I SUV asfaltano i progressi nel taglio delle emissioni auto

Un rapporto di Global Fuel Economy Initiative calcola quanto la penetrazione capillare dei SUV, in tutti i principali mercati auto, abbia rallentato la decarbonizzazione del trasporto privato su gomma. Se le auto vendute fossero rimaste della stessa misura e dello stesso peso, tra il 2010 e il 2022 le emissioni sarebbero calate del 30% in più

Emissioni auto: senza SUV le avremmo tagliate del 30%
Foto di Robert Garcia su Unsplash

Margini di profitto più alti dietro il boom dei SUV

(Rinnovabili.it) – La diffusione dei SUV ha cancellato una quota enorme dei progressi sul taglio della CO2 fatti grazie all’elettrificazione dei trasporti. Se le dimensioni e il peso medi dei veicoli privati non fossero lievitati a causa del proliferare degli Sport Utility Vehicle, tra il 2010 e il 2022 le emissioni auto globali sarebbero calate del 30%. Lo ha calcolato la Global Fuel Economy Initiative in un rapporto pubblicato il 24 novembre.

Da un lato la penetrazione sempre più capillare delle auto elettriche abbatte le emissioni del trasporto privato. Dall’altro, la parallela – e più rapida – crescita dei SUV rosicchia tutti i benefici dell’addio al motore endotermico. Se gli EV nel 2022 hanno raggiunto una quota di mercato, a livello globale, del 15%, la fetta occupata dai SUV oggi arriva al 51%. E l’anno scorso, per la prima volta, nel mondo sono stati venduti più SUV che auto di dimensioni tradizionali. Una tendenza, questa, che è globale e continua a remare contro la decarbonizzazione del trasporto su gomma.

Il profitto facile dietro il mancato calo delle emissioni auto

Nonostante i SUV, tra il 2019 e il 2022 il consumo energetico specifico dei veicoli privati è sceso in tutti i principali mercati auto, con un tasso di miglioramento medio annuo del 3,2%. Il doppio di quello osservato tra il 2005 e il 2019 (pari all’1,6%). Progressi analoghi anche per le emissioni dirette di CO2, che anzi sono scese ancora più rapidamente, a un tasso del 2,1% all’anno tra il 2005 e il 2022. E l’intensità energetica media è calata, tra 2020 e 2022, a un tasso medio del 4,2% annuo.

Il passaggio a veicoli più grandi e pesanti (oggi, in media, 4,2 m2 e oltre 1,5 t) ha portato ad “un aumento del consumo di petrolio, delle emissioni dirette di CO2 e del peso, delle dimensioni e della potenza del veicolo”, sottolinea il rapporto. “Senza lo spostamento verso i SUV, il consumo di energia per km per i veicoli con motore a combustione avrebbe potuto diminuire a un tasso medio annuo superiore del 30% rispetto al periodo 2010-2022. In assenza dello spostamento verso i SUV, l’aumento del peso del veicolo per queste stesse tipologie avrebbe potuto anche essere più che dimezzato”.

Dietro questo trend di penetrazione dei SUV c’è una precisa strategia delle case automobilistiche. Che non tiene in considerazione gli impatti sulle emissioni auto, preferendo dare la priorità ai guadagni. I SUV, infatti, spiega il rapporto, rappresentano i modelli più redditizi per i produttori, venduti a caro prezzo ma con costi di produzione proporzionalmente inferiori, il che porta la maggior parte di loro a rallentare la transizione ai veicoli elettrici”.

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