• Articolo Roma, 26 gennaio 2015
  • In fase di studio un nuovo decreto che sarà varato entro la fine di febbraio

    Incentivi alle rinnovabili elettriche: annunciata la proroga dal MISE

  • Il vice ministro allo Sviluppo De Vincenti annuncia nuove iniziative pro fer elettriche che non aumenteranno la spesa in bolletta

Incentivi alle rinnovabili elettriche, il Mise annuncia la proroga

 

(Rinnovabili.it) – Gli incentivi alle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico saranno confermati ma attraverso misure che non vadano ad aumentare gli oneri della componente A3 nella bolletta degli italiani. Questo in sintesi quanto ha esplicitato il vice ministro allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, in risposta all’interrogazione parlamentare in commissione 5-04223 alla Camera. L’intervento, presentato nella stessa data dalla parlamentare Chiara Braga, chiedeva al dicastero dello Sviluppo un’azione in grado di definire univocamente le regole valide per i prossimi mesi e, più in generale, per i prossimi anni al fine di consentire uno sviluppo economicamente efficiente delle fonti rinnovabili. Al centro della questione c’è la soglia degli incentivi alle fer elettriche introdotto con il decreto ministeriale 6 luglio 2012; nel dettaglio il provvedimento individua un limite massimo per il parametro di «costo indicativo cumulato annuo di tutte le tipologie di incentivo degli impianti a fonte rinnovabile» (fotovoltaico escluso) pari a 5,8 miliardi di euro. “Nulla viene definito sia in merito alle modalità mediante le quali può essere evitato il superamento della suddetta soglia, sia in merito alle modalità di calcolo del costo in oggetto”, si legge nell’interrogazione. Il Gestore ha notificato solo la scorsa settimana l’aggiornamento del contatore degli oneri, il cui costo indicativo annuo risulta pari a circa 5,390 miliardi di euro.

 

Il conto alla rovescia verso la fine dei sussidi ha messo in allarme il comparto delle green energy nostrane, che ha chiesto fin da subito al governo nuove certezze. E così, dopo l’annuncio lo scorso novembre di un decreto tampone per continuare a sostenere le fer elettriche, De Vincenti torna sull’argomento con “promesse” più specifiche. “In linea con quanto previsto dalla Strategia Energetica Nazionale – si legge nella risposta all’interrogazione parlamentare – e con gli scenari al 2030, il Ministero è orientato a confermare il sostegno al settore delle fonti rinnovabili e, in tal senso, sta già lavorando per dare continuità agli investimenti nel settore”. Il vice ministro ha rivelato come oggi sia in fase di studio un meccanismo di sostegno più efficiente e più vicino alle nuove linee guida UE in materia di Aiuti di Stato.

 

L’esigenza del Governo, continua De Vincenti è quella di “inserire il settore delle rinnovabili nelle ordinarie regole di mercato e con la politica governativa di contenimento degli oneri per i cittadini ivi inclusi quelli che gravano sulle componenti tariffarie dell’energia”. Da dove proverranno le risorse per le nuove istallazioni rinnovabili? Essenzialmente dall’uscita dei vecchi impianti dai meccanismi già in vigore, “spesso inefficienti da un punto di vista della spesa”, e dalla proiezione dell’andamento del «contatore oneri» per le fer nel medio termine, “garantendo la maggior accuratezza possibile fra la previsione di spesa e gli oneri che i consumatori di energia elettrica saranno realmente chiamati a sostenere. In tal modo, sarà possibile finanziare nuove iniziative senza aumentare la spesa in bolletta”.

 

Il nuovo decreto ministeriale sulle fonti rinnovabili, già in fase di stesura, sarà varato in tempi stretti, anzi strettissimi. Per stessa ammissione di De Vincenti il provvedimento dovrebbe vedere la luce non oltre la fine di febbraio di quest’anno. “Vogliamo muoverci prima di esaurire i 5,8 miliardi e per sbloccare gli investimenti e usare via via nei prossimi anni le uscite dagli incentivi per sostenere le rinnovabili e raggiungere gli obiettivi europei”. 

3 Commenti

  1. Pier Luigi Caffese
    Posted gennaio 30, 2015 at 1:24 pm

    De Vincenti,nuovo attore Exxon per remake campagna “Get a fossil animal in your tank”.
    Povero De Vincenti che non capisce niente di come usare l’energia per produrre posti:4 milioni di jobs.Ma con De Vincenti:zero jobs.Ecco gli errori:
    1.vuole 10 rigassificatori inutili per 30 miliardi,dato che costano 3 miliardi l’uno.nessuno vuole investire in stupidate devincetiane.Nenmmeno L’eni,cosi’ metterà in bolletta e gira i costi a noi.30 persone a rigassificatore per 300 persone spendendo 30 miliardi.E’ da dementi in energia!
    2.TAP nasce per importare 30 anni di gas atzero per dare boccata ossigeno Eni-Snam di 450 miliardi.Oggi la Turchia ha firmato con i russi di Gazprom per cui arriva la bretella TAP con gas russo e secondo De vincenti c’è un cretino che spende 45 miliardi per ritrovarsi gas russo stracaro.La UE diede il permesso 30 anni solo gas atzro ma oggi lo ritira perchè gas russo ha gia’ gasdotti che pochi usano per prezzi esorbitanti.Progetto bocciato in Europa ma non da De Vincenti perchè altrimenti viene rottamato e sarebbe ora
    3.metanizzazione SUD e Cilento.Vicari si vanta di una cosa inutile poco usata.Il sud non si industrializza importanto metano caro,ma solo producendo biometano al SUD.La vicari con De vincenti suo maestro non capisce la differenza e dimostra l’ignoranza energetica dei nostri Governanti
    4.Post Expo e Waasser Energie Wende:sono progetti presentati per i fondi europei Juncker-bei.Ora il Governo ostacola questo progetto per 720.000 posti,solo per non perdere la faccia sui 45 miliardi che chiede DE Vincenti su progetti fossili.L’EU-28 mai darà soldi e fondi per i progetti di De Vincenti ma Lui fa finta di non capire.
    5.passera cerca di prendere il posto di Berlusconi fritto perchè vuole prendere il Governo e mettere De Vincenti al MISE che gli assicura un business fossile prima di 140 miliardi,ora ridotto a 90.Poi sperano di far scarcerare Clini,rimetterlo all’Ambiente e far soldi con appalti mondiali che nessuno verifica.
    De Vincenti,Clini,Passera ecco i veri affassatori con Scaroni e CAV dell’Italia in energia che prese tale scoppola da non sollevarsi piu’.

  2. davide cravini
    Posted marzo 3, 2015 at 11:47 am

    Il decreto “Tampax” o tampone è la fotografia esatta di come funziona la nostra nazione. Poche idee, spesso fatte da persone NON competenti in materia e scarsa volontà di cambiamento a causa delle nostre tradizionali “rendite di posizione”, sport nazionale dei politici Italiani da sempre. Non trovo altre parole se non quelle di mia nonna… Povera Italia!!

  3. Riberto
    Posted giugno 21, 2015 at 12:38 pm

    Tante parole ma tutto fumo quello che dicono che sono interessati alle rinnovabili, questo pensa solo ad aiutare i petrolieri

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