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UK: dal CCC l’invito ad inserire il settore navale nel Climate Change Act

IL CCC ha invitato il governo Uk ad inserire nel conteggio degli inquinanti anche il comparto marittimo, responsabile di larga parte delle emissioni nocive rilasciate ed ancora escluso dal Climate Change Act

(Rinnovabili.it) – Il Comitato per i Cambiamenti Climatici (CCC) ha suggerito al Regno Unito di inserire tra i nuovi obiettivi climatici la riduzione delle emissioni legate al comparto relativo alle spedizioni internazionali. E’ questo quanto raccomandato dal CCC al governo Uk, consapevole del crescente impatto del settore marittimo sul conteggio delle emissioni.

Il settore marittimo, al pari di quello aereo, è attualmente escluso dal conteggio delle emissioni e quindi risulta non vincolato dai limiti di legge stabiliti dal Climate Change Act per la produzione di emissioni climalteranti. Il suggerimento del CCC è stato diffuso dopo aver conosciuto i dati che vedono il settore delle spedizioni internazionali dell’Uk come il possibile responsabile dell’11% dell’inquinamento concesso dai limiti di legge fissati al 2050. Per questo, ha affermato il Comitato, è necessario che le emissioni di trasporti commerciali marittimi e aerei del paese vengano conteggiati e inclusi nei pacchetti normativi che regolamentano la lotta al cambiamento climatico.

Per procedere alla riduzione dell’impatto delle spedizioni Uk, oltre ad una serie di misure tecnico-operative i comparti dovranno accordarsi con il governo e disegnare nuovi investimenti ad hoc mentre si provvederà alla realizzazione di motori più efficienti e meno inquinanti che permetteranno di effettuare le spedizioni a minor impatto ambientale, sostituendo, ad esempio, parte dei carburanti con biofuel.

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Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.