• Articolo Roma, 24 marzo 2015
  • Metodi di coltivazione urbana a bassissimo consumo di acqua

    Fattorie verticali: aero, acqua ed idroponica a confronto

  • Cosa sono le fattorie verticali idroponiche, acquaponiche ed aeroponiche? Andiamo a scoprire nel dettaglio questi tre metodi innovativi di coltivazione

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(Rinnovabili.it) – Con il diffondersi delle colture urbane e delle fattorie verticali nuovi sistemi di agricoltura che risparmiano spazio, acqua e fertilizzanti stanno prendendo piede per trasformare in realtà il desiderio di tantissimi cittadini di coltivare da sé gli ortaggi e le verdure che consumano ogni giorno.

Dietro a questa scelta ci sono motivi di salute – ad esempio essere sicuri di consumare alimenti prodotti senza pesticidi e non OGMv- economici – nulla costa meno dell’autoproduzione – ed ambientali, come riportare il verde nelle città ed abbattere le emissioni per il trasporto.

Coltivazione idroponica, acquaponica ed aeroponica sono accomunate dall’assenza del terreno; in questi sistemi le specie vegetali usano altri supporti per rifornirsi di acqua e delle sostanze nutrienti necessarie per la crescita.

 

Fattorie verticali: agricoltura areo acqua ed idroponica a confronto

Coltivazione idroponica

Cos’è. In questo tipo di coltivazione la terra è sostituita da un substrato inerte che può essere ad esempio argilla espansa, perlite, vermiculite, lana di roccia o fibra di cocco. Un sistema di irrigazione irrora il supporto di acqua e sostanze fertilizzanti, perlopiù inorganiche, necessarie per la crescita.

Risparmio d’acqua. Le fattorie verticali idroponiche in media hanno bisogno del 70% di acqua in meno di una coltura tradizionale, l’effettivo risparmio dipende dalla tipologia di inerte scelto.

Crescita. La crescita è del 50% più veloce anche se con questo metodo si riesce ad ottenere un ottimo raccolto utilizzando l’80% di fertilizzante in meno rispetto ad i metodi che presuppongono il consumo di suolo.

Casi studio. Un esempio di fattoria verticale idroponica è la Vertical Harvest di Jackson Hole, che riesce a rifornire di verdure ed ortaggi a chilometri zero la località sciistica americana, producendo l’equivalente di 5 ettari di terreno in soli 400 mq.

 

Fattorie verticali: agricoltura areo acqua ed idroponica a confronto

Coltivazione acquaponica

Cos’è. Questo tipo di coltivazione abbina la crescita di specie vegetali all’allevamento ittico. I liquidi di scarto delle vasche vengono utilizzati per irrigare le colture che crescono velocemente grazie alle sostanze fertilizzanti presenti nelle acque di scarico che altrimenti andrebbero versate nei corsi d’acqua. Le piante si nutrono delle sostanze nocive e restituiscono acqua pulita alla vasca, diminuendo notevolmente il numero di ricambi completi necessari per la salute dei pesci.

Risparmio d’acqua. Con questo metodo di coltivazione si utilizza il 90% d’acqua in meno e le piante crescono direttamente sopra le vasche affondando le radici nel filtro che pulisce l’acqua per i pesci.

Crescita. La crescita avviene in tempi dal 30 al 50% inferiori rispetto ad una coltura tradizionale grazie alla costante fertilizzazione delle radici data dal flusso di acqua di scarico. Uno dei punti di forza di questo tipo di coltivazione è che riusa le acque, le ricicla e minimizza gli sprechi permettendo notevoli risparmi economici.

Casi studio. La Hyundai Fuel Cell Farm è alimentata da una vettura ix35 FCEV ad idrogeno della quale sfrutta il vapore acqueo di scarico e le sostanze minerali presenti negli escrementi dei pesci per far crescere un piccolo ecosistema 100% ecofriendly.

 

Fattorie verticali: agricoltura areo acqua ed idroponica a confronto

Coltivazione aeroponica

Cos’è. Questo tipo di fattorie verticali fanno a meno di un substrato in cui le piante crescono e le lasciano libere per spruzzare direttamente sulle radici vapore acqueo e sostanze nutritive. Una pompa veicola l’acqua ed il fertilizzante necessario alla crescita per tutto il sistema che interessa le radici delle piante coltivate.

Risparmio d’acqua. Mentre nella coltura tradizionale buona parte dell’acqua si spreca perché evapora e viene restituita all’atmosfera in questo modo se ne utilizza il 90% in meno in quanto quasi tutto il vapore viene assorbito dalle radici.

Crescita. La crescita degli orti urbani aeroponici avviene in tempi dimezzati rispetto alle coltivazioni a terra e con una resa del 30% maggiore.

Casi studio. A Newark è in costruzione la fattoria aeroponica più grande del mondo, con 6400 mq di spazi coltivati completamente senza suolo. Il sistema sviluppato da AeroFarms è alimentato da pannelli fotovoltaici e riuscirà a produrre 900.000 kg di ortaggi ogni anno.

