• Articolo Thoothukudi, 4 gennaio 2017
  • CCU, la prima mondiale dell’India: la CO2 diventa “lievito”

  • Inaugurata la prima centrale di cattura e conversione del carbonio in prodotti chimici di valore. Produrrà bicarbonato di sodio dai fumi di una caldaia a carbone

CCU, la prima mondiale dell’India: la CO2 diventa lievito

 

(Rinnovabili.it) – In India le tecnologie di sequestro del carbonio compiono un salto in avanti, sancendo il passaggio dal “vecchio” CCS (carbon capture and storage) all’innovativo CCU (carbon capture and utilisation). È qui infatti, e più precisamente nella città portuale di Thoothukudi che è stato inaugurato il primo impianto al mondo su scala industriale in grado di sequestrare la CO2 e trasformarla in prodotti chimici di valore, anziché stoccarla nel sottosuolo.

 

Il processo è stato realizzato da due giovani chimici indiani e ora è messo alla prova, per la prima volta, presso il sito chimico della Tuticorin Alkali Chemicals. Ma dietro l’innovazione tecnologica, c’è un altro aspetto che rende l’impianto degno di nota. È stato realizzato senza sussidi governativi. Un elemento non da poco se si considera l’immaturità tecnologica del cosiddetto “carbone pulito” e i suoi elevati costi. Lo stabilimento indiano ha superato il problema utilizzando una nuova sostanza per lo strippaggio della CO2, ossia il processo che permette ad un gas disciolto in un liquido di passare dalla fase liquida a quella gassosa.

 

La tecnica utilizza un sale per legare il biossido di carbonio, elemento rivelatosi molto più efficiente dei tradizionali composti amminici utilizzati per lo stesso scopo. Secondo i suoi inventori – fondatori della società Carbonclean – ha anche bisogno di meno energia, è meno corrosiva, e richiede attrezzature molto più piccole. In questo modo il sistema di CCU è in grado di sfruttare i fumi emessi dalla caldaia a carbone impiegata dalla fabbrica, per ottenere carbonato di sodio e altri prodotti utili a costi decisamente più bassi.

 

Io sono un uomo d’affari. Non ho mai pensato di salvare il pianeta – ha spiegato l’amministratore delegato della società, Ramachandran Gopalan alla BBC – Avevo bisogno di un flusso affidabile di CO2, e questo era il modo migliore per ottenerlo”. Goplan sostiene che il conto delle emissioni finali sia quasi pari a zero e che l’impianto di CCU permetterà di risparmiare all’atmosfera 60mila tonnellate di carbonio l’anno. Per questo l’a.d. è disposto a investire ancora nella tecnologia: l’idea è quella di installare una seconda caldaia a carbone per ottenere CO2 da cui sintetizzare fertilizzanti.

10 Commenti

  1. moreno
    Posted gennaio 4, 2017 at 6:00 pm

    Era ora che qualcuno usasse la CO2 prelevata per qualcosa di utile!!!! Spero che sia anche economicamente vantaggiosa e che riesca a replicare la cosa.Magari qualcun’altra userà con sistemi a metano invece che a carbone. Il carbone deve morire.

    • Paolo Bravi Mori
      Posted gennaio 26, 2017 at 9:53 am

      Fosse vero, sarebbe molto interessante.
      Proprio per il carbone, però, dato che di quello il mondo abbonda (ce n’è, pare per mille e forse più anni) e in modo abbastanza “democratico” (diffuso…).

  2. Alberto
    Posted gennaio 25, 2017 at 8:34 pm

    La formula chimica sembra semplice:

    NaCl (cloruro di sodio) + H2O + CO2 > HCl (acido cloridrico) + NaHCO3 (carbonato acido di sodio o bicarbonatodi sodio).

    Alberto S.

