• Articolo La Malbaie, 11 giugno 2018
  • Al G7 Trump ha disertato la discussione sui cambiamenti climatici

  • Il Presidente degli Stati Uniti sabato 9 giugno ha abbandonato il summit in anticipo, senza partecipare alla tavola rotonda sull’ambiente, per volare a Singapore dove incontrerà il leader nordcoreano Kim Jong-un

G7

 

Nel documento finale redatto dai 7 Paesi c’è un paragrafo dedicato esclusivamente agli Stati Uniti sui cambiamenti climatici

(Rinnovabili.it) – Un presidente Trump che ha spiazzato tutti al G7, prima con l’abbandono del summit sabato 9 giugno senza aver partecipato alla discussione sui cambiamenti climatici e l’ambiente, e poi, stanotte, con l’annuncio via Twitter di non voler appoggiare il documento finale del vertice stilato dagli altri Paesi. Il Tweet, che ha lasciato di stucco i capi di Stato dei paesi più industrializzati al mondo, è stato lanciato proprio durante il volo per Singapore dove il Presidente degli Stati Uniti incontrerà il leader nord coreano Kim Jong-un martedì 12 giugno. Tema dell’incontro, la denuclearizzazione.

“Stiamo affrontando pressanti sfide sociali, economiche e ambientali che trascendono tutti i confini – era stato il commento a fine G7 del Primo Ministro del Canada, Justin Trudeau – Solo lavorando insieme troveremo le soluzioni innovative di cui abbiamo bisogno per fornire risultati significativi alle persone in tutto il mondo. Il Canada è impegnato a lavorare con altri paesi per combattere le disuguaglianze, creare una crescita economica che avvantaggi tutti e lasciare un pianeta migliore e più sano per le generazioni future”. 

 

I leader del G7, fa sapere il Canada in un comunicato “hanno discusso su come affrontare i cambiamenti climatici e sull’importanza di investire nell’energia pulita e di proteggere i nostri oceani e le comunità costiere”. La plastica è indicata come una minaccia significativa per i nostri oceani. “Cinque paesi hanno accettato la Carta Oceans Plastics, un passo positivo per l’ambiente e per le aziende che beneficeranno della riduzione dei costi associati all’uso della plastica”. Proprio per questo motivo il Canada investirà 100 milioni di dollari per liberare gli oceani dai rifiuti marini e dall’inquinamento di plastica. “I leader del G7 – continua il comunicato – hanno concordato il Progetto Charlevoix per la salute degli oceani, dei mari e delle comunità costiere resilienti, che promuoverà gli oceani e la pesca sostenibili e sosterrà le coste resistenti e le comunità costiere”. Gli investimenti previsti dal Canada in materia ambientale non finiscono qui: sarà previsto un ulteriore “investimento di 162 milioni di dollari per sostenere questi obiettivi e preservare la salute e la resilienza dei nostri oceani e coste”.

 

La posizione degli Stati Uniti in materia ambientale è chiara e lo dimostra il fatto che, se tutti i Paesi del G7 hanno mantenuto una posizione comune su queste tematiche, nel documento finale il Paese guidato da Trump riserva un paragrafo tutto suo per quanto riguarda gli sforzi ambientali. “Il Canada, la Francia, la Germania, l’Italia, il Giappone, il Regno Unito e l’Unione europea ribadiscono il loro fermo impegno ad attuare l’accordo di Parigi attraverso un’azione ambiziosa in materia di clima”. Inoltre questi Paesi “promuoveranno la lotta contro i cambiamenti climatici attraverso partenariati collaborativi e collaboreranno con tutti i partner pertinenti, in particolare tutti i livelli di governo; comunità locali, indigene, remote costiere e piccole isole; nonché con il settore privato, le organizzazioni internazionali e la società civile”. Gli Stati Uniti invece, si legge nel paragrafo, “cercheranno di lavorare a stretto contatto con altri Paesi per contribuire a utilizzare i combustibili fossili in modo più pulito ed efficiente e aiuteranno a schierare fonti rinnovabili e altre fonti energetiche pulite, data l’importanza dell’accesso e della sicurezza energetica nei loro contributi determinati a livello nazionale”. Gli Stati Uniti, comunque “ribadiscono il proprio impegno a favore di una crescita economica sostenibile e sottolinea l’importanza di un’azione continua per ridurre l’inquinamento atmosferico e idrico”.

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