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Fotovoltaico, i tetti italiani potrebbero ospitare fino a 193 GW

Il rapporto SNPA/ISPRA fotografa un’accelerazione delle installazioni solari al suolo arrivate a coprire nel 2025 21.368 ettari e rilancia: esiste una superficie netta disponibile sui tetti dei fabbricati esistenti adatta ad ospitare il solare e variabile tra 854 e 1.116 km²

Fotovoltaico, i tetti italiani potrebbero ospitare fino a 193 GW

Pubblicato il Rapporto sul Consumo di suolo in Italia 2026

Il 2025 è stato l’anno dei grandi impianti fotovoltaici. Con l’affanno del residenziale – storico motore di crescita della fine del conto energia – e i primi rallentamenti nel C&I (commerciale e industriale), i segmenti Utility Scale e Large Utility Scale sono gli unici a mostrare una crescita rispetto al 2024. Beninteso: nei nuovi 5.621 MW di potenza connessa lo scorso anno, ogni segmento ha fatto la sua parte con contributi quasi equivalenti.

Tuttavia gli impianti fotovoltaici a terra hanno aumentato il loro numero e il dato è stato prontamente rilevato nell’ultimo report sul consumo di suolo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa). Il documento riporta come nel 2025 le nuove centrali solari a terra (circa 2.800 MW) siano state responsabili di un consumo di 2.798 ettari, contro i 1.702 ettari dell’anno precedente. E come abbiano raggiunto un dato totale cumulato di 21.368 ettari, ospitanti 12.570 MW fotovoltaici.

Il consumo è definito ovviamente “reversibile” dal momento che, salvo alcuni casi, le opere non sigillano il terreno tramite asfalto o calcestruzzo, consentendo teoricamente il ripristino dello stato naturale o agricolo dei luoghi a fine vita dell’impianto.

FV e consumo di suolo, il dato regionale

Scendendo nel dettaglio, Lazio e Sicilia risultano essere le regioni che nell’ultimo anno hanno destinato più territorio al fotovoltaico. Sul dato cumulato invece la maggiore superficie destinata al solare a terra è quella della Puglia (4.764 ettari, il 22% del totale nazionale), seguita da Lazio (3.068 ha), Sicilia (2.383 ha), Emilia-Romagna (1.932 ha) e Piemonte (1.740 ha).

Ma ci sono alcuni dati che emergono più di altri dal documento ISPRA. Innanzitutto la crescita esponenziale ha preso il via nel 2024, con uno scarto di ben 1.282 ettari rispetto al dato 2023. Il vero sprint è quindi recente e oggi i nuovi impianti fotovoltaici a terra rappresentano il 27,3% del consumo di suolo annuale totale del periodo 2024-2025, costituendo la principale causa di consumo di suolo reversibile insieme ai cantieri. Inoltre quasi la totalità delle nuove installazioni si sviluppa su superfici precedentemente agricole (circa l’80%) e colpisce in particolare i seminativi.

Il rapporto non precisa però quale porzione di questa crescita sia affidata all’agrivoltaico, né sottolinea che i 21.368 ettari attualmente coperti rappresentano solo lo 0,07% del territorio nazionale. O lo 0,1% della SAT se si trovassero tutti su superficie agricola agricola.

Fotovoltaico sul tetto, le potenzialità da sfrittare

Il rapporto ISPRA/SNPA sul consumo del suolo 2026 offre anche un altro punto di vista: le potenzialità del fotovoltaico di continuare a crescere fuori dal terreno. Secondo gli autori, escludendo i centri storici e applicando i fattori di riduzione per vincoli strutturali e manutenzione, esisterebbe un’ampia superficie netta disponibile sui tetti italiani da dedicare agli impianti solari. Il documento stima un totale compreso tra 854 e 1.116 chilometri quadrati.

Ipotizzando che si tratti di soli tetti piani, la capacità implementabile va da 171 a 223 GW. Tolta la quota già occupata, circa il 16%, resterebbero tra 140 e 193 GW: abbastanza, secondo l’ISPRA, per coprire l’aumento di rinnovabili previsto dal PNIEC al 2030 senza nuovo suolo.

Una stima ancora più alta arriva da uno studio del JRC europeo, basato sul rilevamento di oltre 26,2 milioni di edifici italiani: circa 280 GW di potenziale tecnico sui tetti. L’Italia ha inoltre il primato europeo per i grandi edifici non residenziali, quelli sopra i 2.000 metri quadrati, che da soli valgono oltre 83 GW.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.