• Articolo Roma, 15 dicembre 2014
  • Le informazioni per la scelta di un albero natalizio a basse emissioni

    Abete vero o finto per un Natale sostenibile?

  • Per un Natale sostenibile, meglio un abete vero o artificiale? Qual è l’impronta carbonica? Quanti tipi ne esistono e quale scegliere per ridurre l’impatto?

Abete vero o in plastica per un natale eco-friendly

 

(Rinnovabili.it) – Per un Natale sostenibile ed eco friendly, meglio scegliere un abete vero o uno in plastica? La risposta più ovvia sarebbe: l’albero più ecologico è quello che non si acquista. Ma la tradizione, i bambini, il momento… insomma, se l’albero si vuol fare e lo si vuol fare ecologico, bisogna sapere che quello sintetico ha un impatto ambientale più pesante.

La plastica deriva infatti dal petrolio, e i costi ambientali e di smaltimento per completarne il ciclo di vita sono alti. Per produrre un albero finto, è stato calcolato che vengono emessi dai 23 ai 40 chili di CO2. Se, putacaso, in un anno vengono acquistati circa 500mila abeti in plastica, questo corrisponde a 115-220 mila tonnellate di anidride carbonica. Per avere un termine di paragone, è quanto si inquinerebbe percorrendo 6-10 milioni di chilometri in auto.

 

Il Carbon Trust stima che un albero artificiale di 2 metri abbia un’impronta di carbonio intorno più che doppia rispetto a un albero vero che termina la sua vita in discarica, e più di dieci volte superiore a quella di alberi veri che vengono poi bruciati. Quindi, se avete un albero artificiale in casa, dovreste riutilizzarlo per almeno 10 Natali se volete mantenere il suo impatto ambientale inferiore a quello di un abete vero.

Circa due terzi dell’impronta carbonica di un albero artificiale deriva dalla plastica di cui è costituito. Circa un quarto della carbon footprint, invece proviene dalle emissioni liberate durante il processo di produzione.

Darran Messem, Managing Director of Certification presso il Carbon Trust, ha detto che «un albero vero assorbe naturalmente CO2 e rilascia ossigeno. La cosa migliore che si può fare a Natale, quindi, è mantenere l’albero vivo. Smaltirlo con l’obiettivo del compostaggio produce CO2 e metano. Acquistarne uno artificiale ha un’impronta carbonica maggiore. L’opzione migliore è un albero in vaso che, con la giusta cura, possa essere trapiantato dopo le feste natalizie e riutilizzato anno dopo anno».

 

Albero naturale sì, ma quale?

Esistono tre tipi di albero naturale:

– quelli senza radici, “usa e getta”, che generalmente vengono poi triturati e riciclati come fertilizzanti;

– quello sradicato insieme ad una zolla di terreno, che se ben curato potrebbe sopravvivere;

– quello cresciuto in un vaso, che ha la maggior probabilità di crescere se, dopo le feste, viene trapiantato nel terreno.

 

5 accorgimenti per un natale ecosostenibile:

– acquistate il vostro abete presso un vivaio certificato;

– scegliete una specie nostrana, in Italia la coltivazione degli abeti è concentrata soprattutto in Toscana e Veneto;

– evitate addobbi pesanti e sostanze decorative nocive per rami e foglie;

– mantenete umide le radici e sistemate la pianta in un luogo luminoso, fresco e lontano da fonti di calore;

– terminate le festività reimpiantate il vostro abete  o donatelo agli appositi centri di raccolta

 

Se invece avete in mente di costruire un albero di Natale con materiale di recupero, qualche idea potete trovarla nella gallery…

 

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