• Articolo Sant'Agata Bolognese, 6 luglio 2012
  • Inaugurato il nuovo stabilimento Lamborghini che diventerà carbon neutral entro il 2015

    Edificio ad impatto zero per il nuovo stabilimento Lamborghini

  • Inaugurato il nuovo stabilimento della nota casa automobilistica, pronto a diventare uno dei primi esempi di edifici indistriali italiani certificati in Classe A.

(Rinnovabili.it) –  E’ stato inaugurato alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini, il nuovo edificio industriale multipiano in Classe energetica A destinato alla produzione dei bolidi Lamborghini per lo stabilimento di Sant’Agata Bolognese. Nel cuore delle aree colpite dal sisma si riparte in quarta, nel vero senso della parola, legando una delle più importati industrie italiane ad un importante punto di forza di sostenibilità ed efficienza, arrivando a realizzare un edificio dalle alte performance, capace di garantire un consumo annuo inferiore a8 Kwh/m3. Il nuovo edificio, denominato “Protoshop”, progettato in collaborazione con lo studio di ingegneria Prospazio, è stato realizzato utilizzando per le facciate speciali pareti in policarbonato a triplo strato e pareti ventilate ricoperte di lastre ceramiche ultrasottili, che accentuano le prestazioni isolanti della struttura. Anche la scelta delle finiture e dei materiali di rivestimento rispecchi le scelte green intraprese per la costruzione dell’edificio, utilizzando prodotti al 100% ecocompatibili e riduzione di scarti e rifiuti.

Costruito nel pieno rispetto dei regolamenti antisismici, il nuovo stabilimento Lamborghini si pone un lodevole obiettivo: quello di diventare carbon neutral entro il 2015. Una meta raggiungibile solo grazie alla perfetta integrazione tra le ottime prestazioni energetiche dell’edificio e alla trasformazione del processo di produzione della autovetture secondo rigidi parametri per il contenimento delle emissioni. L’autonomia energetica sarà garantita grazie a i 17mila mq di pannelli fotovoltaici che verranno installati sulla copertura, favorendo il risparmio di 1.552 tonnellate di CO2 all’anno.