• Articolo Bruxelles, 4 dicembre 2018
  • Grandi estinzioni, sottostimato l’effetto domino del riscaldamento globale

  • Secondo uno studio del Joint Research Centre, la complessa rete di interdipendenze tra piante e animali moltiplica le specie a rischio di estinzione a causa dei cambiamenti ambientali legati al riscaldamento globale

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Tenere conto delle interdipendenze tra le specie può aiutare a ridurre la perdita di biodiversità dovuta al riscaldamento globale

 

(Rinnovabili.it) – Il riscaldamento globale aumenta il rischio di un effetto domino dell’estinzione. Secondo uno studio del Joint Research Centre, la complessa rete di interdipendenze tra piante e animali moltiplica le specie a rischio di estinzione a causa di cambiamenti ambientali, e, nel caso del riscaldamento globale, le previsioni che non tengono conto di questo effetto a cascata potrebbero sottostimare l’entità delle estinzioni. Come ovvia conseguenza diretta dei cambiamenti climatici, le piante e gli animali che vivono in una determinata area sono portati all’estinzione quando le condizioni ambientali locali diventano incompatibili con i loro limiti di tolleranza. Tuttavia, secondo i ricercatori, ci sono molti fattori ancora poco noti che minano la vita delle specie al di là degli effetti diretti del cambiamento ambientale (e dell’attività antropica). A preoccupare gli esperti è la co-estinzione, ovvero la scomparsa dei consumatori in seguito all’esaurimento delle risorse: un concetto supportato da un solido background teorico, ma spesso trascurato nella ricerca empirica perché estremamente difficile da valutare, che potrebbe essere uno dei principali responsabili della persistente crisi della biodiversità. E proprio questo è il fulcro della ricerca del JRC.

 

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Gli scienziati del JRC, in collaborazione con quelli dell’australiana Flinders University di Adelaide, hanno costruito 2.000 “Virtual Earths”, Terre virtuali che hanno popolato con migliaia di piante e animali organizzati in un sistema globale di reti alimentari interconnesse, per poi sottoporle a traiettorie estreme di cambiamento ambientale. Due gli scenari analizzati per rintracciare la perdita di biodiversità: nel primo, conseguente a un aumento lineare e monotono della temperatura (riscaldamento globale), hanno rappresentato l’estinzione di una specifica specie; nel secondo, invece, quello seguito da un inverno nucleare, cioè un raffreddamento progressivo come quello che potrebbe seguire più detonazioni nucleari, partendo dalle estinzioni innescate dal disallineamento tra i limiti di tolleranza della temperatura locale e delle specie, hanno anche simulato estinzioni a cascata. Quello che hanno scoperto è che il non tenere conto delle interdipendenze tra le specie ha portato a sottostimare l’entità delle estinzioni di massa innescate dal cambiamento climatico fino a 10 volte.

 

Da qui, il monito ai governi di iniziare a guardare con crescente attenzione alle reti di interazione delle specie come obiettivo fondamentale della conservazione perché “ogni volta che una specie lascia il nostro pianeta – dicono i ricercatori – perdiamo molto più di un nome su un elenco”.

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