• Articolo Davis, 15 febbraio 2013
  • L’allarme di due ricercatori statunitensi della Università della California

    Verso un mondo malato di plastica

  • Senza adeguate contromisure entro il 2050 il Pianeta dovrà fare i conti con 33 miliardi di tonnellate di plastica dalla vita millenaria

Verso mondo malato di plastica(Rinnovabili.it) – Il Pianeta rischia di essere travolto dalla plastica e nel giro dei prossimi 37 anni di dover fare i conti con 33 miliardi di tonnellate di rifiuti polimerici. A lanciare l’allarme sono due ricercatori statunitensi Chelsea Rochman e Mark Anthony Browne che attraverso una pubblicazione scientifica, uscita nell’ultimo numero della rivista Nature, affermano che l’etichettature delle materie plastiche – in particolare PVC, polistirolo, poliuretano e policarbonato – come prodotti pericolosi potrebbe costituire un’efficace arma per ridurre i rischi per la salute umane e di quella della flora.

 

Crediamo che se i paesi classificassero le materie plastiche più dannosi come pericolose, le rispettive agenzie per l’ambiente avrebbero il potere di ripristinare gli habitat interessati ed evitare l’accumulo dei rifiuti più pericolosi”, spiegano i due scienziati dell’Università della California Secondo Rochman e Browne; nel 2012 sono stati prodotti a livello mondiale circa 280 milioni di tonnellate di plastica, di cui meno della metà è stato riciclato o conferite in discarica. La maggior parte dei prodotti polimerici di origine fossile rimangono pertanto in natura avvelenando flora e fauna. L’articolo sostiene che, se la produzione dovesse continuare al tasso attuale, i 280 milioni si trasformerebbero entro l’anno 2050 in 33 miliardi di tonnellate.

Tutto ciò potrebbe essere ridotto a soli 4 miliardi di tonnellate, se le materie plastiche più problematiche fossero classificate immediatamente come pericolose e sostituite, nel prossimo decennio, con alternative più sicure come i materiali riutilizzabili”.