6 Commenti

  1. Luciano Sansone
    Posted dicembre 7, 2015 at 8:01 am

    Buongiorno,
    Tanto di cappello alla genialità israeliana!
    Io, nel mio piccolo, da italiano, già nel 2010 ho ottenuto un brevetto che può dare, spero, un piccolo contributo alla riduzione della fame nel mondo.
    La finalità del mio congegno è di affiancare un nuovo tipo di agricoltura a quella tradizionale a sviluppo planimetrico, che ora è praticato in campo aperto o in serra.
    Brevetto industriale nr 1372755 con classifica A01G.
    DESCRIZIONE dell’invenzione avente per titolo: “MECCANISMO/serra a ruote panoramiche per colture aeree a giostra di frutta, verdura, fiori, piante aromatiche, funghi”.
    RIASSUNTO
    E’ una struttura meccanica attivata dalla sola forza di gravità, da impiegare nel campo dell’agricoltura e del giardinaggio. Ha la forma di una bobina coperta/ girarrosto in cui sono inseriti dei contenitori, con appropriato humus, per l’innovativa coltivazione “aerea” di diverse specie vegetali. E’soggetta a rotazione, con esposizione temporale delle colture alla luce del sole.
    I vantaggi offerti sono:
    La superficie di terreno coltivabile è quasi triplicata perché si sfrutta uno spazio aereo;
    Acqua: rispetto all’irrigazione attuale se ne riduce il consumo, anche dell’ottanta %;
    Si può installare anche in zone aride e in terreni non idonei (argillosi, alcalini ecc.) e persino su terreni battuti o superfici cementate/asfaltate;
    Non occorre l’energia elettrica;
    Il terreno, già preparato “industrialmente” con i sali minerali ed i concimi giusti è sempre quello adatto al tipo di coltura che si vuole praticare;
    Consente di lavorare “a tavolino”, evitando stancanti camminate e inutili piegamenti;
    Migliora le colture biologiche impedendo che quelle con OGM e/o trattate con pesticidi le possano contaminare;
    La copertura protegge le colture dalle intemperie, dagli uccelli e dai parassiti tipo lumache/ chiocciole;
    Finita la raccolta, asportate le radici delle piantine, il terriccio può essere “riciclato”;
    Si fa a meno di trattori e/o attrezzi agricoli;
    Aumenta la produttività e il reddito: basta una persona per molte serre affiancate;
    Il VIVAISTA ne può fare uso anche come semenzaio, per ottenere delle piantine da trapiantare anche in campo aperto o, per contenere delle piante in vaso, farle crescere da essere commercializzate e avere subito spazio per un nuovo ciclo di produzione;
    La serra, a certe latitudini non è da riscaldare;
    E’ alta, fuori terreno, 5596 mm, lunga 5021 e larga 4984.
    La struttura però, se fatta in scala ridotta, può montarsi in piccoli spazi (orto, terrazzo), può far felici i contadini della domenica ed essere anche, in inverno, un valido rifugio per molti vasi da fiori;
    Lo svantaggio: E’ che si può usare solo per colture come fiori, fragole, verdure da taglio, cipollotti, cima di rapa, vari tipi di lattughe, radicchio, ravanello, spinacio, alcune varietà di pomodori, peperoni, piante aromatiche (basilico, prezzemolo, menta, salvia, ecc) e funghi.
    All’azienda interessata a rilevare il mio brevetto o prenderlo in licenza, posso fornire il testo della descrizione, del funzionamento, i disegni o, tutta la documentazione, comprensiva di particolari costruttivi.
    Il mio telefono è: 0040771092169 (Sono un pensionato di Forlì ma, ora vivo in Romania). http://www.facebook.com/luciano.sansone.716 e-mail: lucsansone@libero.it
    Grazie per il tempo dedicatomi e tanta SALUTE a tutti!
    Luciano SANSONE

  2. carlo madiai
    Posted dicembre 12, 2015 at 2:39 pm

    gradirei informazioni per fare cultura idroponica qui a Firenze

  3. stefano
    Posted marzo 31, 2016 at 11:56 am

    Salve, sarei interessato a sviluppare progetti di agricoltura idroponica a Pescia, Toscana, potete contattarmi per approfondimenti;

    Saluti

  4. Roberta Mariella
    Posted aprile 16, 2016 at 10:18 pm

    Salve. Sarei interessata alla coltura idroponica. Potreste contattarmi per fornirmi informazioni? Sto già lavorando al piano d’ impresa e mi servirebbe una consulenza se fosse possibile. Ci ringrazio molto. Buona serata

  5. Marianna
    Posted ottobre 11, 2016 at 11:31 am

    Io ho letto, ma senza andare oltre con le ricerche, ho letto di coltivazioni, sempre con fertilizzanti, coltivazione di piante senza terra, ma che schifo e’!!???? Cose’ questo scempio?? Dobbiamo dire si’ all agricoltura biodinamica !! No’ a questo schifo di agricoltura

  6. Giancarlo
    Posted ottobre 31, 2016 at 7:49 pm

    Ho disponibilità di immobile industriale di 19.mq e disponibilità di acqua illimitata altezza 6mt vorrei informazioni su queste culture.

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