• Articolo Roma, 17 dicembre 2014
  • La IARC ha ammesso che le radiazioni non ionizzanti possono provocare il cancro

    Il governo inonda l’Italia di elettrosmog

  • Disco verde del governo Renzi per l’innalzamento dei limiti di esposizione alle fonti di elettrosmog. I campi elettromagnetici nei luoghi pubblici cresceranno

Il governo inonda l’Italia di elettrosmog

 

(Rinnovabili.it) – Il governo italiano ha dato il via libera per l’innalzamento dei limiti di esposizione legati ai campi elettromagnetici. Significa che un’ondata di elettrosmog sta per sommergere il nostro Paese, già incredibilmente popolato (più degli USA) da antenne per le telecomunicazioni, molte delle quali abusive. Il piano del governo è aprire la tanto decantata autostrada informatica, necessaria a colmare il digital divide che – è innegabile – relega l’Italia alla marginalità nelle IT, nel settore del telelavoro e in generale nella “alfabetizzazione digitale” dei suoi cittadini.

Per uniformare il sistema italiano a quello europeo, Renzi ha dato il via libera a un innalzamento dei limiti di esposizione (20 volt/metro), che insieme a valori di attenzione e agli obiettivi di qualità (entrambi di 6 volt/metro) costituiscono i tetti oltre i quali l’essere umano potrebbe subire danni alla salute a causa dei campi elettromagnetici. Li definiva la legge quadro del 2001.

 

Nonostante la IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) non abbia voluto sbilanciarsi sulla cancerogenicità delle onde elettromagnetiche non ionizzanti, nel 2011 è stata comunque costretta ad ammettere (dietro grandi pressioni di una parte degli scienziati) i possibili effetti cancerogeni delle onde ad alta frequenza, che aumentano l’incidenza futura del tumore.

Non è un caso che in molte abitazioni, vicino alle quali sorgono selve di antenne abusive, i casi di leucemia aumentino in maniera preoccupante.

 

Da adesso in poi, sarà un nuovo fiorire di tralicci, antenne, ripetitori, dato che le tecnologie 2G e 3G dovranno essere affiancate dal 4G, tecnologia a banda ultralarga detta anche LTE (Long Term Evolution). Le soglie sono state innalzate perché il 4G non potrebbe sfruttare il co-siting, cioè l’utilizzo di uno stesso sito per installarvi più antenne (come accade invece per gran parte della rete esistente). Le emissioni elettromagnetiche, infatti, aumenterebbero al punto da superare i limiti vigenti nel nostro Paese. Tetti piuttosto rigidi, anche se mai rispettati, nonostante le proteste di associazioni e comitati. Infatti, grazie a una norma scritta dal governo Monti, le misurazioni dell’emissione elettromagnetica non sono più distribuite in intervalli di 6 minuti, ma le Arpa fanno una media delle 24 ore. Per ottenere una media bastano due misurazioni, una all’inizio e una alla fine del delta temporale. Ciò permette alle emittenti di aumentare la potenza per ore, sorpassando anche di molto i limiti di legge, e poi scendere sotto i livelli di guardia durante la notte, quando la domanda è minore. Un tale espediente garantisce l’impunità alle grandi compagnie di telecomunicazione, che possono coprire le città con nubi di elettrosmog che avvolgono gli inermi cittadini, neonati, animali.

6 Commenti

  1. Luciana Cantiani
    Posted dicembre 20, 2014 at 2:54 pm

    Buongiorno, vorrei sapere a chi dobbiamo rivolgerci avendo un antenna di fronte casa, dove c ‘ e’ un asilo nido, una materna , potreste comunicarci cosa dobbiamo fare? Anni fa abbiamo provato a rifiutarci per l Istallazione ma non ci siamo riusciti, inoltre abbiamo casi di malessere di parecchie pppersonepe

    • redattore
      Posted dicembre 23, 2014 at 6:02 pm

      Gli organismi che operano il monitoraggio sono le Arpa (agenzie regionali per la protezione ambientale).
      In casi come questi solitamente i cittadini formano comitati e cercano di fare pressione sui Comuni e comunicazione sui media locali.

  2. leonardo
    Posted gennaio 7, 2015 at 11:04 am

    Si ma nessuno di voi scrive che grazie a questi limiti (imposti nel 1998 quando la tecnologia non era ancora sviluppata) NON conformi a quanto disciplinato dalla normativa europea sono la causa delle centinaia di antenne che sono realizzate in questi anni nello nostre città. Vi siete mai chiesti perché a Parigi, Londra Berlino etc etc i sono un quinto delle antenne di Roma e Milano ???

    Il motivo è semplice, più il limite di inquinamento è basso più antenne bisogna realizzare, in Europa hanno mantenuto un limite di Autotutela e hanno fatto in modo di realizzare diverse migliaia di antenne in meno.

    Con il nuovo innalzamento del limiti in Italia, vedremo il numero di impianti diminuire (tra l’altro già ora sta succedendo questa cosa con gli accordi di sharing rta i gestori.

    IMPARATE

    • redattore
      Posted gennaio 8, 2015 at 12:15 pm

      Gentile Leonardo,
      lei pone una questione interessante. Ma le chiedo: il numero di antenne minore corrisponde poi a una minor emissione? Mi sembra che lei abbia più rimostranze per il problema paesaggistico causato dalle selve di ripetitori. Ma di per sé un limite di campo elettromagnetico basso è sicuramente migliore di uno alto per quanto riguarda la salute. Che poi il problema sia stato aggirato costruendo più impianti, cosicché ciascuno di essi fosse “in regola”, questo è un metodo piuttosto italiano di farsi beffe della normativa. Tra l’altro, questo mi fa pensare che i limiti di autotutela da lei preferiti sarebbero accolti come una barzelletta.

  3. Stefano
    Posted ottobre 1, 2015 at 11:31 am

    Buongiorno Sig.Luciana le scrivo perchè ho un problema analogo avendo un antenna proprio due piani sopra il mio visto che l’inquilina ha dato il benestare per la collocazione di un antenna in una sua terrazza.
    Anche qui in linea d’aria c’è un asilo nido a 150 mt e altre scuole.
    Io qualche tempo fa ho ricevuto delle informazioni importanti riguardo all’elettrosmog da parte di un azienda per la quale ho deciso di collaborare proprio perchè è una piaga sociale che aumenta di giorno in giorno e le persone purtroppo sono totalmente ignoranti a riguardo.
    Questa azienda ha trovato delle soluzioni per tutelarci in casa che è il luogo dove siamo maggiormente esposti ai danni di queste maledette onde invisibili ma ahimè letali.
    Spostare o far togliere le antenne la vedo dura ma oggi proteggersi è possibile !
    Se per lei è interessante saperne di più mi può contattare all’indirizzo mail stefano.optimize@gmail.com , sarà per me un piacere condividere con lei queste informazioni.
    A tutti una buona giornata.

  4. TrbVM
    Posted ottobre 1, 2015 at 4:04 pm

    Un’antenna a 100m è forse peggio di un cellulare a 10cm ?

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