    • Claudio (l'altro)
      Posted gennaio 27, 2017 at 1:33 pm

      Non è così semplice, e a quanto pare il solvente è brevettato quindi per un po’ non si sapranno altri dettagli.
      Qualcosa in più sul ciclo che usano si trova a questo link (i detentori del brevetto):

      http://www.carboncleansolutions.com/postcombustion.html

  3. Salvatore NICOSIA
    Posted gennaio 25, 2017 at 9:48 pm

    Una buona notizia, ma a dir poco confusa.
    Capisco che gli inventori tengono al segreto, però nell’articolo sembra che il CO2 faccia di tutto:
    – si combina (con che cosa?) per produrre sia idrogenocarbonato che carbonato di sodio;
    – è sottoposto a stripping da un liquido (ma non era contenuto nei fumi di combustione?),
    – è sottratto ai fumi di combustione e fissato in un liquido.
    Se la Redazione riesce ad avere informazioni più precise non esiti a darcele!
    Post scriptum: queste crociate, queste parole d’ordine gridate: “il carbone deve morire”, non aiutano a prendere le decisioni più ecologiche. Volendo e sapendolo fare, dai fumi del carbone si possono ricavare gesso e zolfo elementare, che serve in agricoltura; e dalle ceneri, metalli rari e utili.

  4. De Zorzi Ennio
    Posted gennaio 27, 2017 at 12:55 pm

    Buona notizia per modo di dire. Come dice giustamente Salvatore N. notizia molto, molto confusa. Se un tecnico scrive articoli tecnici deve essere molto preciso su quello che scrive altrimenti è meglio non scrivere nulla. Anche l’inchiostro ha un costo.
    La bella ” notizia “, che si è progettato un impianto o scoperto metodo per produrre CO3Na2 ( carbonato di sodio ) partendo dalla CO2, è fumo al vento perché la combinazione, in una soluzione acquosa, di soda caustica NaOH + H2O con anidride carbonica per ottenere CO3Na2 è quasi istantanea. Dato che questa soluzione però è talmente banale che verrebbe da pensare che si tratti di ben altra cosa. Ma quale? non lo si dice, allora il risultato è tempo perso ed inchiostro sprecato. Qualsiasi altro metodo per stoccare l’anidride carbonica, oltre all’alto dispendio di energia, provocherebbe sempre inquinamento che prima o poi si ritorcerà contro di noi.
    La vera soluzione per stoccare la CO2, la famigerata anidride carbonica, è quella di restituirla alla natura così come lo era inizialmente : vegetazione = foreste da ricoprire il pianeta. Invece andiamo in senso contrario. Piano piano stiamo andando verso la distruzione del nostro pianeta, nessun problema perché la natura vincerà sempre. Una volta che la nostra ” civilta’ ” sparirà dalla faccia della terra, lentamente tutto tornerà come prima.

    • stefania
      Posted gennaio 27, 2017 at 3:12 pm

      Si può dire che la notizia non sia stata approfondita, ma “confusa” proprio no. Questo non è un articolo di approfondimento – vista anche la lunghezza – e il brevetto è tuttora tenuto segreto. La società ha promesso di fornire a breve dettagli tecnici con cui sarà realizzato un focus, appena gli stessi saranno disponibili.
      In ogni caso, i testi riportano sempre i link alla fonte originale, in questo caso l’azienda, dove ogni lettore può approfondire a piacimento.

  5. Tullia Zucca
    Posted gennaio 28, 2017 at 6:29 pm

    Mi fa piacere la notizia,ma speriamo a breve saperne di più. Noi abbiamo messo a punto un metodo per usare la CO2 in combinazione con H2 , entrambi possono uscire come syn gas da torcia al Plasma per esempio, ma anche da altre gassificazioni, per produrre metanolo, più pregiato del bicarbonato di sodio certamente.

    Tullia Zucca

  6. giovanni
    Posted febbraio 5, 2017 at 2:42 pm

    ma di cosa stiamo parlando???
    la CO2 si sequestra solo con la fotosintesi (SOLO ED ESCLUSIVAMENTE) ed anche la fotosintesi è energivora (o le foreste o i pannelli FV) non c’è bisogno di nascondersi dietro alcun brevetto per conoscere queste cose basilari… pregasi collegare il cervello prima di aprire la bocca.. la CO2 è lo scarto del carbone bruciato, FINE, per riprocessarla serve energia FINE, meno energia si usa,meno pregiato il prodotto PUNTO E BASTA.

    • Franco B.
      Posted febbraio 6, 2017 at 11:02 am

      ahahahahahahahahah

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