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In vista della COP31 l’UE guarda a un accordo per accelerare i tagli delle emissioni di CO2

Il piano finanziario dell'UE per la COP31 però non spiega come spostare i fondi dai combustibili fossili.

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Alla COP31 di Antalya Bruxelles vuole spingere per un accordo sui tagli alle emissioni di gas serra

L’Unione Europea vorrebbe portare al vertice sul clima COP31 di Antalya di novembre la proposta di accordo su un “pacchetto” di sforzi globali utile a ridurre emissioni di gas serra responsabili del surriscaldamento globale.

Nonostante gli effetti evidenti degli eventi meteorologici estremi dovuti ai cambiamenti climatici, i Governi che hanno partecipato ai recenti colloqui dell’ONU sul clima non sono riusciti ad accordarsi su azioni più severe per contenere le emissioni climalteranti. Gli ostacoli principali sono le preoccupazioni delle grandi economie emergenti e dei maggiori produttori di combustibili fossili riguardo all’impatto di tali misure sulla crescita economica.

Al vertice COP31 che si terrà in Turchia a novembre, l’UE spingerà per un “pacchetto di mitigazione” incentrato sulla riduzione delle emissioni, trasformando le attuali promesse sul clima in azioni concrete, secondo quanto emerge da una bozza di un documento dell’UE visionata dall’agenzia Reuters. Una richiesta fondamentale dell’UE riguarderà l’estensione fino al 2040 del tavolo di negoziato dell’ONU in cui i Governi discutono di come ridurre le emissioni e individuano le aree in cui è possibile agire con maggiore determinazione, in base al documento. Questo filone negoziale, noto come “programma di lavoro sulla mitigazione”, dovrebbe infatti chiudersi quest’anno ma l’intenzione di Bruxelles sarebbe di tenerlo aperto.

L’UE inoltre intende esercitare pressioni affinché i Paesi rispondano alla conferma arrivata dall’ONU il mese scorso, secondo cui il mondo mancherà l’obiettivo dell’accordo di Parigi del 2015 di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C, riferisce ancora documento. Il testo è stato preparato dall’Irlanda, che detiene la presidenza di turno dell’UE. “Cercheremo di rafforzare le nostre partnership per compiere progressi concreti sull’azione climatica globale, nello specifico sulla transizione fuori dai combustibili fossili e sull’elettrificazione“, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e del Clima irlandese, Darragh O’Brien.

L’approccio dell’UE alla COP31 di Antalya

Gli sforzi globali per affrontare i cambiamenti climatici hanno subito una dura battuta d’arresto dopo che gli Stati Uniti si sono ritirati dai negoziati globali sul clima. Il vertice COP30 del 2025 in Brasile si è concluso senza che fossero stilati degli impegni per contenere le emissioni di gas serra. Per questo motivo, i diplomatici dell’UE starebbero pensando a un approccio diverso per la COP31: tentare di evitare scontri pubblici su questioni controverse e concentrarsi invece sulla collaborazione per l’attuazione concreta di impegni climatici.

Il documento interno, purtroppo, affermerebbe anche che non ci sarebbe alcun margine per nuovi impegni di finanziamento per il clima alla COP31. Questa posizione è in netto contrasto con le richieste dei Paesi più poveri e più esposti ai rischi dei cambiamenti climatici, che da tempo chiedono maggiore sostegno economico e finanziario.

La Commissione per l’Ambiente, la Biodiversità e la Sicurezza alimentare del Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione in vista della conferenza sul clima COP31 di Antalya, chiedendo una rapida eliminazione dei combustibili fossili, maggiori finanziamenti climatici e un forte sostegno per i Paesi vulnerabili. Il testo esorta tutte le parti a portare avanti la tabella di marcia per la transizione dai combustibili fossili e chiede all’UE di assumere un ruolo guida verso un trattato di non proliferazione dei combustibili fossili e di stabilire piani con scadenze precise per eliminare i sussidi alle fonti fossili.

Le priorità dell’UE in materia di finanza climatica internazionale

Il Consiglio dell’Unione Europea ha stabilito le priorità dell’Europa in materia di finanza climatica internazionale in vista della COP31 di Antalya. L’UE ha sottolineato che i finanziamenti alle attività legate ai combustibili fossili rappresentano un ostacolo alla tutela del clima, ribadendo la necessità di eliminare gradualmente i sussidi inefficienti ai combustibili fossili che non contrastano la povertà energetica. Bruxelles ha riconosciuto quanto siano essenziali i finanziamenti pubblici agevolati per le economie meno sviluppate e per i piccoli Stati insulari, che è necessario migliorare l’accesso ai fondi e in particolare al Fondo per le perdite e i danni (Loss and Damage).

Il piano finanziario dell’UE per la COP31 non riesce a spostare i fondi dai combustibili fossili

CAN Europe, maggiore coalizione ONG in Europa impegnata nel contrasto ai cambiamenti climatici e nella promozione di politiche energetiche e ambientali sostenibili, sostiene che, al di là delle parole, ancora una volta l’UE non ha spiegato come intenda erogare i finanziamenti pubblici necessari alle economie in via di sviluppo.

Rachel Simon, coordinatrice delle politiche di finanza internazionale e sviluppo presso CAN Europe, ha commentato: “L’UE deve collegare i punti tra la sua agenda di mitigazione e la finanza climatica internazionale. I Ministri delle Finanze riconoscono che i finanziamenti ai combustibili fossili stanno frenando i progressi e ammettono la necessità di eliminare gradualmente il sostegno a tali fonti. Tuttavia, le conclusioni presentano una lacuna clamorosa su come farlo e su come sostenere le comunità del Sud del mondo che affrontano forti pressioni sui prezzi dell’energia. L’UE deve accelerare la dismissione dei sussidi ai combustibili fossili, a partire da uno strumento Global Europe libero dai fossili, e promuovere la tassazione dei profitti da combustibili fossili a livello europeo e internazionale per raccogliere risorse finanziarie di cui c’è estremo bisogno.”

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.