centinaia di milioni di euro per opere di mitigazione.

 

(Rinnovabili.it) – I paesi europei devono investire per adattare le proprie infrastrutture di trasporto agli impatti dei cambiamenti climatici e far fronte a costi di mitigazione pari a centinaia di milioni di dollari. Questo è quanto emerge dal rapporto della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE), uno studio primo nel suo genere.

 

Condotto nel corso di quattro anni e recentemente pubblicato, lo studio (testo in inglese)  delinea le sezioni delle infrastruttura di trasporto europee e le sovrappone alle proiezioni dei dati climatici. Concentrandosi soprattutto sull’Europa continentale, esamina sia le condizioni meteorologiche estreme (come le frane e le inondazioni che possono danneggiare i ponti), sia i cambiamenti più lenti (come l’aumento delle temperature che può causare il cedimento dei binari ferroviari, soprattutto in Italia).

 

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“Finora, l’adattamento ai cambiamenti climatici delle infrastrutture di trasporto ha ricevuto ben poca attenzione e questo è esattamente ciò che vogliamo sottolineare con questo studio”, ha dichiarato a Reuters il portavoce dell’UNECE, Jean Rodriguez, riferendosi al rapporto di 199 pagine intitolato Impatti e adattamento ai cambiamenti climatici per le reti di trasporto internazionali. Alla domanda sulle previsioni di costo in caso di danni, ha dichiarato: “Non sono pochi milioni qua e là. Sono centinaia di milioni.

 

Rodriguez ha sottolineato che due delle principali aree considerate più vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici sono i porti del Mare del Nord e le infrastrutture stradali e ferroviarie lungo il Mediterraneo. Inoltre, già un rapporto del 2018, citato da UNECE, ha rilevato che il 60% dei porti marittimi dell’UE potrebbe essere ad alto rischio di inondazione entro il 2100.

 

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Secondo lo studio, la maggior parte delle infrastrutture di trasporto (in Europa, ma anche nel resto del mondo) è stata costruita per delle condizioni climatiche tipiche del 20° secolo. In questo senso, e paradossalmente, i molti paesi che in questi anni hanno investito nella manutenzione delle strutture hanno solo aumentato i rischi, poiché continuavano a fare riferimento su metodi costruttivi ormai obsoleti.

 

Infine, per entrare nello specifico, lo studio esamina uno scenario di alluvione del fiume Reno vicino alla città tedesca di Oberwese nel 2030, che colpisce strade, corsi d’acqua e il traffico merci di carbone, minerale di ferro e petrolio greggio, nonché le linee ferroviarie. A certe condizioni, il traffico merci potrebbe essere spostato dal fiume alla ferrovia, ma secondo lo studio non ci sarebbe comunque abbastanza capacità, e i costi aggiuntivi sarebbero pari a 2,5 milioni di euro al giorno.

 

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