Mobility as a Service (MaaS), cosa è e dove si sperimenterà

Il Ministero alle Infrastrutture fa sapere che sono 13 i Comuni capoluogo di Città metropolitane che hanno presentato la propria manifestazione di interesse per il progetto MaaS

Mobility as a Service maas
Via depositphotos.com

Mobility as a Service, obiettivo: migliorare l’efficienza dei sistemi di trasporto urbano

 (Rinnovabili.it) – Si chiama MaaS, acronimo di Mobility as a Service, ed è la sigla che identifica un nuovo concetto di mobilità. Uno strumento emergente che, attraverso un canale digitale congiunto, consente agli utenti di pianificare, prenotare e pagare diverse servizi di trasporto, sia pubblico che privato.

 L’idea alla base è semplice: offrire un’alternativa facile ed efficiente alla proprietà personale del mezzo. Come? Attraverso una nuova tipologia di mobilità condivisa ed integrata che permetta ai cittadini di creare e gestire i viaggi sulla base delle proprie esigenze.

L’elemento clou è ovviamente la piattaforma digitale di intermediazione alla base del funzionamento integrato, un gatway che abilita diverse funzionalità, quali informazione, programmazione e prenotazione di viaggi, pagamento unificato dei servizi, operazioni post-viaggio.

Il MaaS nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

Si tratta di uno strumento fortemente richiesto ma ancora in fase embrionale, almeno in Italia. Ecco perché il Governo ha deciso di inserire la Mobility as a Service negli ambiti di intervento del PNRR, nella linea d’azione dedicata allo sviluppo digitale del paese. L’obiettivo è migliorare l’efficienza dei sistemi di trasporto urbano attraverso le prime sperimentazioni della MaaS.

Dal primo fino al 29 ottobre 2021, i Comuni capoluogo delle Città metropolitane, hanno avuto la possibilità di inviare la propria Manifestazione di interesse per entrare a far parte dei primi tre progetti pilota della “MaaS for Italy”. E oggi il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) ha annunciato i risultati della call. Sono 13 in tutto i Comuni interessanti alla sperimentazione. Parliamo di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia.

Tutte le manifestazioni di interesse sono state giudicate coerenti con i principi dell’iniziativa. “Partirà a breve la seconda fase della selezione attraverso la pubblicazione di un Avviso pubblico rivolto ai 13 Comuni, che dovranno presentare i loro progetti per il servizio”, spiega il MIMS in una nota stampa. I tre progetti che verranno scelti e realizzati in altrettante città ‘leader’ saranno finanziati dal Pnrr. Successivamente saranno selezionati e finanziati ulteriori sette progetti in aree cosiddette ‘follower’ che verranno supportate dalle città leader”.

La attuazione del progetto Mobility as a Service coinvolge il Ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale – Dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio e il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili.

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