• Articolo Verona, 10 maggio 2012
  • M. Pavan: “le previsioni fatte el 2010 sono state ampiamente superate”

    TEE: buone le prospettive, ma ancora nodi da sciogliere

  • I risultati positivi per il settore sono arrivati con le Linee Guida e con il DM 5/9/11, ma l’incertezza normativa per il post 2013 permane e frena gli investimenti

(Rinnovabili.it) – Nell’ottica di decarbonizzare il nostro sistema produttivo, i Titoli di Efficienza Energetica rappresentano senz’altro un’ottimo strumento che però, per essere efficace, richiede una prospettiva normativa di lungo periodo che possa favorire gli investimenti. Ieri, al convegno “I nuovi certificati bianchi per gli investimenti in efficienza energetica”, organizzato a Solarexpo, la responsabile dell’unità efficienza energetica dell’AEEG, Marcella Pavan, ha definito buone le prospettive per i certificati bianchi in Italia. “Se nel 2010 l’Autorità prevedeva che con questo meccanismo al 31 maggio 2012 si sarebbero riusciti a produrre interventi per solo il 5-24% dell’obiettivo – ha spiegato la Pavan – a marzo la previsione è stata alzata al 49-65% e le ultime stime ci dicono che si arriverà fino al 70%”.

Le nuove Linee Guida, entrate in vigore a novembre 2011 e a regime dall’inizio del 2012, infatti, stanno dando i loro risultati. Oltre a volorizzare gli interventi più strutturali, “cioé quelli che consentono risparmi per una vita tecnica più lunga e riducono le dimensioni minime che i progetti devono avere per accedere ai certificate e rendono relativamente più semplice la richiesta dei titoli”, con il DM 5/9/11 è stato aperto l’accesso ai certificati bianchi anche per gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento.

Di crescita di progetti più complessi ha parlato anche Dario Di Santo, Direttore della FIRE: “Si incentivano interventi di maggiore portata – ha detto – e soprattutto chi presenta i progetti è costretto a entrare più nel merito dei processi industriali e dei possibili interventi di risparmio, con un conseguente innalzamento del livello di know-how”. Tra i dubbi ancora da sciogliere, l’estensione temporale e il post 2013, elementi che di sicuro influiscono negativamente sugli investimenti. Resta poi da chiarire il rapporto tra i certificati bianchi e il nuovo sistema di incentivazione delle rinnovabili termiche e la questione del “conto energia termico”, misure attese da settembre 2011 all’interno di un decreto attuativo del Dlgs 28/2011, ancora oggi inesistente.