• Articolo Laxemburg, 19 aprile 2017
  • Secondo un team di scienziati internazionali

    Si riduce lo spazio d’azione contro il cambiamento climatico

  • Le strade per salvarci dagli effetti peggiori del cambiamento climatico sono tre: aumento delle rinnovabili, stop alla deforestazione e riduzione drastica delle fossili

Cambiamento climatico solo 10 anni per salvare il mondo

 

(Rinnovabili.it) – Ci restano dieci anni per salvare il mondo dagli effetti peggiori del cambiamento climatico. Se i leader globali hanno veramente intenzione di dar seguito all’Accordo di Parigi, lo si vedrà in questo arco temporale. È quanto sostengono otto ricercatori internazionali in un articolo su Nature, nel quale però provano anche a presentare una soluzione.

Propongono un modello per bilanciare le emissioni di anidride carbonica riducendo drasticamente la quota di energia fossile consumata e ripristinando tradizionali serbatoi di carbonio come le foreste. Ciò permetterebbe di mantenere le temperature sotto la soglia critica dei 1,5 gradi, considerata sicura per la vita sul pianeta.

 

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Infatti, spiegano i ricercatori, ci sono soltanto due modi per evitare un eccessivo riscaldamento globale: tagliare le emissioni con politiche ad hoc, e reintegrare i serbatoi naturali del carbonio, oggi degradati come mai prima d’ora.

Per mettere a punto la proposta, il team ha analizzato le emissioni di diversi settori: combustibili fossili, agricoltura, produzione alimentare, bioenergia e uso di suolo. Inoltre è stato calcolato l’assorbimento dei sistemi naturali che sul pianeta catturano la CO2, ricostruendo il sistema di produzione e sequestro naturale delle emissioni.

In sintesi, è emerso che entro fine secolo l’energia fossile consumata dovrà essere inferiore al 25% del totale globale, mentre in questo momento coprirebbe circa il 95% della domanda. Per consentire alle foreste di tornare a mangiarsi almeno il 42% delle emissioni globali entro il 2100, invece, va pesantemente limitata la deforestazione.

 

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Anche le energie rinnovabili sono considerate parte della risposta: secondo il gruppo di esperti, che ha valutato quattro possibili scenari per il settore. Il più ambizioso immagina una crescita planetaria del 5% annuo per eolico, fotovoltaico e bioenergie. In questo modo, al 2022 si raggiungerebbe il picco di emissioni. Ma anche questo percorso non riuscirebbe ad evitare un aumento della temperatura pari a 2,5 gradi se non venissero messe in campo tecnologie di cattura e sequestro del carbonio. Tuttavia, ad oggi queste sono più che altro viste come un alibi per evitare la riduzione delle emissioni e cambiare strategia di business.

2 Commenti

  1. carlotta renieri
    Posted aprile 19, 2017 at 2:12 pm

    E’ da tempo che leggo il vostro sito che trovo bellissimo e di grande impatto e ritengo che tutti dovrebbero leggerlo e che dovreste essere maggiormente conosciuti.
    C’è solo un problema, non reggo emotivamente a tutte queste notizie drammatiche, non è che potreste bilanciare pubblicando, se possibile, e se ne esistano, qualche notizia positiva ?
    Certo se sono triste io mi immagino il cuore di chi pubblica queste notizie…
    esiste un’associazione che raccolga noi preoccupati e desiderosi di fare qualcosa?

    • Marco Scozzafava
      Posted aprile 19, 2017 at 11:03 pm

      Anch’io sono un lettore assiduo delle news in questo sito, ma in realtà leggo spesso notizie anche positive (una oggi stesso sulle nuove tecniche di produzione d idrogeno) soprattutto per quanto riguarda i progressi della ricerca ma anche di nuovi importanti investimenti nel campo della green economy. Se si vuole fare qualcosa in concreto si può ad esempio migliorare la propria efficienza energetica. Nel mio piccolo ad esempio, da quasi un anno, ho acquistato un’auto ibrida al posto della precedente diesel (con emissioni ora ridotte di circa il 15%!). Ma si può anche migliorare l’efficienza della propria abitazione (sfruttando anche le detrazioni fiscali del 65%). Infine ci si può iscrivere ad associazioni ambientaliste (ad esempio Legambiente, Greenpeace, Wwf). Saluti

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